«Da parte nostra apertura totale per lo stadio»
La Fondazione Sport avrebbe concesso l’impianto cittadino ai granata senza alcun problema
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REGGIO EMILIA. La gestione dello stadio Mirabello è affidata alla Fondazione dello Sport, perchè lo stadio reggiano è ancora oggi un impianto comunale e non di proprietà. In questa stagione ha disputato le proprie partite casalinghe al Mirabello l’ex Reggiana Femminile, diventata oggi Sassuolo Femminile e che, proprio domenica scorsa, ha conquistato nello stadio cittadino la promozione in serie A. Nessun veto però da parte della Fondazione per lo Sport a far giocare una sfida così decisiva per la propria stagione alla formazione Berretti della Reggiana: «Da parte nostra non ci sarebbe stata nessuna opposizione a questa possibilità - ha affermato immediatamente il presidente della Fondazione Leopoldo Melli - Saremmo stati assolutamente disponibili a far giocare al Mirabello la partita della Berretti granata contro il Tuttocuoio sabato pomeriggio, anche perchè l’appuntamento avrebbe potuto richiamare una buona cornice di pubblico considerato il fatto che si tratta di una sfida decisiva per la stagione della squadra e che, alla sera, c’è la gara di andata degli ottavi di finale della prima squadra».
In un primo momento la Reggiana ha anche preso in considerazione l’idea di giocare al Mirabello la partita che la formazione Berretti è obbligata a vincere per accedere ai quarti di finale «In un primo momento la richiesta per poter utilizzare il Mirabello è arrivata - confermano dalla Fondazione per lo Sport - a dimostrazione che anche da parte della società granata c’era la volontà di disputare questa partita all’interno dello stadio cittadino. Per provare a conquistare al Mirabello un altro traguardo importante dopo che, in quello stadio, sono state scritte le migliori pagine della storia granata fino a questo momento».
Poi però qualcosa è cambiato e la società granata ha fatto un altra scelta «A noi hanno detto che la scelta è stata di tipo tecnico e, per questo motivo, hanno preferito giocare la partita a San Polo - hanno concluso dalla Fondazione per lo Sport - e ci siamo adeguati a quella che è stata una preferenza della società granata. Da parte nostra ci sarebbe stata la massima disponibilità nell’aprire le porte del Mirabello per la partita di sabato, ma evidentemente alla Reggiana hanno preferito un altro tipo di soluzione per questa partita che rappresenta una svolta chiave nella stagione della formazione Berretti per poter proseguire la lotta verso lo scudetto di categoria». (a.mun)
In un primo momento la Reggiana ha anche preso in considerazione l’idea di giocare al Mirabello la partita che la formazione Berretti è obbligata a vincere per accedere ai quarti di finale «In un primo momento la richiesta per poter utilizzare il Mirabello è arrivata - confermano dalla Fondazione per lo Sport - a dimostrazione che anche da parte della società granata c’era la volontà di disputare questa partita all’interno dello stadio cittadino. Per provare a conquistare al Mirabello un altro traguardo importante dopo che, in quello stadio, sono state scritte le migliori pagine della storia granata fino a questo momento».
Poi però qualcosa è cambiato e la società granata ha fatto un altra scelta «A noi hanno detto che la scelta è stata di tipo tecnico e, per questo motivo, hanno preferito giocare la partita a San Polo - hanno concluso dalla Fondazione per lo Sport - e ci siamo adeguati a quella che è stata una preferenza della società granata. Da parte nostra ci sarebbe stata la massima disponibilità nell’aprire le porte del Mirabello per la partita di sabato, ma evidentemente alla Reggiana hanno preferito un altro tipo di soluzione per questa partita che rappresenta una svolta chiave nella stagione della formazione Berretti per poter proseguire la lotta verso lo scudetto di categoria». (a.mun)
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