Roma, Spalletti: «È giusto che la Juve vinca lo scudetto»
Il tecnico non si illude che il Crotone possa fare l’impresa «Battiamo Chievo e Genoa per sigillare il secondo posto»
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ROMA
«Il campionato lo vince giustamente la Juventus, la Roma deve pensare alle ultime due partite che possono ridarci la felicità».. Luciano Spalletti non crede all'impresa del Crotone a Torino e, più che sognare il ribaltone scudetto, mette nel mirino Chievo e Genoa per chiudere alla spalle dei bianconeri e tornare così in Champions League dalla porta principale. Il tecnico, d'altronde, sa bene che i bianconeri dopo il passo falso all'Olimpico difficilmente si faranno sfuggire l'occasione di chiudere il discorso tricolore davanti ai propri tifosi. Per il toscano, peraltro, il gruppo di Allegri ha meritato la prima posizione: «La Juve è stata la più forte, ha dettato i ritmi, si è trovata pronta in tutte le competizioni, ha fatto grandissimi numeri riconosciuti da tutti». Insomma, anche se la speranza è l'ultima a morire, meglio concentrarsi su qualcosa di più realistico. «Dobbiamo battere Chievo e Genoa, anche perché valgono sia per arrivare a far avverare questo miracolo sia per il secondo posto - ricorda -. Noi vogliamo giocare la competizione più bella. Ci siamo costruiti questa possibilità e non ce la vogliamo far scappare. L'obiettivo è fantastico, eccezionale, abbiamo lottato a denti stretti e ora non vogliamo perderci questa occasione». Per Spalletti, la gara col Chievo in programma a Verona «ci può liberare da qualche brutto risultato, da qualche rimorso stagionale. Quella di Verona e l'ultima col Genoa sono partite che possono ridarci la felicità». Solo dopo aver messo con certezza il naso davanti al Napoli si potrà pensare al domani. «Per quanto mi riguarda la programmazione dipende dalla vittoria col Chievo. Per avere un futuro importante devi avere un presente dove si fanno cose importanti» sottolinea Spalletti, che assicura di non essere disturbato dal fatto che ultimamente a osservare la Roma dal vivo c'erano Mancini e Paulo Sousa, indicati come suoi possibili successori: «È una cosa normalissima, perché mi dovrebbe dare fastidio? I nomi fatti hanno esperienza, titoli vinti, e blasone per poter essere i futuri allenatori della Roma. Tutto quello che deve fare la società è lavorare per avere un futuro migliore. E ha dato già il primo segnale prendendo Monchi come ds, ha fatto vedere che vuole portare i migliori a lavorare dentro la Roma. Vengono per prendermi il posto? Allora devo essere più bravo di loro per mantenerlo».
«Il campionato lo vince giustamente la Juventus, la Roma deve pensare alle ultime due partite che possono ridarci la felicità».. Luciano Spalletti non crede all'impresa del Crotone a Torino e, più che sognare il ribaltone scudetto, mette nel mirino Chievo e Genoa per chiudere alla spalle dei bianconeri e tornare così in Champions League dalla porta principale. Il tecnico, d'altronde, sa bene che i bianconeri dopo il passo falso all'Olimpico difficilmente si faranno sfuggire l'occasione di chiudere il discorso tricolore davanti ai propri tifosi. Per il toscano, peraltro, il gruppo di Allegri ha meritato la prima posizione: «La Juve è stata la più forte, ha dettato i ritmi, si è trovata pronta in tutte le competizioni, ha fatto grandissimi numeri riconosciuti da tutti». Insomma, anche se la speranza è l'ultima a morire, meglio concentrarsi su qualcosa di più realistico. «Dobbiamo battere Chievo e Genoa, anche perché valgono sia per arrivare a far avverare questo miracolo sia per il secondo posto - ricorda -. Noi vogliamo giocare la competizione più bella. Ci siamo costruiti questa possibilità e non ce la vogliamo far scappare. L'obiettivo è fantastico, eccezionale, abbiamo lottato a denti stretti e ora non vogliamo perderci questa occasione». Per Spalletti, la gara col Chievo in programma a Verona «ci può liberare da qualche brutto risultato, da qualche rimorso stagionale. Quella di Verona e l'ultima col Genoa sono partite che possono ridarci la felicità». Solo dopo aver messo con certezza il naso davanti al Napoli si potrà pensare al domani. «Per quanto mi riguarda la programmazione dipende dalla vittoria col Chievo. Per avere un futuro importante devi avere un presente dove si fanno cose importanti» sottolinea Spalletti, che assicura di non essere disturbato dal fatto che ultimamente a osservare la Roma dal vivo c'erano Mancini e Paulo Sousa, indicati come suoi possibili successori: «È una cosa normalissima, perché mi dovrebbe dare fastidio? I nomi fatti hanno esperienza, titoli vinti, e blasone per poter essere i futuri allenatori della Roma. Tutto quello che deve fare la società è lavorare per avere un futuro migliore. E ha dato già il primo segnale prendendo Monchi come ds, ha fatto vedere che vuole portare i migliori a lavorare dentro la Roma. Vengono per prendermi il posto? Allora devo essere più bravo di loro per mantenerlo».
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