«Rischiavamo di sparire oggi possiamo sognare»
di Primo Bertani
Calcio donne, Betty Vignotto presidentessa del Sassuolo Femminile è euforica «In caso di promozione e di accordo con Carnevali saremo ancora al Mirabello»
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REGGIO EMILIA. Una settimana da brividi per il calcio femminile, arrivato a un passo dalla promozione in serie A. Le ragazze di Federica D’Astolfo, con 18 vittorie e un pareggio nelle ultime 19 gare, domenica hanno staccato di tre punti le dirette rivali del Vittorio Veneto, sconfitte a Padova, quando mancano solo 90’ al termine della stagione. Con un punto nella prossima trasferta contro il New Team Ferrara i giochi saranno matematicamente fatti, a pari posizione in classifica si va allo spareggio.
Un anno fa il club reggiano sembrava destinato a gettare la spugna per mancanza di risorse economiche, ora è candidato addirittura a squadra del domani. Gli scenari sono cambiati sul finire dell’estate scorsa, complice un colpo a effetto di Betty Vignotto, a Reggio dal 1988, la tenace presidentessa che, dopo aver speso tutte le energie a bussare a molte porte, ricevendo dinieghi e dissensi, ha centrato quella del Sassuolo. Visto che tutto è avvenuto in extremis, in una corsa contro il tempo, la squadra è stata iscritta al campionato di serie B con la ragione sociale e matricola della Asd Reggiana Calcio Femminile e, se arriverà domenica la serie A, sarà un altro titolo da mettere in una ricca bacheca. Il Sassuolo ci ha messo la sponsorizzazione e appare a livello mediatico, in quanto ha utilizzato una speciale clausola federale voluta da Tavecchio che è definita accordo di licenza. Vale per la stagione in corso e dunque solo fino al 30 giugno prossimo.
«Credo e spero che presto ci metteremo intorno ad un tavolo per ridiscutere ogni accordo e per impostare la strategia per il futuro-anticipa Alessandro Terzi, segretario organizzativo del settore giovanile del Sassuolo-. Le società di serie A, come la nostra, hanno l’obbligo di tesserare almeno 40 bambine under 12, e noi ne avevamo già una trentina, oppure acquisire un club femminile di serie A e B o sottoscrivere un accordo di licenza, la via più immediata. Ricordo che la Zambelli aveva la divisa bianca e azzurra, quest’ultimo colore è diventato un segno di continuità con un passato glorioso».
Il Sassuolo, diversamente dalle altre realtà sportive reggiane interpellate, ha fiutato l’opportunità. «Eravamo intervenuti per costruire e non per vincere-aggiunge Terzi, ex segretario della Reggiana ai tempi di Foglia- Adesso metteremo in campo diverse attività, per entrare nelle scuole con il progetto del calcio femminile». In Italia ci sono 22.000 tesserate, la Fiorentina femminile, acquisita dai fratelli Della Valle e aggregata alla prima squadra, ha appena vinto lo scudetto con una giornata d’anticipo, portando allo stadio Franchi 8.000 persone. Per il Sassuolo femminile è stato un anno pieno di fortune e con un investimento tutto sommato contenuto. Nella sponsorizzazione ci sono i costi della formazione maggiore, dove alcune ragazze percepiscono un rimborso spese che prende di norma un giocatore di seconda categoria, in più c’è la copertura dell’attività giovanile (Primavera, serie D, Under 13 e 12). A chi obietta a Betty Vignotto di aver trovato l’ago nel pagliaio (il Sassuolo), lei risponde con il suo solito piglio battagliero. «Sono 40 anni che corro, prima come giocatrice e oggi ancora di più da dirigente. Stavamo affondando e nessuno a Reggio ha voluto accogliere il nostro appello- spiega la presidentessa- Se non avessimo incontrato il Sassuolo, avrei iscritto la squadra alla serie C e schierato in campo le ragazze più giovani. Già sei anni fa, dopo aver vinto la Coppa Italia, per mancanza di soldi, rinunciammo alla serie A per ripartire dalla C. Ci siamo rimasti tre stagioni-ricorda Betty Vignotto- arrivammo seconde e non chiedemmo nemmeno il ripescaggio. Se verrà la massima serie e troveremo un nuovo accordo con Giovanni Carnevali, è nostra intenzione giocare sempre al Mirabello, dove abbiamo scritto la nostra storia, vincendo tre scudetti e tre Coppe Italia. Siamo stati per anni sospese, ora la musica può cambiare».
