calcio / prima categoria
S. Prospero Correggio il tecnico Ghizzoni come Alex Ferguson
di Luca Cavazzoni
CORREGGIO. Il San Prospero Correggio vuole battere ogni record in fatto di continuità. Anche per la prossima stagione, ufficiale la conferma di Alberto Ghizzoni. Per il mister si tratta della...
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CORREGGIO. Il San Prospero Correggio vuole battere ogni record in fatto di continuità. Anche per la prossima stagione, ufficiale la conferma di Alberto Ghizzoni. Per il mister si tratta della ventunesima stagione sulla panchina biancazzurra, di cui la diciannovesima di fila.
La decisione è stata presa durante la tavola rotonda di martedì sera, tra lui, il presidente Carlo Zini e Riccardo Saccani. A quest’ultimo sarà ancora una volta affidato il compito di allestire l’organico, ora agli albori di quella che sarà la sua diciassettesima annata da direttore sportivo del San Prospero Correggio.
La società. «E mettiamo in risalto anche il nostro presidente Carlo Zini- attacca il ds Riccardo Saccani -che è una vera e propria istituzione. Con le forze a disposizione, cercheremo di fare il massimo per mantenere la Prima Categoria. Cambieremo pelle a chi rimarrà, oltre a puntare a qualche innesto mirato che possa farci stare tranquilli. Poi faremo sana battaglia contro tutti, per cercare sempre di portare a casa i tre punti. L’anima del San Prospero Correggio è questa, la nostra mentalità è di ripartire aldilà di ogni miracolo fatto durante l’annata precedente».
L’allenatore. «Abbiamo riflettuto- spiega mister Alberto Ghizzoni -e pensiamo che proseguire insieme possa essere la soluzione più giusta. In queste decisioni soppesi un po’ tutto, sia l’ambiente che le persone che ti stanno a fianco da tanti anni. Non lo nego, appena terminato il campionato ero stanco. È stata un’annata impegnativa, con anche il tempo che passa. Allenare in Prima Categoria richiede energie, dovendo conciliare l’impegno calcistico con i numerosi impegni di lavoro. Ora penseremo alla rosa da allestire, cercando come al solito di fare le cose con serietà. I ragazzi hanno dato l’anima, tirando fuori l’inverosimile. Per tutta una serie di motivi dovremo apportare dei cambiamenti all’organico, ma farlo credo che sia fisiologico. Nomi non ne sono ancora usciti, di certo non possiamo pensare di ricominciare con lo stesso gruppo col quale abbiamo terminato».
La decisione è stata presa durante la tavola rotonda di martedì sera, tra lui, il presidente Carlo Zini e Riccardo Saccani. A quest’ultimo sarà ancora una volta affidato il compito di allestire l’organico, ora agli albori di quella che sarà la sua diciassettesima annata da direttore sportivo del San Prospero Correggio.
La società. «E mettiamo in risalto anche il nostro presidente Carlo Zini- attacca il ds Riccardo Saccani -che è una vera e propria istituzione. Con le forze a disposizione, cercheremo di fare il massimo per mantenere la Prima Categoria. Cambieremo pelle a chi rimarrà, oltre a puntare a qualche innesto mirato che possa farci stare tranquilli. Poi faremo sana battaglia contro tutti, per cercare sempre di portare a casa i tre punti. L’anima del San Prospero Correggio è questa, la nostra mentalità è di ripartire aldilà di ogni miracolo fatto durante l’annata precedente».
L’allenatore. «Abbiamo riflettuto- spiega mister Alberto Ghizzoni -e pensiamo che proseguire insieme possa essere la soluzione più giusta. In queste decisioni soppesi un po’ tutto, sia l’ambiente che le persone che ti stanno a fianco da tanti anni. Non lo nego, appena terminato il campionato ero stanco. È stata un’annata impegnativa, con anche il tempo che passa. Allenare in Prima Categoria richiede energie, dovendo conciliare l’impegno calcistico con i numerosi impegni di lavoro. Ora penseremo alla rosa da allestire, cercando come al solito di fare le cose con serietà. I ragazzi hanno dato l’anima, tirando fuori l’inverosimile. Per tutta una serie di motivi dovremo apportare dei cambiamenti all’organico, ma farlo credo che sia fisiologico. Nomi non ne sono ancora usciti, di certo non possiamo pensare di ricominciare con lo stesso gruppo col quale abbiamo terminato».
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