Con la Sidigas sarà una serie di fuoco
La classica che negli ultimi anni è stata accompagnata da tensioni e polemiche
REGGIO EMILIA. La sfida Reggio-Avellino riporta alla mente la semifinale dei playoff 2016, in cui non mancarono tensioni e le polemiche. Si partì con la scarsità di biglietti per gli ospiti che gli ultras avellinesi contestarono al club. Col prosieguo della serie gli screzi aumentarono. La stella Nunnally duellò con metà Reggio, da Kaukenas ad Aradori e Polonara. Si andò in Irpina sul 2 a 0 per Reggio, e ad Avellino cambiò tutto, in gare segnate anche dall’enorme calore dei tifosi locali, spesso finiti sopra le righe: uova lanciate all’esterno del pala, accuse di sabotaggi agli spogliatoi, 40’ di insulti e di ululati in primis per gli atleti italiani della Grissin Bon. Il principale bersaglio dei sostenitori biancorossi fu invece il coach avellinese Pino Sacripanti, complice una mezza rissa alla fine di gara 1 in cui Sacripanti intervenne cercando di fare da paciere, finendo però male interpretato.
In gara 5 e in gara 7 la Sidigas si presentò a Reggio accompagnata da alcuni funzionari della questura avellinese, ad affiancare i colleghi reggiani.
Per tornare al campo, la passata semifinale playoff segnò anche uno dei momenti sportivamente più brutali della recente storia reggiana, la sconfitta di 43 punti termine rimediata in gara 4. Un vero massacro, un 97 a 54 per certi versi inspiegabile che portò alle lacrime diversi biancorossi. Ma che non abbattè di certo la squadra. La Grissin Bon risponde benissimo, mantenne il fattore campo in gara 5 a gara 7 e conquistando la seconda finalissima consecutiva.
Quest’anno, le rivali si ritrovano a Milano per la Supercoppa, una semifinale decisa da Ragland con un cesto sulla sirena.
A novembre Reggio espugna Avellino con una gara perfetta, e al ritorno la Sidigas, pur priva di Ragland, si vendica con Logan, Fesenko e Thomas vincendo ai supplementari.
Nello scorso decennio il momento più doloroso è quello del 25 marzo 2007, quando l’Air guidata dal fortissimo Ramel Curry espugnò il pala Bigi 84 a 80.
Una vittoria, quella dei biancoverdi, che alla fine condannò l’allora Bipop, retrocessa proprio per il confronto diretto sfavorevole con Avellino nell’arrivo in parità a quota 24 alla fine della stagione. (a.a.)
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