Gazzetta di Reggio

Sport

Una lezione di sport dai grandi campioni 

di Luigi Vinceti
Una lezione di sport dai grandi campioni 

Oltre 500 bambini delle elementari ieri in piazza con Adriano Panatta, Juri Chechi, Andrea Lucchetta e Ciccio Graziani

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REGGIO EMILIA . Ieri mattina in piazza della Vittoria ha vinto lo sport. Con centinaia di bambini di diverse scuole elementari cittadine incantati da quattro formidabili campioni pronti a giocare con loro. Tutto merito di Banca Generali che ha ottenuto il consenso del Coni e del Comitato italiano paraolimpico oltre alla disponibilità del Comune (ha presenziato pure il sindaco Luca Vecchi) ed è riuscita a collocare sul palco, poi in quattro diversi rettangoli, big del calibro di Adriano Panatta, Jury Chechi, Andrea Lucchetta e Ciccio Graziani, che hanno parlato al microfono, danzato al suono di musiche travolgenti, insegnato ai ragazzini accompagnati dagli insegnanti e da qualche genitore, come si calcia un rigore, si palleggia sotto la rete del volley, vanno eseguiti gli esercizi a terra e va tenuta la racchetta per superare gli avversari che incontreranno nel corso della vita. L’educazione allo sport è la ragione di fondo di questo progetto che si chiama “Un campione per amico” – hanno spiegato Massimiliano Ruggiero e Denis Giacopelli per Banca Generali - che si ripete ormai da 18 anni e che per la prima volta è sbarcato nella nostra città dove è stato accolto e circondato da un grande genuino entusiasmo.
«Questa è una palestra a cielo aperto - ha ammesso Ciccio Graziani - che tende ad invogliare i ragazzi ad intraprendere qualche sport trascurando un poco l’eccesso di tecnologia. Cosa mi ricorda Reggio? Un gol che feci a Boranga al Mirabello e così la partita si chiuse 1 ad 1». E poco dopo: «Cosa fare per far sì che gli attaccanti della Reggiana riescano a fare qualche gol? Dite loro che mi telefonino».
Jury Chechi ha invece parlato della famiglia Boschi (Laura e Fulvia) e della tradizione ginnica reggiana che lo ha portato diverse volte nella nostra città. Ha poi concluso ringraziando i bambini intervenuti per l’affetto dimostrato. Un fiume di parole ed una cascata di sentimenti nelle annotazioni di Andrea Lucchetta. «Reggio mi ricorda Matilde di Canossa, il Lambrusco di Cantagalli, il formaggio delle Vacche Rosse, i tortelli, Villa Cella. Questa è una provincia eclettica e che nel suo dna non ha solo Ligabue al Campovolo ma soprattutto è la città del Tricolore, una bandiera che tutti noi abbiamo nel cuore».
Mentre parla stringe mani, saluta i passanti, insegna al sindaco Vecchi come vanno tenute le dita delle mani per palleggiare con efficacia. E’ una macchina in perenne movimento. Lapidario infine, ma estremamente efficace Adriano Panatta: «Reggio? Mi ricorda sempre Chiarino Cimurri» .
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