Grissin Bon, rialzare la testa è un obbligo
di Linda Pigozzi
Dopo il disastroso esordio, i biancorossi in campo stasera al pala Del Mauro per gara 2 con la Sidigas priva di Ragland
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REGGIO EMILIA. L’unico appiglio sarà l’orgoglio? Il disastro consumatosi sulle tavole del pala Del Mauro in gara 1, che ha visto un’inconcludente Grissin Bon capitolare ai piedi della Sidigas, deve necessariamente far scattare qualcosa nei biancorossi.
Rialzare la testa, nella seconda sfida della serie in programma alle 20.45 di stasera sempre nell’arena avellinese (diretta SkySport 1), è un obbligo.
Molto più di un obbligo, se non altro per dare un segnale ad Avellino che al Bigi ci sarà almeno da sudare. Non è stato così sabato sera quando i lupi di casa si sono trovati di fronte un’avversaria parsa allo sbando tecnico.
Nell’entourage reggiano ieri si coglieva la volontà di cancellarla in fretta, quella prima scellerata partita della serie, in cui nella sagra delle palle perse, dei canestri mancati e dell’inconsistenza in area, s’è salvato il solo Wright, neo-arrivato che, a fine gara, i fotografi hanno pure immortalato nell’atto di allargar le braccia, quasi a chiedersi dove fosse finito.
Pensare a gara 2, concentrarsi su gara 2, lavorare su gara 2, era il messaggio che ieri usciva dal quartier generale di Benevento, dove la Grissin Bon si trova in ritiro già dalla scorsa settimana.
Ieri mattina, in realtà, lo staff tecnico ha tenuto a rapporto il team. I giocatori hanno visto le azioni dello sciagurato match di sabato.
Nel tardo pomeriggio, poi, la squadra s’è spostata al palasport di San Giorgio del Sannio per una seduta di stretching e studio su tutto ciò che a livello tattico non aveva funzionato la sera precedente, soprattutto sotto dove Fesenko non ha fatto sfracelli senza che si fosse mai trovato neppure il modo di infastidirlo.
Da quanto rimbalza, s’è lavorato con la chiara consapevolezza che Avellino non mollerà nulla, neppure in questa seconda gara della serie. Anche se il tecnico biancoverde Sacripanti - uno che anche sabato ha confermato di sapere il fatto suo - sarà costretto a mischiare le carte, dovendo fare a meno di Joe Ragland. Il play-guardia è in partenza per gli States per i funerali del fratello tragicamente scomparso la scorsa settimana e farà ritorno in Italia giusto in tempo per raggiungere Reggio mercoledì sera per gara 3.
Come ci arriverà, però, il team biancorosso alla sfida in casa non è dato saperlo, ma il pessimismo nel post gara 1 regnava sovrano in città. Qui, va detto, tutti ancora ricordano come, poco meno di un annetto fa, Reggio ne prese 43 proprio ad Avellino in gara 4 della semifinale playoff. Allora i biancorossi seppero reagire immediatamente e portarono a casa la serie, escludendo la Sidigas dalla finale.
Oggi si parte però da bassi ben assai meno solide. E, anche se i segnali di mancanze tecniche s’erano palesati già durante la stagione, nessuno vuol credere che la Grissin Bon non sia capace di neppure di un moto d’orgoglio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Rialzare la testa, nella seconda sfida della serie in programma alle 20.45 di stasera sempre nell’arena avellinese (diretta SkySport 1), è un obbligo.
Molto più di un obbligo, se non altro per dare un segnale ad Avellino che al Bigi ci sarà almeno da sudare. Non è stato così sabato sera quando i lupi di casa si sono trovati di fronte un’avversaria parsa allo sbando tecnico.
Nell’entourage reggiano ieri si coglieva la volontà di cancellarla in fretta, quella prima scellerata partita della serie, in cui nella sagra delle palle perse, dei canestri mancati e dell’inconsistenza in area, s’è salvato il solo Wright, neo-arrivato che, a fine gara, i fotografi hanno pure immortalato nell’atto di allargar le braccia, quasi a chiedersi dove fosse finito.
Pensare a gara 2, concentrarsi su gara 2, lavorare su gara 2, era il messaggio che ieri usciva dal quartier generale di Benevento, dove la Grissin Bon si trova in ritiro già dalla scorsa settimana.
Ieri mattina, in realtà, lo staff tecnico ha tenuto a rapporto il team. I giocatori hanno visto le azioni dello sciagurato match di sabato.
Nel tardo pomeriggio, poi, la squadra s’è spostata al palasport di San Giorgio del Sannio per una seduta di stretching e studio su tutto ciò che a livello tattico non aveva funzionato la sera precedente, soprattutto sotto dove Fesenko non ha fatto sfracelli senza che si fosse mai trovato neppure il modo di infastidirlo.
Da quanto rimbalza, s’è lavorato con la chiara consapevolezza che Avellino non mollerà nulla, neppure in questa seconda gara della serie. Anche se il tecnico biancoverde Sacripanti - uno che anche sabato ha confermato di sapere il fatto suo - sarà costretto a mischiare le carte, dovendo fare a meno di Joe Ragland. Il play-guardia è in partenza per gli States per i funerali del fratello tragicamente scomparso la scorsa settimana e farà ritorno in Italia giusto in tempo per raggiungere Reggio mercoledì sera per gara 3.
Come ci arriverà, però, il team biancorosso alla sfida in casa non è dato saperlo, ma il pessimismo nel post gara 1 regnava sovrano in città. Qui, va detto, tutti ancora ricordano come, poco meno di un annetto fa, Reggio ne prese 43 proprio ad Avellino in gara 4 della semifinale playoff. Allora i biancorossi seppero reagire immediatamente e portarono a casa la serie, escludendo la Sidigas dalla finale.
Oggi si parte però da bassi ben assai meno solide. E, anche se i segnali di mancanze tecniche s’erano palesati già durante la stagione, nessuno vuol credere che la Grissin Bon non sia capace di neppure di un moto d’orgoglio.
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