Gazzetta di Reggio

Sport

«Siamo molto contenti ma quanta sofferenza» 

di Luigi Vinceti
«Siamo molto contenti ma quanta sofferenza» 

Stefano Compagni e Gianfranco Medici esausti al termine della partita «Dalla tribuna abbiamo rivissuto la paura dei minuti finali dei playout a Cuneo»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA . Questa volta dallo stadio escono tutti sfiniti: i giocatori con i crampi, gli spettatori con il fiatone. Sino al 95’ è stata una sofferenza e il fischio finale è arrivato come una liberazione. I dirigenti granata non nascondono le emozioni vissute e le ansie patite. Il vice presidente Stefano Compagni commenta: «Mi è sembrato di rivivere il bis della gara di Cuneo. Feralpisalò è squadra di qualità e mi conforta il fatto che in questa “prova della verità” siamo riusciti a prevalere. È stato uno sforzo enorme e ora dovremo verificare le condizioni di molti atleti che ho visto parecchio affaticati. Mi conforta il fatto che si sia vista una grande prova di squadra. Magnifico il pubblico che sa apprezzare quando i giocatori buttano il cuore in campo ed ha risposto con grande calore». Poi passa ad analizzare le prospettive future: «Ora dovremo misurarci con un avversario che non conosciamo. Penso che, quando andremo a Castellamare di Stabia, possa essere con noi anche il presidente Mike Piazza». Come sempre colorite le espressioni di Gianfranco Medici. «Visto il lato B? È stata “Cuneo Due, la vendetta”. Siamo contenti, bene così. Si è visto l’orgoglio della squadra. E adesso c’è un nuovo appuntamento poi tutti al mare». «I playoff sono così – aggiunge Guido Tamelli – sono una perenne incertezza. Questa sfida è andata, ora vedremo quanto sarà alto il prossimo ostacolo». Massimo Varini in tribuna si è sbracciato come un tifoso prima di sorridere: «Partita difficile e un po’ di fortuna non guasta. Incoraggia il fatto che la Reggiana abbia saputo sempre reagire. Mi fanno purtroppo temere i crampi, la fatica fatta da molti giocatori». «Ora siamo pari con la buona sorte» è il pensiero di Donatella Prampolini presidente Ascom e Roberto Rabitti, presidente Panatlhon, conclude. «Siamo passati da un buco stretto. Ogni gara fa storia a sé. Ora siamo molto più fiduciosi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google