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I Reverberi alle prese con lo scandalo doping 

I Reverberi alle prese con lo scandalo doping 

Nel giorno dell’avvio della Corsa Rosa lo shock di Pirazzi e Ruffoni trovati positivi Il diesse della Bardiani-Csf: «Due stupidi che hanno rischiato di rovinare tutto»

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CAVRIAGO. Roberto Reverberi e la sua Bardiani Csf sono senza ombra di dubbio coloro che avranno più tisosi nella tappa reggiana del Giro d'Italia.
Reverberi, questo giro non è certo cominciato nel migliore dei modi per la vostra squadra, con lo stop a Stefano Pirazzi e Nicola Ruffoni per doping.
«È stato un colpo terribile, mio padre c’è rimasto malissimo perché il valore dell’onestà nella nostra squadra viene prima di tutto. Così facendo quei due hanno rischiato di rovinare il lavoro di una squadra. Per fortuna, gli altri atleti hanno reagito al meglio e in queste prime tappe ci stiamo rialzando. Ci conforta anche l’assoluta unità di intenti tra noi e il gruppo Bardiani-Csf».
Come siete arrivati a definire la rosa per il Giro d'Italia?
«Il Giro è l'evento più importante della nostra stagione e ci lavoriamo da gennaio, nell'ultimo mese ci siamo trovati per un ritiro di valutazione atletica, poi abbiamo atteso Tour of the Alps e Tour of Croatia per un'ultima valutazione».
Cosa chiederà ai suoi ragazzi in questa edizione del Giro? «Tutti sanno l'importanza della corsa, chiediamo di onorare il Giro come merita, è un'occasione d'oro per la squadra e per loro stessi.; c'è necessità di grinta, motivazione e capacità di soffrire per raccogliere giorno dopo giorno un buon risultato».
Quali saranno le tappe a suo avviso che si prestano maggiormente alle caratteristiche della sua squadra?
«Mi aspetto che i primi distacchi in classifica si delineino presto, lasciando spazio alle fughe, questo può essere il nostro principale terreno. Difficile pensare che una tappa piatta non sia appannaggio dei velocisti, meglio orientarsi sui terreni misti, dove un'azione all'ultimo, o una fuga coraggiosa, possa sorprendere il gruppo, poi ci sono le tappe di montagna per le quali siamo ben attrezzati».
Quali saranno le tappe che decideranno questa edizione del Giro e chi vede come favoriti alla vittoria finale?
«Credo che la presenza di salite impegnative già nella prima parte di Giro, come Etna o Blockhaus, possano riservare sorprese, ovvio pensare che l'ultima settimana sia quella decisiva, ma nessun favorito può permettersi di perdere troppo tempo nelle tappe precedenti».
Quali sono a suo avviso i favoriti?
«Nibali e Quintana oggi sopra tutti, ma non devono sottovalutare gente come Thomas, Kruijswijk, Pinot, Mollema, Van Garderen, Dumoulin o Zakarin; tutti questi nomi renderanno la corsa emozionante fino all'ultimo".
Ci parli della tappa che arriverà a Reggio Emilia e di quella che partirà il giorno successivo...
«Indubbiamente una tappa speciale per la nostra squadra e i nostri sponsor, è come "giocare in casa"; la nostra è terra di ciclismo, vedere che il Giro 100 ha scelto Reggio Emilia come sede di arrivo e partenza, nel 220° compleanno del Tricolore, credo sia un grande riconoscimento. Parlando delle tappe, saranno un'ottima chance per un arrivo in volata, ma mai dire mai...».
Quale l'emozione e quali le sensazioni di un arrivo ed una partenza dalla tua città?
«Non è la prima volta che viviamo questa sensazione, ma senza dubbio riempie d'orgoglio, la mia famiglia è molto legata alla nostra provincia. Anche se durante l'anno siamo spesso lontani per le gare, sappiamo sempre di ritrovare la nostra terra, questa sarà la sensazione principale, poi ci saranno tante facce conosciute, persone che ci seguono da sempre, di fatto mi aspetto una festa per il Giro, per il ciclismo e per la Bardiani-Csf».(a.s.)
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