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«Il segreto della vittoria? La lucidità» 

«Il segreto della vittoria? La lucidità» 

Serie D, il coach Celso Immovilli chiude la carriera salvando la Sampolese

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SAN POLO D’ENZA. Dopo la Torre, anche la Sampolse vince gara 3 dei playout e si salva. Una stagione di grande sofferenza per Celso Immovilli che è riuscito a chiudere la carriera in bellezza raggiungendo una salvezza presa con le unghie e con i denti: «Credo che Granarolo sia stata fregata dalla tensione nelle 2 partite casalinghe. Quando abbiamo giocato sul nostro campo ha fatto meglio di noi e ha vinto. Noi nella partita decisiva siamo stati bravi a non farli scappare via per poi superarli nel finale». I reggiani speravano di chiudere la serie in casa in gara 2 ma non poteva essere così “facile”: «Vista gara 1, pensavo davvero di chiudere la serie alla seconda, invece dopo una buona partenza ci siamo rilassati e loro ne hanno approfittato. Non sono riuscito a gestire il nervosismo che è nato e così siamo stati costretti a dover vincere la “bella”. Non è stato facile riprendersi da quella sconfitta. Nel preparare l’ultima partita ho lavorato più sulla parte psicologica che su quella tattica». Ora per Immovilli è il momento di passare il testimone: «Lascio la squadra al mio vice Andrea Corali che mi è sempre stato vicino, anche quando le cose andavano male. Ha tutta la mia fiducia». Sui social il coach ha ringraziato tutti i suoi giocatori ma una menzione speciale è andata a Simone Benevelli: «Ho citato lui perché è un ragazzo cresciuto nel nostro club che per la sua età ha avuto già troppe sfortune, un sacco di infortuni e, vederlo segnare canestri importanti nella gara decisiva, mi ha fatto un grandissimo piacere. Era una soddisfazione che meritava». (r.b.)

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