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i numeri dell’esordio del fuoriclasse 

Julian Wright, luce pura nel buio pesto reggiano

Julian Wright, luce pura nel buio pesto reggiano

REGGIO EMILIA. Quasi un punto segnato al minuto con percentuali mostruose, scegliendo spesso e volentieri la strada più rapida e diretta per il ferro. In un esordio playoff davvero opaco, la concreta...

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REGGIO EMILIA. Quasi un punto segnato al minuto con percentuali mostruose, scegliendo spesso e volentieri la strada più rapida e diretta per il ferro. In un esordio playoff davvero opaco, la concreta prestazione di Julian Wright è sicuramente la luce più intensa per Reggio. Che il giocatore fosse di alto livello fisico e tecnico lo si sapeva, che fosse pronto ad adattarsi a un mondo nuovo e a mettersi a disposizione di una squadra con gerarchie e profondità non era scontato. E invece, il brillantissimo debutto di Wright ha cancellato le incertezze e se la Grissin Bon può avere un rimpianto è proprio per i falli precoci del lungo statunitense, che lo hanno tenuto a sedere gran parte del primo tempo. Nella ripresa il lungo Usa ha guidato il tentativo di rimonta e comunque creato continui problemi alla difesa della Sidigas. Troppo potente per i 4, troppo agile per i 5, decisamente troppo esplosivo per tutti, come la roboante schiacciata all’indietro ha ricordato.
In 19’ Wright ha chiuso con 15 punti, 5 rimbalzi e 4 assist, altro memorandum delle sue grandi doti di passatore. Il dato che colpisce maggiormente è la percentuale da due punti (6/6). Un percorso netto di rara efficacia, con ottimi tagli dopo il blocco e la consueta abilità nell’isolamento. Al conto va poi aggiunta una bomba messa a segno su due tirate, per un 7/8 complessivo al tiro da ricordare.
Non si può pensare che Wright possa replicare simili percentuali in ogni match, e già stasera Avellino gli dedicherà senza dubbio attenzioni speciali. La sua enorme pericolosità rimane, 7 cesti su 8 tiri uniti a 4 assist parlano di una produttività unica, nei suoi 19’ in campo ha garantito – direttamente o indirettamente – almeno 23 punti alla Grissin Bon. In una sera di abulie e sofferenze, una vera manna dal cielo. Senza contare che il suo dinamismo è uno dei modi migliori per fermare Fesenko: l’ucraino, per rincorrerlo, è sempre a rischio fallo. (a.a.)

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