Roncarati, addio al calcio dopo quasi 300 gol
di Nicolò Rinaldi
A 41 anni l’annuncio dell’ex bomber di Brescello, Scandianese, Castellarano e Bagnolese
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REGGIO EMILIA. "Big Stefano" ha detto stop: a quasi 41 anni di età, bomber Roncarati ha preso la decisione di porre fine alla sua lunga e titolata carriera da giocatore.
Il bottino complessivo del goleador parmense ammonta a ben 291 reti, messe a segno durante più di vent'anni in quattro differenti campionati: C2 (l'attuale Lega Pro), serie D, Eccellenza e Promozione. Le ultime soddisfazioni per Roncarati sono arrivate proprio di recente, nelle file della Langhiranese: la formazione d'oltre Enza ha raggiunto una salvezza senza patemi nel girone A di Promozione, e l’esperto bomber ha dato un sensibile contributo alla causa mettendo a segno 9 realizzazioni.
«Sono molto grato a tutto il mondo del calcio reggiano - evidenzia l'ormai ex attaccante - Peraltro, nella vostra provincia ho siglato ben 74 gol tra Scandianese, Bagnolese, Castellarano e Brescello».
Come è nata la sua scelta di dire basta?
«Penso di essere giunto alla conclusione naturale di un percorso, in tutta serenità e senza alcun rimpianto. E' vero che potrei ancora proseguire, ma in tal caso diventerei semplicemente uno tra i tanti: se non riesco più a distinguermi e a brillare come negli anni scorsi, significa che è arrivato il momento di smettere. Colgo l'occasione per ringraziare in modo particolare i miei genitori, che hanno avuto un ruolo di primaria importanza nella mia formazione di giocatore ma soprattutto di uomo: senza di loro, nulla sarebbe stato possibile».
In futuro la rivedremo nel mondo del calcio, alle prese con altri incarichi?
«Io ho il patentino per allenare fino alla serie D: non mi dispiacerebbe affatto una esperienza da mister, in un club anche reggiano che abbia la ferma volontà di operare seriamente e con traguardi chiari».
Tra i tecnici con cui lei ha lavorato ci sono pure Emore Iemmi e Ivano Vacondio.
Il primo è uscito proprio domenica scora con la sua Scandianese al primo turno dei playoff di promozione dopo aver disputato un ottimo torneo, mentre il secondo sulla panchina della Folgore Rubiera è tra i papabili per un salto in serie D.
Qual è il suo pronostico per la Folgore Rubiera?
«Alla vigilia dei playoff di promozione avrei giurato che la Scandianese sarebbe stata la vera squadra da battere: peraltro il mister aveva vissuto parecchie sfide simili, e la sua esperienza in queste fasi poteva rappresentare un vero valore aggiunto per i rossoblù. Di Scandiano serbo un ottimo ricordo, perché è là che debuttai nel campionato di Eccellenza e anche allora c'era Iemmi come allenatore: fu un gran trampolino di lancio per la mia carriera, tant'è vero che poco dopo approdai in D alla Bagnolese e poi in C2 al Fano».
E di Ivano Vacondio che ricordi ha? La Folgore Rubiera può davvero aspirare alla serie D?
«Penso che Vacondio sia un autentico scienziato del calcio: purtroppo, però, la formula dei ripescaggi costringe ad andare molto cauti con le speranze. A tal proposito credo che una riforma degli spareggi per la serie D sarebbe opportuna, limitando la disputa dei play off solo all'ambito regionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il bottino complessivo del goleador parmense ammonta a ben 291 reti, messe a segno durante più di vent'anni in quattro differenti campionati: C2 (l'attuale Lega Pro), serie D, Eccellenza e Promozione. Le ultime soddisfazioni per Roncarati sono arrivate proprio di recente, nelle file della Langhiranese: la formazione d'oltre Enza ha raggiunto una salvezza senza patemi nel girone A di Promozione, e l’esperto bomber ha dato un sensibile contributo alla causa mettendo a segno 9 realizzazioni.
«Sono molto grato a tutto il mondo del calcio reggiano - evidenzia l'ormai ex attaccante - Peraltro, nella vostra provincia ho siglato ben 74 gol tra Scandianese, Bagnolese, Castellarano e Brescello».
Come è nata la sua scelta di dire basta?
«Penso di essere giunto alla conclusione naturale di un percorso, in tutta serenità e senza alcun rimpianto. E' vero che potrei ancora proseguire, ma in tal caso diventerei semplicemente uno tra i tanti: se non riesco più a distinguermi e a brillare come negli anni scorsi, significa che è arrivato il momento di smettere. Colgo l'occasione per ringraziare in modo particolare i miei genitori, che hanno avuto un ruolo di primaria importanza nella mia formazione di giocatore ma soprattutto di uomo: senza di loro, nulla sarebbe stato possibile».
In futuro la rivedremo nel mondo del calcio, alle prese con altri incarichi?
«Io ho il patentino per allenare fino alla serie D: non mi dispiacerebbe affatto una esperienza da mister, in un club anche reggiano che abbia la ferma volontà di operare seriamente e con traguardi chiari».
Tra i tecnici con cui lei ha lavorato ci sono pure Emore Iemmi e Ivano Vacondio.
Il primo è uscito proprio domenica scora con la sua Scandianese al primo turno dei playoff di promozione dopo aver disputato un ottimo torneo, mentre il secondo sulla panchina della Folgore Rubiera è tra i papabili per un salto in serie D.
Qual è il suo pronostico per la Folgore Rubiera?
«Alla vigilia dei playoff di promozione avrei giurato che la Scandianese sarebbe stata la vera squadra da battere: peraltro il mister aveva vissuto parecchie sfide simili, e la sua esperienza in queste fasi poteva rappresentare un vero valore aggiunto per i rossoblù. Di Scandiano serbo un ottimo ricordo, perché è là che debuttai nel campionato di Eccellenza e anche allora c'era Iemmi come allenatore: fu un gran trampolino di lancio per la mia carriera, tant'è vero che poco dopo approdai in D alla Bagnolese e poi in C2 al Fano».
E di Ivano Vacondio che ricordi ha? La Folgore Rubiera può davvero aspirare alla serie D?
«Penso che Vacondio sia un autentico scienziato del calcio: purtroppo, però, la formula dei ripescaggi costringe ad andare molto cauti con le speranze. A tal proposito credo che una riforma degli spareggi per la serie D sarebbe opportuna, limitando la disputa dei play off solo all'ambito regionale».
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