il centro biancorosso
Reynolds: «Spero di continuare a giocare a questo livello»
di Riccardo Bellelli
REGGIO EMILIA. Il centro americano Jalen Reynolds è dalla serie A2 a campionato in corso alla Grissin Bon per mettere una pezza sotto canestro e in parte ci è riuscito.Purtroppo non è bastato per...
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REGGIO EMILIA. Il centro americano Jalen Reynolds è dalla serie A2 a campionato in corso alla Grissin Bon per mettere una pezza sotto canestro e in parte ci è riuscito.
Purtroppo non è bastato per fare il salto di qualità alla squadra ma per lui, quella nel massimo campionato, è stata un’esperienza da ricordare, non solo per il lato sportivo ma anche per quello umano.
Forse lo rivedremo in biancorosso, forse no, ma il lungo statunitense dopo l’esperienza degli ultimi mesi si sente pronto per questo livello?
«Ho apprezzato il fatto di poter giocare i playoff. Ho cercato di giocare al meglio dando tutto. In futuro spero di poter restare a giocare a questo livello», risponde il numero 7 biancorosso.
Che differenza ha trovato nel livello di gioco tra regular season e playoff?
«Nei playoff c’è molto più intensità, molta più competizione, c’è la necessità di dover vincere ogni partita».
Quali sono le difficoltà che ha dovuto superare nel salto dalla A2 alla serie A?
«Due cose tecniche: io gioco in modo molto aggressivo, spingo a rimbalzo e in serie A gli arbitri sanzionano molto di più. Seconda cosa: nelle partenze in palleggio nell’altro campionato fischiavano molto meno i passi».
Abbiamo visto che inizialmente prendeva tecnico quasi ogni partita, cosa che non succedeva alla fine. Ha imparato a gestirsi meglio?
«Ho cambiato atteggiamento, è stata una questione di mentalità. Imparare a reagire meglio alle fischiate è stato un bene, in questo modo ho imparato a non farmi distrarre dal gioco e a concentrarmi meglio sulle cose tecniche che devo fare in campo».
Il ricordo più bello della sua avventura reggiana che si porterà in America al di fuori dal basket?
«L’amicizia e la disponibilità con cui sono stato accolto qui. Per un americano non è una cosa scontata. Qui tutti mi facevano sentire a casa, la gente è sorridente, nel mio paese non è così. L’altra cosa che mi resterà nel cuore dell’Italia è il cibo».
Qual è il suo piatto preferito?
«La Carbonara».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Purtroppo non è bastato per fare il salto di qualità alla squadra ma per lui, quella nel massimo campionato, è stata un’esperienza da ricordare, non solo per il lato sportivo ma anche per quello umano.
Forse lo rivedremo in biancorosso, forse no, ma il lungo statunitense dopo l’esperienza degli ultimi mesi si sente pronto per questo livello?
«Ho apprezzato il fatto di poter giocare i playoff. Ho cercato di giocare al meglio dando tutto. In futuro spero di poter restare a giocare a questo livello», risponde il numero 7 biancorosso.
Che differenza ha trovato nel livello di gioco tra regular season e playoff?
«Nei playoff c’è molto più intensità, molta più competizione, c’è la necessità di dover vincere ogni partita».
Quali sono le difficoltà che ha dovuto superare nel salto dalla A2 alla serie A?
«Due cose tecniche: io gioco in modo molto aggressivo, spingo a rimbalzo e in serie A gli arbitri sanzionano molto di più. Seconda cosa: nelle partenze in palleggio nell’altro campionato fischiavano molto meno i passi».
Abbiamo visto che inizialmente prendeva tecnico quasi ogni partita, cosa che non succedeva alla fine. Ha imparato a gestirsi meglio?
«Ho cambiato atteggiamento, è stata una questione di mentalità. Imparare a reagire meglio alle fischiate è stato un bene, in questo modo ho imparato a non farmi distrarre dal gioco e a concentrarmi meglio sulle cose tecniche che devo fare in campo».
Il ricordo più bello della sua avventura reggiana che si porterà in America al di fuori dal basket?
«L’amicizia e la disponibilità con cui sono stato accolto qui. Per un americano non è una cosa scontata. Qui tutti mi facevano sentire a casa, la gente è sorridente, nel mio paese non è così. L’altra cosa che mi resterà nel cuore dell’Italia è il cibo».
Qual è il suo piatto preferito?
«La Carbonara».
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