«La Reggiana deve trovare la vittoria nella gara di andata»
Maxwell Acosty mercoledì sarà allo stadio a vedere la sfida «Castellammare è una bolgia, a Reggio finirei la carriera»
REGGIO EMILIA. «Ora i miei parenti si sono trasferiti a Londra ma a Reggio ho ancora alcuni amici come Matteo Arati e Matteo Lodesani inoltre, di quel gruppo, mi sento spesso col mio ex capitano Vito Grieco e con Antonio Maschio, che tra l’altro mi capitava di incontrare quando giocavo a Castellammare».
Parole e musica di Maxwell Acosty, ghanese ora in forza al Crotone in Serie A, che conosce bene sia la piazza granata che quella stabiese e che promette di essere allo stadio mercoledì per il ritorno dell’ottavo di finale playoff tra due vecchi amori.
«Reggio resterà sempre nel mio cuore perché è stato un passo fondamentale della mia carriera, la mia prima squadra in assoluto e mi ha dato tutto. Feci un provino con gli Allievi ma non potendo essere tesserato aspettai pochi mesi, i 17 anni, ed entrai subito in Berretti».
Cosa ricorda dei tempi granata?
«Lo spogliatoio perché ho incontrato ragazzi splendidi che mi aiutavano sul campo ma anche economicamente, facevano collette per me perché ero giovane e senza stipendio. Fu un gesto grandissimo che mi rimarrà per sempre».
E dell’anno con la Juve Stabia?
«È stata la prima vera esperienza dopo la Primavera con la fortuna di trovare un allenatore come Piero Braglia che credeva in me. Giocai tutte le gare e mi aiutò sia in campo che fuori, tirandomi le orecchie all’occorrenza, inoltre anche lì i più anziani si mettevano in condizione paritaria e non superiore con noi giovani perciò fu un altro passo importante della mia carriera».
Le due squadre si contenderanno l’ottavo di finale: piazza del nord contro piazza del sud. Come la vede?
«La piazza di Castellammare è molto calda e sa diventare una bolgia perciò la Reggiana dovrà stare molto attenta mentre giocando a Reggio potrà contare su molti più tifosi».
Reggiana-Pro Patria fu il suo unico playoff in carriera. Cosa serve per passare il turno?
«Son due partite da giocare con tutte le tue forze, sia in casa che fuori, perché se sbagli è finita: importante sarà la giusta tensione, il sacrificio e restare sempre sul pezzo».
Chi tiferà?
«Forse vedrò il ritorno in Campania ma… che vinca la migliore».
Ha giocato in Serie C, B e A: le piace il calcio italiano?
«Il sogno è andare in Inghilterra ma sono qua da 9 anni, amo l’Italia e mi sento più italiano che ghanese. Ho moglie e figlio italiani e vorrei un’esperienza all’esterno poi mi piacerebbe chiudere dove ho iniziato: a Reggio».
A Reggio c’è una grande comunità Crotonese: promette loro la salvezza?
«Abbiamo due partite per giocarci tutto ma con due squadre fortissime, a partire dalla Juve che gioca per lo scudetto, comunque non moleremo ora».
La cronaca recente ha messo i centri d’accoglienza della zona sotto i riflettori: per un immigrato, come fu lei, che fugge da guerra o miseria il calcio può rappresentare ancora un sogno?
«Li vedo sempre, spesso i ragazzi mi si avvicinano perché sono di colore, e mi chiedono di potersi allenare con noi. Molti sono giovani e glielo auguro».
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