I velocisti pronti a pestare sui pedali
di Aldo Spadoni
L’arrivo a Reggio e quello di domani a Tortona sono dedicati agli sprinter. Per la prima volta si entra in autostrada
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REGGIO EMILIA. La dodicesima tappa del Giro d’Italia porterà la carovana rosa nella nostra città dopo anni. La Forlì –Reggio Emilia oltre ad essere – con i suoi 229 chilometri – la più lunga tappa dell’intera Corsa Rosa, è una delle sei tappe considerate per velocisti vista l’altimetria, che dopo la prima parte tutta vallonata, è completamente pianeggiante. Le uniche due salite, decisamente non impegnative, sono nella prima parte della tappa: si tratta del Colla di Casaglia e del Valico Appenninico, entrambi valevoli per il Gran Premio della Montagna.
In Autostrada. Partita da Forlì alle 11.30 (Piazzale Aurelio Saffi), la carovana dopo una decina di chilometri entrerà in provincia di Ravenna con gli attraversamenti in rapida successione delle località di Faenza, Brisighella e Fognano. Al chilometro 40 a Sant’Adriano il gruppo entrerà in provincia di Firenze per affrontare i 913 metri sul livello del mare del Gran Premio della Montagna di seconda categoria di Colla Casaglia (Km. 63), quindi è previsto un rifornimento a San Piero a Sieve che terminerà al Lago del Bilancino prima di arrivare a Barberino del Mugello. Per la prima volta nella sua storia, grazie anche all’apertura della Variante di Valico, il Giro d’Italia al Km. 100 entrerà nel tratto appenninico dell’Autostrada A1. Dopo una decina di chilometri secondo Gpm, questa volta di terza categoria fissato sul Valico Appenninico (731 mt) e qui altra particolarità da affrontare per i corridori, l’attraversamento di una serie di gallerie illuminate, sia in salita sia in discesa.
Superato il Traguardo Volante di Sasso Marconi il percorso è completamente piatto su strade ampie, rettilinee, intervallate da rotatorie attraverso diverse zone molto abitate a partire dal tratto bolognese di Casalecchio di Reno dove si entrerà nella via Emilia.
Gli ultimi 66 Km. saranno percorsi presumibilmente ad andatura sostenutissima da parte dei “treni” delle squadre dei velocisti per evitare eventuali attacchi dalla distanza. Dopo Casalecchio attraversamenti di Zola Predosa e Anzola Emilia, prima di sconfinare in territorio modenese attraverso Castelfranco Emilia, Modena e Cittanova. A 14 chilometri dalla fine la gara transiterà da Rubiera prima di arrivare a Reggio Emilia per la prevista volata di gruppo su Viale Piave e viale Isonzo, un rettilineo finale di 350 metri della larghezza di 7 metri.
I ricordi reggiani. Viale Isonzo ci riporta anche alla memoria il grande collega Guglielmo Fanticini che proprio lì abitava sino al 18 maggio 1982 quando morì a Caserta a 62 anni, colpito da infarto al termine di una tappa del Giro d’Italia. Purtroppo di ricordi tristi nelle tappe reggiane ve n’è un altro, quello del 9 maggio 2011, quando nel corso della terza tappa Reggio Emilia-Rapallo scomparse a soli 27 anni Wouter Weylandt. L’atleta belga fu vittima di una grave caduta lungo i difficili tornanti della discesa del Passo del Bocco, nella frazione Isola di Borgonovo di Mezzanego. Nonostante l’intervento tempestivo dei sanitari, che per circa quaranta minuti tentarono la rianimazione, Weylandt morì. Il giorno successivo la tappa che prevedeva l’arrivo a Livorno venne neutralizzata in segno di cordoglio. Nel 2001 a vincere in una gremita piazza della Vittoria fu il veronese Pietro Caucchioli. La tappa era partita da Montecatini Terme e venne ricordata per una lunghissima fuga che arrivo fino al traguardo. Nel 1983 grazie anche all’indimenticato Gianni Galeotti furono ben due le tappe reggiane, la dodicesima e la tredicesima, come in questa edizione, entrambe con arrivo in città. Nella prima in linea il 25 maggio con partenza da Pietrasanta si assistette all’impresa dello svedese Alf Segersall che arrivò vittorioso in viale Allegri. Il giorno successivo davanti a una straripante folla che prese d’assalto i 38 Km del tracciato che prevedeva la partenza dallo stabilimento “Asso”, a vincere fu la maglia rosa Giuseppe Saronni.