Un anno fa il club reggiano sembrava destinato a gettare la spugna per mancanza di risorse economiche, ora è candidato addirittura a squadra del domani. Gli scenari sono cambiati sul finire dell’estate scorsa, complice un colpo a effetto di Betty Vignotto, a Reggio dal 1988, la tenace presidentessa che, dopo aver speso tutte le energie a bussare a molte porte, ricevendo dinieghi e dissensi, ha centrato quella del Sassuolo. Visto che tutto è avvenuto in extremis, in una corsa contro il tempo, la squadra è stata iscritta al campionato di serie B con la ragione sociale e matricola della Asd Reggiana Calcio Femminile e, se arriverà domenica la serie A, sarà un altro titolo da mettere in una ricca bacheca. Il Sassuolo ci ha messo la sponsorizzazione e appare a livello mediatico, in quanto ha utilizzato una speciale clausola federale voluta da Tavecchio che è definita accordo di licenza. Vale per la stagione in corso e dunque solo fino al 30 giugno prossimo.
«Credo e spero che presto ci metteremo intorno ad un tavolo per ridiscutere ogni accordo e per impostare la strategia per il futuro-anticipa Alessandro Terzi, segretario organizzativo del settore giovanile del Sassuolo-. Le società di serie A, come la nostra, hanno l’obbligo di tesserare almeno 40 bambine under 12, e noi ne avevamo già una trentina, oppure acquisire un club femminile di serie A e B o sottoscrivere un accordo di licenza, la via più immediata. Ricordo che la Zambelli aveva la divisa bianca e azzurra, quest’ultimo colore è diventato un segno di continuità con un passato glorioso».
Il Sassuolo, diversamente dalle altre realtà sportive reggiane interpellate, ha fiutato l’opportunità. «Eravamo intervenuti per costruire e non per vincere-aggiunge Terzi, ex segretario della Reggiana ai tempi di Foglia- Adesso metteremo in campo diverse attività, per entrare nelle scuole con il progetto del calcio femminile». In Italia ci sono 22.000 tesserate, la Fiorentina femminile, acquisita dai fratelli Della Valle e aggregata alla prima squadra, ha appena vinto lo scudetto con una giornata d’anticipo, portando allo stadio Franchi 8.000 persone. Per il Sassuolo femminile è stato un anno pieno di fortune e con un investimento tutto sommato contenuto. Nella sponsorizzazione ci sono i costi della formazione maggiore, dove alcune ragazze percepiscono un rimborso spese che prende di norma un giocatore di seconda categoria, in più c’è la copertura dell’attività giovanile (Primavera, serie D, Under 13 e 12). A chi obietta a Betty Vignotto di aver trovato l’ago nel pagliaio (il Sassuolo), lei risponde con il suo solito piglio battagliero. «Sono 40 anni che corro, prima come giocatrice e oggi ancora di più da dirigente. Stavamo affondando e nessuno a Reggio ha voluto accogliere il nostro appello- spiega la presidentessa- Se non avessimo incontrato il Sassuolo, avrei iscritto la squadra alla serie C e schierato in campo le ragazze più giovani. Già sei anni fa, dopo aver vinto la Coppa Italia, per mancanza di soldi, rinunciammo alla serie A per ripartire dalla C. Ci siamo rimasti tre stagioni-ricorda Betty Vignotto- arrivammo seconde e non chiedemmo nemmeno il ripescaggio. Se verrà la massima serie e troveremo un nuovo accordo con Giovanni Carnevali, è nostra intenzione giocare sempre al Mirabello, dove abbiamo scritto la nostra storia, vincendo tre scudetti e tre Coppe Italia. Siamo stati per anni sospese, ora la musica può cambiare».
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