gli avversari
Esterni immarcabili e lunghi versatili
Il tecnico Sacripanti ha tante frecce avvelenate da poter scagliare
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REGGIO EMILIA. Gli esterni più immarcabili del campionato, tanti atleti di prima fascia e un pacchetto lunghi voluminoso ed esperto. Avellino è senza dubbio una delle squadre più complete della serie A e probabilmente quella con le maggiori qualità individuali, con la consueta eccezione di Milano. La differenza la fa prima di tutto la coppia Joe Ragland-David Thomas, play-guardia dalle enormi dote realizzative oltre che due vincenti da ultimo tiro. La Grissin Bon lo sa bene: Logan han deciso la finale scudetto con Sassari, Ragland la semifinale di Supercoppa.
Mettere insieme due primissime punte simili non è facile, e Avellino ha patito qualche inevitabile dolore di assestamento. Le due stelle hanno sempre libertà di creare, spesso il gioco inizia con il loro palleggio e un blocco, il mandato è quello però di coinvolgere il più possibile i compagni.
La Sidigas ha tre centri di ruolo, Fesenko, Cusin e Jones, tutti e tre acciaccati ma comunque disponibili. Fesenko è una delle chiavi, un colosso che in isolamento può dominare chiunque e che viene rifornito spesso e volentieri. Sacripanti non ha paura di martellare sulle soluzioni che funzionano e contro Reggio, ad esempio, ha avuto tanti palloni anche Thomas, potentissima ala piccola difficile da gestire per gli esterni biancorossi. Thomas è pure grande contropiedista come la guardia Levi Randolph. Nessuno ha gli atleti di Avellino in campo aperto, e quando i lunghi garantiscono tenuta a rimbalzo la Sidigas cerca sempre di accelerare. In tutto questo, le chiavi sono i veterani meno appariscenti, l’eterno mini-play Green (sempre notevole passatore) e soprattutto Marty Leunen. Il 4 americano è un mago delle letture, passa, cambia gioco, si adatta e sa fare male dall’arco alla bisogna. Si vede poco ma si sente tantissimo. E il suo ampio minutaggio lo conferma. (a.a.)
Mettere insieme due primissime punte simili non è facile, e Avellino ha patito qualche inevitabile dolore di assestamento. Le due stelle hanno sempre libertà di creare, spesso il gioco inizia con il loro palleggio e un blocco, il mandato è quello però di coinvolgere il più possibile i compagni.
La Sidigas ha tre centri di ruolo, Fesenko, Cusin e Jones, tutti e tre acciaccati ma comunque disponibili. Fesenko è una delle chiavi, un colosso che in isolamento può dominare chiunque e che viene rifornito spesso e volentieri. Sacripanti non ha paura di martellare sulle soluzioni che funzionano e contro Reggio, ad esempio, ha avuto tanti palloni anche Thomas, potentissima ala piccola difficile da gestire per gli esterni biancorossi. Thomas è pure grande contropiedista come la guardia Levi Randolph. Nessuno ha gli atleti di Avellino in campo aperto, e quando i lunghi garantiscono tenuta a rimbalzo la Sidigas cerca sempre di accelerare. In tutto questo, le chiavi sono i veterani meno appariscenti, l’eterno mini-play Green (sempre notevole passatore) e soprattutto Marty Leunen. Il 4 americano è un mago delle letture, passa, cambia gioco, si adatta e sa fare male dall’arco alla bisogna. Si vede poco ma si sente tantissimo. E il suo ampio minutaggio lo conferma. (a.a.)
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