In Autostrada. Partita da Forlì alle 11.30 (Piazzale Aurelio Saffi), la carovana dopo una decina di chilometri entrerà in provincia di Ravenna con gli attraversamenti in rapida successione delle località di Faenza, Brisighella e Fognano. Al chilometro 40 a Sant’Adriano il gruppo entrerà in provincia di Firenze per affrontare i 913 metri sul livello del mare del Gran Premio della Montagna di seconda categoria di Colla Casaglia (Km. 63), quindi è previsto un rifornimento a San Piero a Sieve che terminerà al Lago del Bilancino prima di arrivare a Barberino del Mugello. Per la prima volta nella sua storia, grazie anche all’apertura della Variante di Valico, il Giro d’Italia al Km. 100 entrerà nel tratto appenninico dell’Autostrada A1. Dopo una decina di chilometri secondo Gpm, questa volta di terza categoria fissato sul Valico Appenninico (731 mt) e qui altra particolarità da affrontare per i corridori, l’attraversamento di una serie di gallerie illuminate, sia in salita sia in discesa.
Superato il Traguardo Volante di Sasso Marconi il percorso è completamente piatto su strade ampie, rettilinee, intervallate da rotatorie attraverso diverse zone molto abitate a partire dal tratto bolognese di Casalecchio di Reno dove si entrerà nella via Emilia.
Gli ultimi 66 Km. saranno percorsi presumibilmente ad andatura sostenutissima da parte dei “treni” delle squadre dei velocisti per evitare eventuali attacchi dalla distanza. Dopo Casalecchio attraversamenti di Zola Predosa e Anzola Emilia, prima di sconfinare in territorio modenese attraverso Castelfranco Emilia, Modena e Cittanova. A 14 chilometri dalla fine la gara transiterà da Rubiera prima di arrivare a Reggio Emilia per la prevista volata di gruppo su Viale Piave e viale Isonzo, un rettilineo finale di 350 metri della larghezza di 7 metri.
I ricordi reggiani. Viale Isonzo ci riporta anche alla memoria il grande collega Guglielmo Fanticini che proprio lì abitava sino al 18 maggio 1982 quando morì a Caserta a 62 anni, colpito da infarto al termine di una tappa del Giro d’Italia. Purtroppo di ricordi tristi nelle tappe reggiane ve n’è un altro, quello del 9 maggio 2011, quando nel corso della terza tappa Reggio Emilia-Rapallo scomparse a soli 27 anni Wouter Weylandt. L’atleta belga fu vittima di una grave caduta lungo i difficili tornanti della discesa del Passo del Bocco, nella frazione Isola di Borgonovo di Mezzanego. Nonostante l’intervento tempestivo dei sanitari, che per circa quaranta minuti tentarono la rianimazione, Weylandt morì. Il giorno successivo la tappa che prevedeva l’arrivo a Livorno venne neutralizzata in segno di cordoglio. Nel 2001 a vincere in una gremita piazza della Vittoria fu il veronese Pietro Caucchioli. La tappa era partita da Montecatini Terme e venne ricordata per una lunghissima fuga che arrivo fino al traguardo. Nel 1983 grazie anche all’indimenticato Gianni Galeotti furono ben due le tappe reggiane, la dodicesima e la tredicesima, come in questa edizione, entrambe con arrivo in città. Nella prima in linea il 25 maggio con partenza da Pietrasanta si assistette all’impresa dello svedese Alf Segersall che arrivò vittorioso in viale Allegri. Il giorno successivo davanti a una straripante folla che prese d’assalto i 38 Km del tracciato che prevedeva la partenza dallo stabilimento “Asso”, a vincere fu la maglia rosa Giuseppe Saronni.
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