«Almeno ora il pari non ci servirà più»
di Luigi Cocconcelli
Max Carlini, autore del gol decisivo, si consola così a fine gara
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REGGIO EMILIA. Tutto bene quel che finisce bene. La Reggiana acciuffa il pari, risultato minimo che le consente di passare il primo turno dei playoff ma quanta sofferenza e fatica. Massimiliano Carlini riconosce i meriti della Feralpi, ammette che la fortuna, questa volta, ha dato una mano ai granata. «Se vogliamo essere sinceri la Feralpi ha avuto qualcosa in più, non dimentichiamo che ha colpito palo e traversa, i due salvataggi sulla linea di Trevisan, ma quelli sonno lo specchio della nostra prova, stanno ad indicare che la squadra ci ha creduto sempre e fino all'ultimo, con la giusta cattiveria sportiva anche se abbiamo commesso errori. Volevamo e, ci siamo riusciti, regalare una soddisfazione al nostro pubblico, dimostrare che sappiamo onorare la maglia».
È sua la rete che ha fruttato pareggio e qualificazione.
«È una soluzione che provo anche in allenamento, quando Sbaffo mi ha servito ho calcato a giro di prima intenzione sul palo opposto per prendere il portiere in controtempo, poi mica sempre ci si riesce».
Non è facile interpretare una partita secca in cui può bastare anche il pareggio.
«Avevamo preparato un altro tipo di gara, puntavamo ad essere aggressivi ed andare in vantaggio per poi gestire sfruttando gli spazi. Dopo tre minuti siamo andati sotto, poi di nuovo a rincorrere ma non ci siamo mai arresi. L’avevo detto in settimana che volevamo dare seguito alla prestazione del derby e così è stato».
Primo pomeriggio di gran caldo, anche per questo alla fine in diversi erano piegati sulle gambe?
«In parte, ma soprattutto per il dispendio fisico e nervoso del derby su quel terreno pesantissimo, tanto è vero che atleticamente io che ho saltato Parma per un mio errore, stavo decisamente meglio di altri».
Meglio il 4-4-2 oppure il 4-3-2-1, dell’inizio della gestione Menichini?
«Dipende dalle scelte dell’allenatore, io ho agito e posso rifarlo sia da esterno sinistro o destro di un centrocampo a quattro, sia dietro due punte. Diciamo che il 4-4-2 ti consente di sfruttare maggiormente le fasce, di allargare la squadra avversaria e il gol è venuto sul cambio di campo, l'altro sistema ti porta ad avere il possesso palla, ma forse a creare meno occasioni da rete».
Lo sguardo è già rivolto alla Juve Stabia che, tra l'altro, gioca su un vecchio campo sintetico, può essere un problema?
«Non penso, comunque ci siamo già allenati e lo rifaremo sul sintetico, ma alla partita in trasferta ci penseremo fra dieci giorni, prima dobbiamo cercare di vincere a casa nostra perché per passare il turno questa volta due pareggio non ci bastano».
Carlini ha affrontato la Juve Stabia nel girone di andata, che squadra è?
«Abbiamo giocato a Caserta e non a casa loro, posso dire che è stata costruita per vincere stava facendo molto bene con una formazione giovane, a gennaio si sono un po’ montati la testa, hanno acquistato gente di spessore ma che han finito per spegnere l'entusiasmo ceh si era creato all’inizio. Mi auguro di trovarli un po’ scarichi, noi ci siamo tolti il fardello del pronostico e questo ci può aiutare».
È sua la rete che ha fruttato pareggio e qualificazione.
«È una soluzione che provo anche in allenamento, quando Sbaffo mi ha servito ho calcato a giro di prima intenzione sul palo opposto per prendere il portiere in controtempo, poi mica sempre ci si riesce».
Non è facile interpretare una partita secca in cui può bastare anche il pareggio.
«Avevamo preparato un altro tipo di gara, puntavamo ad essere aggressivi ed andare in vantaggio per poi gestire sfruttando gli spazi. Dopo tre minuti siamo andati sotto, poi di nuovo a rincorrere ma non ci siamo mai arresi. L’avevo detto in settimana che volevamo dare seguito alla prestazione del derby e così è stato».
Primo pomeriggio di gran caldo, anche per questo alla fine in diversi erano piegati sulle gambe?
«In parte, ma soprattutto per il dispendio fisico e nervoso del derby su quel terreno pesantissimo, tanto è vero che atleticamente io che ho saltato Parma per un mio errore, stavo decisamente meglio di altri».
Meglio il 4-4-2 oppure il 4-3-2-1, dell’inizio della gestione Menichini?
«Dipende dalle scelte dell’allenatore, io ho agito e posso rifarlo sia da esterno sinistro o destro di un centrocampo a quattro, sia dietro due punte. Diciamo che il 4-4-2 ti consente di sfruttare maggiormente le fasce, di allargare la squadra avversaria e il gol è venuto sul cambio di campo, l'altro sistema ti porta ad avere il possesso palla, ma forse a creare meno occasioni da rete».
Lo sguardo è già rivolto alla Juve Stabia che, tra l'altro, gioca su un vecchio campo sintetico, può essere un problema?
«Non penso, comunque ci siamo già allenati e lo rifaremo sul sintetico, ma alla partita in trasferta ci penseremo fra dieci giorni, prima dobbiamo cercare di vincere a casa nostra perché per passare il turno questa volta due pareggio non ci bastano».
Carlini ha affrontato la Juve Stabia nel girone di andata, che squadra è?
«Abbiamo giocato a Caserta e non a casa loro, posso dire che è stata costruita per vincere stava facendo molto bene con una formazione giovane, a gennaio si sono un po’ montati la testa, hanno acquistato gente di spessore ma che han finito per spegnere l'entusiasmo ceh si era creato all’inizio. Mi auguro di trovarli un po’ scarichi, noi ci siamo tolti il fardello del pronostico e questo ci può aiutare».
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