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Ewan e Dempsey Sono loro le star nel paese dei trulli 

Ewan e Dempsey Sono loro le star nel paese dei trulli 

L’australiano ad Alberobello resiste a Gaviria Carovana euforica per il divo di Grey’s Anatomy

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INVIATO AD ALBEROBELLO. Le star della tappa di ieri sono state tre: Caleb Ewan che ha vinto, i trulli patrimonio mondiale dell’Unesco e il divo di Hollywood Patrick Dempsey. La presenza del medico della serie tv Grey’s Anatomy ha mandato in fibrillazione la carovana rosa, dalla partenza all’arrivo, pianeta femminile in primis. Cinquantun anni e 11 stagioni da protagonista nella serie ambientata in un ospedale di Seattle, alla partenza di Castrovillari ha pedalato con una maglia rosa vintage fino al chilometro zero, accanto a quella vera di Bob Jungels, poi ad Alberobello ha premiato il vincitore, per un giorno divo anche lui. Non sarà l’ultimo. Perché Caleb Ewan, tratti somatici orientali per la mamma coreana, dopo una serie di piazzamenti in avvio di Giro, ha vinto uno sprint con intelligenza e potenza (accucciato sul manubrio è una sorta di Cavendish 2.0). Ha 22 anni l’australiano dell’Orica. E le idee chiare: «Ha battuto d’un niente Fernando Gaviria, in questo giro il velocista più forte. Ieri, nonostante la sconfitta, ne ha data ampia dimostrazione. Ai 300 metri, infatti, è rimasto indietro, chiuso per l’errata valutazione di due strette semicurve. Da abile pistard è passato tra transenne e rivali, ma ha dovuto fare due sprint. Ha perso al fotofinish: «Ewan è stato più bravo», ha ammesso. Dietro a due star, ancora l’irlandese Sam Bennet (Nota). Gli italiani? Nemmeno comparse a Cinecittà in questo Giro. Niente di niente, a tal punto che per trovare tra i primi dieci due bandiere tricolori bisogna scendere al settimo posto di Enrico Battaglin (Jumbo) e al decimo d’un Vincenzo Nibali brillantissimo nel restare avanti ed evitare rischi inutili nell’impegnativo toboga finale tra i trulli.
La tappa di ieri può essere ciclisticamente condensata dal triangolo rosso in poi. Prima 223 chilometri non certo da Oscar. Fuga dei tre coraggiosi, stoppata dal gruppo a meno 19, quando la corsa era ormai alle porte di Alberobello tra uliveti e masserie e là davanti non avevano nemmeno fatto in tempo a buttare l’occhio per ammirare la splendida costa ionica, che aveva fatto loro compagnia a lungo. Può essere crudele il ciclismo, attacchi, attacchi, non puoi nemmeno goderti il panorama e poi vieni preso. Kozonchuk (Gazprom), Simone Ponzi (CCC Sprandi) e Giuseppe Fonzi (Wilier), sì proprio così non è un gioco di parole, almeno, con ormai nulla da chiedere alla tappa dopo il riassorbimento, speriamo abbiano potuto ammirare i trulli.
Noi lo abbiamo fatto un paio d’ore prima dell’arrivo: impagabile. Resti incantato da queste costruzioni nate nel ’400 per la necessità degli abitanti del luogo di evitare la tassa sulla casa imposta dal Regno di Napoli. Gli esattori arrivavano e loro in un amen “smontavano” il tetto di queste dimore di pietra. Se ne andavano e ricostruivano tutto in pochissimo tempo. Dentro, grazie a mura spesse anche oltre un metro con all’interno un’intercapedine geniale, regna una temperatura costante di 18 gradi. Per tutte le ore e le stagioni. Il divo di Hollywood ovviamente li ha visitati i trulli. Qualche corridore avrà fatto altrettanto. Forse anche qualche big. Ieri per loro c’è stato ancora il tempo di fare i turisti, oggi sarà altrettanto. Domani inizierà invece il Giro vero sul Blockhaus. Altro che divi di Hollywood e tappe da Touring Club. Lassù lo spettacolo lo daranno i corridori. Per forza.
<LG4,4,0,0,0,TWITTER,8,0,19.9,19.9,0> @simeoli1972. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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