sui social si scatena il toto-allenatore
Al grido «Via Menetti» i tifosi chiedono Kaukenas o Fioretti
di Adriano Arati
REGGIO EMILIA. Una margherita con tanti petali da sfogliare. Il cesto alla sirena di Marteen Leunen ha inevitabilmente avviato anche le discussioni sul futuro tecnico della Grissin Bon, e i...
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REGGIO EMILIA. Una margherita con tanti petali da sfogliare. Il cesto alla sirena di Marteen Leunen ha inevitabilmente avviato anche le discussioni sul futuro tecnico della Grissin Bon, e i tantissimi tifosi biancorossi hanno iniziato a parlarne nelle principali bacheche contemporanee, i social network.
Il quadro è molto colorato.
Ci sono i difensori di Max Menetti, che vedrebbero come una follia un cambio del coach protagonista dei sei migliori anni della storia societaria. Fra i sostenitori di Menetti vi sono però anche quelli rassegnati a un addio «per consunzione», e questi iniziano quindi a pensare alle alternative.
In questo giochino si uniscono ai tanti che si augurano un cambio di rotta a prescindere: «Il ciclo è finito, questo gruppo e questa fase purtroppo hanno dato quello che avevano, adesso dobbiamo tirare una riga sopra e cambiare tanti giocatori e il manico, dopo sei anni con Menetti bisogna cambiare rotta».
Ovviamente le varie fazioni difendono le loro posizioni con foga, con continui rimbecchi.
«Nell’ultimo anno Max non ha avuto la squadra sotto controllo, e non si è capito mai bene che rotazioni volesse fare. E nei playoff anche i cambi sono stati discutibili», afferma un tifoso su una pagina Facebook molto commentata. «Siete degli ingrati, non vi ricordate cosa ha fatto in questi anni? E non è vero che tutti gli anni aveva degli squadroni, tutt’altro. Quest’anno gli errori erano a monte, lui li allena».
L’altro grande tema è quello dell’eventuale sostituto.
Qui i nomi che ballano sono parecchi, mischiando affetto, nostalgia e analisi più o meno tecniche.
Il «candidato» numero uno, almeno per i tifosi, è inevitabilmente Rimantas Kaukenas, nel cuore dei sostenitori: «Ormai è stanco, si è visto quest’anno, però ci conosce benissimo, ha una gran testa, nessuno capisce di basket come lui», va all’attacco un fan in gruppo. «Sarebbe perfetto con una squadra nuova, magari di giovani. Poi ha già Slanina di fianco, insieme li vedrei molto bene».
Altra proposta ricorrente, anche se decisamente improbabile all’oggi, è l’ex viceallenatore Flavio Fioretti, uno degli artefici della brillantissima stagione di Capo d’Orlando: «Da quando non c’è più lui la difesa è cambiata, non è la stessa cosa. E comunque ci conosce già bene e mi sembra un bel “martello”», è la tesi.
«Qui ha già dato, e non mi convince. E comunque la difesa la fanno i giocatori. L’anno scorso difendevamo anche senza di lui, a me non piaceva quando faceva uscire sempre Cervi e Lavrinovic a 7 metri dal canestro».
Se si esce da Reggio, uno dei grandi desideri sarebbe l’eterno rivale Sacripanti, oggi però comodamente seduto sulla panchina di Avellino. «Sacripanti ne capisce tantissimo, con lui anche Cervi è cresciuto, tutti gli anni ci mette in difficoltà e quest’anno ce l’ha spiegata. Però bisogna vedere che squadra facciamo, secondo me ad Avellino vogliono andare avanti con questi investimenti e da lì non lo spostiamo facilmente».
Il volto nuovo si chiama Vincenzo Esposito.
«Mi scoccia dire che mi piace uno che sta a Pistoia, ma Esposito è proprio bravo, ha sempre delle squadrette e le fa giocare bene, tutti gli anni gli cambiano i giocatori e lui se ne frega. Se dobbiamo cambiare, punterei proprio su di lui».
Il quadro è molto colorato.
Ci sono i difensori di Max Menetti, che vedrebbero come una follia un cambio del coach protagonista dei sei migliori anni della storia societaria. Fra i sostenitori di Menetti vi sono però anche quelli rassegnati a un addio «per consunzione», e questi iniziano quindi a pensare alle alternative.
In questo giochino si uniscono ai tanti che si augurano un cambio di rotta a prescindere: «Il ciclo è finito, questo gruppo e questa fase purtroppo hanno dato quello che avevano, adesso dobbiamo tirare una riga sopra e cambiare tanti giocatori e il manico, dopo sei anni con Menetti bisogna cambiare rotta».
Ovviamente le varie fazioni difendono le loro posizioni con foga, con continui rimbecchi.
«Nell’ultimo anno Max non ha avuto la squadra sotto controllo, e non si è capito mai bene che rotazioni volesse fare. E nei playoff anche i cambi sono stati discutibili», afferma un tifoso su una pagina Facebook molto commentata. «Siete degli ingrati, non vi ricordate cosa ha fatto in questi anni? E non è vero che tutti gli anni aveva degli squadroni, tutt’altro. Quest’anno gli errori erano a monte, lui li allena».
L’altro grande tema è quello dell’eventuale sostituto.
Qui i nomi che ballano sono parecchi, mischiando affetto, nostalgia e analisi più o meno tecniche.
Il «candidato» numero uno, almeno per i tifosi, è inevitabilmente Rimantas Kaukenas, nel cuore dei sostenitori: «Ormai è stanco, si è visto quest’anno, però ci conosce benissimo, ha una gran testa, nessuno capisce di basket come lui», va all’attacco un fan in gruppo. «Sarebbe perfetto con una squadra nuova, magari di giovani. Poi ha già Slanina di fianco, insieme li vedrei molto bene».
Altra proposta ricorrente, anche se decisamente improbabile all’oggi, è l’ex viceallenatore Flavio Fioretti, uno degli artefici della brillantissima stagione di Capo d’Orlando: «Da quando non c’è più lui la difesa è cambiata, non è la stessa cosa. E comunque ci conosce già bene e mi sembra un bel “martello”», è la tesi.
«Qui ha già dato, e non mi convince. E comunque la difesa la fanno i giocatori. L’anno scorso difendevamo anche senza di lui, a me non piaceva quando faceva uscire sempre Cervi e Lavrinovic a 7 metri dal canestro».
Se si esce da Reggio, uno dei grandi desideri sarebbe l’eterno rivale Sacripanti, oggi però comodamente seduto sulla panchina di Avellino. «Sacripanti ne capisce tantissimo, con lui anche Cervi è cresciuto, tutti gli anni ci mette in difficoltà e quest’anno ce l’ha spiegata. Però bisogna vedere che squadra facciamo, secondo me ad Avellino vogliono andare avanti con questi investimenti e da lì non lo spostiamo facilmente».
Il volto nuovo si chiama Vincenzo Esposito.
«Mi scoccia dire che mi piace uno che sta a Pistoia, ma Esposito è proprio bravo, ha sempre delle squadrette e le fa giocare bene, tutti gli anni gli cambiano i giocatori e lui se ne frega. Se dobbiamo cambiare, punterei proprio su di lui».
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