Reggiana, metti le Final Eight nel mirino
di Juri Panciroli
Stasera si alza il sipario sul primo atto della durissima sfida con la Juve Stabia, in tribuna ci sarà il patron Mike Piazza
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REGGIO EMILIA. Stasera al Città del Tricolore, davanti agli occhi di Mike Piazza appena arrivato dagli Usa, si alzerà il sipario sul primo atto di Reggiana-Juve Stabia - gara che manca da 64 anni- che mercoledì in terra campana, al termine del secondo, dirà quale delle due società approderà alla Final Eight di Lega Pro, dove sarà più intenso il profumo di serie B.
Facile pensare che i granata faticheranno molto più delle “vespe” ad andare a segno, ma dalla loro hanno un miglior assetto difensivo. Ci sono però tante analogie calcistiche tra due realtà di città distanti geograficamente oltre 650 km, analogie tali da rendere incerto il confronto: entrambe infatti sono piazze calde dove il tifo fa la differenza, le due rose erano state costruite con uomini d’esperienza per puntare al vertice fino alla fine nei rispettivi gironi, per poi vedersi tagliate fuori a gennaio con le successive rivoluzioni di organico e di guida tecnica, ambedue hanno passato il turno preliminare in casa senza impressionare sfruttando il pari a favore e, dulcis in fundo, proprio nell’ultimo match hanno perso per un problema analogo al ginocchio una pedina fondamentale (Rozzio e Kanoute). Insomma, se Atene piange Sparta non ride, con la prospettiva reale di una sfida ad armi pari. Però, stavolta, Spanò e soci non potranno adagiarsi sul piccolo vantaggio che concedeva il piazzamento in regular-season. Anzi, questo è dalla parte degli avversari perciò i granata dovranno terminare la doppia sfida con un gol in più. Ovvio che non importa dove lo segneranno ma è chiaro che tutto, o quasi, se lo giocheranno oggi tra le mura amiche perché Castellammare sarà una bolgia e il terreno sintetico di vecchia concezione non aiuterà la tecnica dei vari Cesarini, Genevier o Carlini. Se la Reggiana vuole mettere pressione agli avversari nel ritorno deve partire bene, vincere e convincere, perciò non potrà permettersi approcci come nelle ultime gare casalinghe dove è sempre passata in svantaggio nei primi minuti. I cuori granata sugli spalti ci saranno e faranno la loro parte ma, questa volta, anche mister Menichini dovrà inventarsi qualcosa di diverso perché per vincere serve una mentalità più offensiva, magari puntando anche su giocatori estrosi come Sbaffo che possono allarmare le difese rivali, perché se la partita si dovesse incanalare fra continui cambi di campo, con tanta corsa, la Reggiana potrebbe andare in sofferenza, considerato che la condizione atletica non è parsa eccelsa già nella sfida col Feralpisalò.
Contessa, Genevier e Ghiringhelli da una parte e Giron dall’altra proveranno a far valere la legge dell’ex.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Facile pensare che i granata faticheranno molto più delle “vespe” ad andare a segno, ma dalla loro hanno un miglior assetto difensivo. Ci sono però tante analogie calcistiche tra due realtà di città distanti geograficamente oltre 650 km, analogie tali da rendere incerto il confronto: entrambe infatti sono piazze calde dove il tifo fa la differenza, le due rose erano state costruite con uomini d’esperienza per puntare al vertice fino alla fine nei rispettivi gironi, per poi vedersi tagliate fuori a gennaio con le successive rivoluzioni di organico e di guida tecnica, ambedue hanno passato il turno preliminare in casa senza impressionare sfruttando il pari a favore e, dulcis in fundo, proprio nell’ultimo match hanno perso per un problema analogo al ginocchio una pedina fondamentale (Rozzio e Kanoute). Insomma, se Atene piange Sparta non ride, con la prospettiva reale di una sfida ad armi pari. Però, stavolta, Spanò e soci non potranno adagiarsi sul piccolo vantaggio che concedeva il piazzamento in regular-season. Anzi, questo è dalla parte degli avversari perciò i granata dovranno terminare la doppia sfida con un gol in più. Ovvio che non importa dove lo segneranno ma è chiaro che tutto, o quasi, se lo giocheranno oggi tra le mura amiche perché Castellammare sarà una bolgia e il terreno sintetico di vecchia concezione non aiuterà la tecnica dei vari Cesarini, Genevier o Carlini. Se la Reggiana vuole mettere pressione agli avversari nel ritorno deve partire bene, vincere e convincere, perciò non potrà permettersi approcci come nelle ultime gare casalinghe dove è sempre passata in svantaggio nei primi minuti. I cuori granata sugli spalti ci saranno e faranno la loro parte ma, questa volta, anche mister Menichini dovrà inventarsi qualcosa di diverso perché per vincere serve una mentalità più offensiva, magari puntando anche su giocatori estrosi come Sbaffo che possono allarmare le difese rivali, perché se la partita si dovesse incanalare fra continui cambi di campo, con tanta corsa, la Reggiana potrebbe andare in sofferenza, considerato che la condizione atletica non è parsa eccelsa già nella sfida col Feralpisalò.
Contessa, Genevier e Ghiringhelli da una parte e Giron dall’altra proveranno a far valere la legge dell’ex.
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