«Caparbi e fortunati: Il gol subìto a freddo ha cambiato i piani»
di Juri Panciroli
REGGIO EMILIA. «L’idea era di mettere in porta Cesarini ma appena l’ho stoppata il difensore ha fatto il passo per chiudere la profondità quindi ci ho provato, è andata bene e mi sono fatto un bel...
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REGGIO EMILIA. «L’idea era di mettere in porta Cesarini ma appena l’ho stoppata il difensore ha fatto il passo per chiudere la profondità quindi ci ho provato, è andata bene e mi sono fatto un bel regalo per il mio compleanno». Andrea Bovo festeggia i 31 anni con un gol che vale il passaggio di turno, ma quanta fatica. «Si è sofferto come era logico, magari andare sotto subito non era previsto però ci abbiamo creduto fino alla fine rimanendo aggrappati a quell’unico gol che serviva. Contenti d’avercela fatta ma siamo solo a metà del lavoro perché da ora in poi servirà almeno un gol in più degli avversari per passare». Un pari con tanta fortuna «Ma anche con caparbietà perché nel primo tempo abbiamo creato buone occasioni oltre al mio gol, entrando con la palla e con buoni scambi, ma c’è sempre da migliorare. Le partite vanno portate a casa anche in questo modo perché le altre non passano i turni ammazzando gli avversari. Ora ci siamo tolti il peso dei due risultati su tre da non fallire perciò, non avendo più il pronostico dalla nostra, cercheremo di lavorare al meglio per passare anche il secondo turno».
Dove dovete migliorare?
«L’approccio e la qualità di alcune giocate sul “corto” sono state positive anche ora ma se prendi gol su una palla inattiva innocua ti scombina i piani. La controprova non l’avremo mai ma forse restando sullo 0-0 si sarebbe parlato di buona Reggiana rispetto ad altre uscite ma bisogna, si può e si deve fare meglio su alcune situazioni. Non era semplice per come s’era messa, il dover segnare in una partita da dentro o fuori ma l’analizzeremo a mente fredda e si lavorerà».
Perché molti granata coi crampi?
«Forse l’aspetto emotivo e il dover andare per forza su ogni pallone dando tutto. Ora il preparatore dovrà capire e trovare le contromosse».
Vi attende la Juve Stabia.
«Giocare a Castellammare non è come giocare con la Giana Erminio, ambienti diversi, ma sarà il campo a dire quali sono i valori. Un altro passaggio di turno è il nostro dovere, nostra responsabilità».
Dove dovete migliorare?
«L’approccio e la qualità di alcune giocate sul “corto” sono state positive anche ora ma se prendi gol su una palla inattiva innocua ti scombina i piani. La controprova non l’avremo mai ma forse restando sullo 0-0 si sarebbe parlato di buona Reggiana rispetto ad altre uscite ma bisogna, si può e si deve fare meglio su alcune situazioni. Non era semplice per come s’era messa, il dover segnare in una partita da dentro o fuori ma l’analizzeremo a mente fredda e si lavorerà».
Perché molti granata coi crampi?
«Forse l’aspetto emotivo e il dover andare per forza su ogni pallone dando tutto. Ora il preparatore dovrà capire e trovare le contromosse».
Vi attende la Juve Stabia.
«Giocare a Castellammare non è come giocare con la Giana Erminio, ambienti diversi, ma sarà il campo a dire quali sono i valori. Un altro passaggio di turno è il nostro dovere, nostra responsabilità».
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