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Nibali-Quintana è guerra fredda Dumoulin regge 

di Antonio Simeoli
Nibali-Quintana è guerra fredda Dumoulin regge 

Scintille tra i loro gregari: Visconti contro Amador E intanto sull’Appennino vince lo spagnolo Fraile

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INVIATO A BAGNO DI ROMAGNA. Sintesi: all’ombra del Fumaiolo, dove nasce il Tevere, l’undicesima tappa la vince (con merito) uno spagnolo, gli italiani devono ancora restare a bocca asciutta (per l’undicesima volta) e la maglia rosa Tom Dumoulin ha retto, ma ha capito che arrivare a Milano con quel colore addosso per lui sarà molto dura. L’olandese è stato attaccato nella tappa dei quattro colli (facili) appenninici in diversi modi: da lontano dal team Sky e dalla Movistar e nel “corpo a corpo” in salita da Nibali e Pinot nella parte finale del Fumaiolo, l’unica con pendenze impegnative. «Pensavo attaccasse anche Nairo, ma non lo ha fatto», ha detto lo Squalo quasi stupito prima del Twitter per Hayden, il campione di Motogp travolto da un’auto a Rimini.
Ecco, partiamo dalla coda: la lotta per la maglia rosa. Lì troviamo il veleno. Dumoulin alla fine se la rideva: «Ho superato indenne una giornata difficile». L’hanno attaccato da lontano e, come previsto, l’olandese è rimasto senza squadra già sulla prima salita del Passo della Consuma, quando il gruppo era partito da poco da Ponte a Ema dove i corridori avevano omaggiato Gino Bartali. Il team Sky ha mandato avanti Landa, a mezz’ora dal leader dopo la caduta del Blockhaus ma testa di ponte per le ambizioni di rinascita di Geraint Thomas. Quintana si è giocato la carta Amador, in classifica a oltre 4’. L’ideale per creare grattacapi al leader, per alcuni chilometri infatti spogliato virtualmente della maglia rosa. Ma in quelle fasi Tom l’orange ha dimostrato sangue freddo. Ha lasciato sfogare gli avversari, ha recuperato per strada compagni di squadra, ha chiuso col sorriso. Alla fine del Monte Fumaiolo, Nibali ha ordinato una sgasata a Pellizotti, poi lui stesso ha messo in fila il gruppo. Quindi ci ha provato Thibaut Pinot (Fdj) uno dei delusi della crono. Solo Kruijswijk (Jumbo) e Thomas (Sky, ha pagato la crono?) si sono staccati. Scintille, d’accordo, non tali da provocare un incendio. Ma lì, sulla montagna da cui nasce il fiume che ha fatto la storia, Dumoulin ha capito quanto “di sale sa lo pane altrui”, tanto per citare un altro poeta che la storia l’ha fatta. Sulle montagne Tom teme di essere in esilio come Dante. «Mi attaccheranno lo so - ha detto il capitano Sunweb - dovrò soffrire, ma sono preparato». Vedremo.
Intanto, quanto sia amara la sconfitta sulle strade di casa continuano a impararlo i corridori italiani. Sembrano esiliati come Dante. Ieri ancora niente vittoria per gli atleti nostrani. È vero, il vincitore di Bagno di Romagna è un signor corridore. Spagnolo, 26 anni, Omar Fraile ha già vinto la maglia di leader della montagna alla Vuelta. Ha fatto un capolavoro. È andato in fuga con Landa, è stato ripreso, si è poi portato dietro Rui Costa (Emirates) e Rolland (Cannondale). Ha tremato all’ultimo chilometro per il ritorno di Tanel Kangert (Astana) dal gruppetto dei fuggitivi di giornata.
Poi ha dominato la volata. Incavolato nero Giovanni Visconti (Bahrain) piombato subito dietro. «Ero veloce, non ho capito perché Amador mi inseguiva sempre, è dire che è un mio amico, mi ha pure mandato a quel paese». Fino all’anno scorso correva nella Movistar di Quintana il siciliano. Adesso sta con Nibali. Signori, siamo in piena guerra fredda Nairo-Vincenzo. Ricordate la Yugoslavia di Tito che stava tra i non allineati? Ecco, Dumoulin sta in mezzo. Temiamo per lui che soccomberà.
@simeoli1972. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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