Eugert Zhupa «Che bello il Giro qui è casa mia»
Tantissimi i sostenitori albanesi per il ciclista della Willer che ha iniziato da ragazzino la sua carriera a Scandiano
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REGGIO EMILIA. Che fosse anche la sua tappa quella che ha portato la Carovana Rosa nella nostra provincia, lo si è capito quando i corridori erano ancora lontani da Reggio, il luzzarese Maestri era intento a una fuga forse iniziata troppo presto e lui, Eugert Zhupa pestava sui pedali immaginando di spuntarla in volata. Mentre la tappa numero 12 era ancora tutto un gioco di tattiche, a Reggio, sotto il sole, comparivano le prime aquile nere in campo rosso.
Sbandieratori a parte, non v’è dubbio che i tifosi reggiani ed albanesi - in questi due giorni del Giro in città - abbiano abbracciato con un calore umano straordinario anche Eugert Zhupa l'atleta che con la sua famiglia vive sin da bambino a Scandiano e che proprio li ha iniziato a pedalare; ora nella città del Boiardo al Bar Venezia dove si è sempre trovato con gli amici ed appassionati delle due ruote è nato grazie all'impegno di Giampaolo Tedeschi presidente dell'associazione ex corridori ciclisti, il suo primo Fan Club. Davanti al pullman Willer Triestina la squadra guidata dal "vulcanico" Luca Scinto, tanti tifosi del paese delle "aquile" arrivati non solo da Reggio, ma anche dalle province limitrofe per fare sentire il loro affetto a Zhupa.
Eugert una volta terminata la riunione tecnica si è concesso ai suoi tifosi: «Sono emozionatissimo - dice - nel vedere tanta gente che mi vuole bene».
E poi fuga subito ogni dubbio sul legame che, al di là della terra d’origine, Eugert ha invece con quella terra che lo ha adottato come un figlio: «Arrivare e partire da casa è un'emozione che nessuno può immaginare; vedo tanti volti conosciuti che già il giorno prima si erano dati appuntamento al mio passaggio sia a Rubiera, paese nel quale è nata la mia carriera ciclistica sia all'arrivo». Poi sulla corsa di giovedì, dice: «A poco più di un chilometro dal traguardo ho provato l'attacco in quanto il nostro velocista Jakub Mareczko aveva preso la ruota di Fernando Gaviria, che alla fine si è rivelata quella giusta ed il gruppo ha avuto un momento di rallentamento; peccato mi abbiano ripreso dopo poco perché arrivare in testa al rettilineo finale sarebbe stato straordinario».
Infine, sul prosieguo del giro, Zhupa non fa proclami: «Per il futuro - dice - cercherò di mettermi in luce, anche se la prossima settimana il Giro entra nella sua fase più calda quella dei grandi passi e sarà sempre più difficile trovare spazio, ai tifosi dico grazie».(a.s.)
Sbandieratori a parte, non v’è dubbio che i tifosi reggiani ed albanesi - in questi due giorni del Giro in città - abbiano abbracciato con un calore umano straordinario anche Eugert Zhupa l'atleta che con la sua famiglia vive sin da bambino a Scandiano e che proprio li ha iniziato a pedalare; ora nella città del Boiardo al Bar Venezia dove si è sempre trovato con gli amici ed appassionati delle due ruote è nato grazie all'impegno di Giampaolo Tedeschi presidente dell'associazione ex corridori ciclisti, il suo primo Fan Club. Davanti al pullman Willer Triestina la squadra guidata dal "vulcanico" Luca Scinto, tanti tifosi del paese delle "aquile" arrivati non solo da Reggio, ma anche dalle province limitrofe per fare sentire il loro affetto a Zhupa.
Eugert una volta terminata la riunione tecnica si è concesso ai suoi tifosi: «Sono emozionatissimo - dice - nel vedere tanta gente che mi vuole bene».
E poi fuga subito ogni dubbio sul legame che, al di là della terra d’origine, Eugert ha invece con quella terra che lo ha adottato come un figlio: «Arrivare e partire da casa è un'emozione che nessuno può immaginare; vedo tanti volti conosciuti che già il giorno prima si erano dati appuntamento al mio passaggio sia a Rubiera, paese nel quale è nata la mia carriera ciclistica sia all'arrivo». Poi sulla corsa di giovedì, dice: «A poco più di un chilometro dal traguardo ho provato l'attacco in quanto il nostro velocista Jakub Mareczko aveva preso la ruota di Fernando Gaviria, che alla fine si è rivelata quella giusta ed il gruppo ha avuto un momento di rallentamento; peccato mi abbiano ripreso dopo poco perché arrivare in testa al rettilineo finale sarebbe stato straordinario».
Infine, sul prosieguo del giro, Zhupa non fa proclami: «Per il futuro - dice - cercherò di mettermi in luce, anche se la prossima settimana il Giro entra nella sua fase più calda quella dei grandi passi e sarà sempre più difficile trovare spazio, ai tifosi dico grazie».(a.s.)
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