«Sto valutando l’ipotesi Mantova»
di Mara Bianchini
Calcio Serie D, il presidente della Correggese conferma i contatti con i lombardi
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CORREGGIO. La stagione calcistica della Correggese è terminata la scorsa settimana con il playoff di Imola dove, nonostante il pareggio, non è riuscita a passare il turno. Grazie alla miglior classifica ottenuta dai bolognesi, i biancorossi sono stati eliminati. Playoff che la Correggese ha disputato per la quarta volta in quattro anni e che l’hanno vista vincerne due ma non avere abbastanza “numeri” per salire in Lega Pro. Nonostante ciò il presidente Claudio Lazzaretti non ha mai ceduto le armi ed ogni anno si è proposto nel campionato successivo con una squadra più forte.
Farà lo stesso anche nei prossimi mesi?
«Per il momento ci siamo presi una pausa per riflettere – spiega Lazzaretti – e per vedere come muoversi e poter casomai ripartire con uno slancio maggiore».
“Casomai” significa che non rimarrà a Correggio?
«Non è scontato che io debba rimanere alla Correggese per sempre come non è detto che non rimanga. Come ormai sto dicendo da anni se ci sono persone che vogliono investire in questa squadra sono ben accette».
Per cui se qualcuno volesse essere inserito ci sarebbe spazio?
«Certamente. Impegnare risorse economiche è difficile però sono anche aperto ad inserire chi ha voglia di farlo. Sia ben chiara una cosa però, se un giorno decidessi di cedere la Correggese non la metterei in mano a dei banditi, piuttosto andrei dal Sindaco e consegnerei le chiavi. Ma mi auguro che ciò non debba accadere. Certo è che fare tutto da soli è impegnativo e pesante perché la serie D viene considerata un campionato dilettantistico ma non lo è».
Ma non viene considerata neppure fra i professionisti.
«Però lo è diventata. Quando staff e giocatori sono impegnati sei giorni su sette lo diventa. I giocatori fanno quattro allenamenti pomeridiani, più la rifinitura del sabato mattina, e non si possono chiamare dei dilettanti».
Gira voce che voglia rilevare il Mantova.
«Non nego che il Mantova mi abbia contattato e questo mi gratifica. In questi giorni il mio staff e i miei commercialisti stanno valutando la cosa. Però vorrei che fosse chiara una cosa non ho detto che vado a Mantova, ma che stiamo valutando la cosa e non ho detto che lascio la Correggese».
Mantova è un’ottima piazza.
«È una città dove il calcio è sentito, dove si fa calcio vero e che ha un ottimo potenziale. Le cose non devono però essere fatte in fretta e soprattutto bisogna ponderarle. Sono molto legato alla Correggese e sono soddisfatto del lavoro fatto a Correggio e della serietà vista in questo campionato».
Un girone dove la serietà è stata la colonna portante.
«Esatto e non solo nel nostro girone. C’è ancora gente innamorata di questo sport e vuole esserne protagonista in maniera limpida. Castelfranco anche se è retrocesso ha alle spalle un decennio di categoria e mi auguro che il collega Chezzi rientri in pista presto. Non si possono perdere persone come lui. Come non si devono perdere persone come Amadei che hanno sempre fatto un calcio serio».
Farà lo stesso anche nei prossimi mesi?
«Per il momento ci siamo presi una pausa per riflettere – spiega Lazzaretti – e per vedere come muoversi e poter casomai ripartire con uno slancio maggiore».
“Casomai” significa che non rimarrà a Correggio?
«Non è scontato che io debba rimanere alla Correggese per sempre come non è detto che non rimanga. Come ormai sto dicendo da anni se ci sono persone che vogliono investire in questa squadra sono ben accette».
Per cui se qualcuno volesse essere inserito ci sarebbe spazio?
«Certamente. Impegnare risorse economiche è difficile però sono anche aperto ad inserire chi ha voglia di farlo. Sia ben chiara una cosa però, se un giorno decidessi di cedere la Correggese non la metterei in mano a dei banditi, piuttosto andrei dal Sindaco e consegnerei le chiavi. Ma mi auguro che ciò non debba accadere. Certo è che fare tutto da soli è impegnativo e pesante perché la serie D viene considerata un campionato dilettantistico ma non lo è».
Ma non viene considerata neppure fra i professionisti.
«Però lo è diventata. Quando staff e giocatori sono impegnati sei giorni su sette lo diventa. I giocatori fanno quattro allenamenti pomeridiani, più la rifinitura del sabato mattina, e non si possono chiamare dei dilettanti».
Gira voce che voglia rilevare il Mantova.
«Non nego che il Mantova mi abbia contattato e questo mi gratifica. In questi giorni il mio staff e i miei commercialisti stanno valutando la cosa. Però vorrei che fosse chiara una cosa non ho detto che vado a Mantova, ma che stiamo valutando la cosa e non ho detto che lascio la Correggese».
Mantova è un’ottima piazza.
«È una città dove il calcio è sentito, dove si fa calcio vero e che ha un ottimo potenziale. Le cose non devono però essere fatte in fretta e soprattutto bisogna ponderarle. Sono molto legato alla Correggese e sono soddisfatto del lavoro fatto a Correggio e della serietà vista in questo campionato».
Un girone dove la serietà è stata la colonna portante.
«Esatto e non solo nel nostro girone. C’è ancora gente innamorata di questo sport e vuole esserne protagonista in maniera limpida. Castelfranco anche se è retrocesso ha alle spalle un decennio di categoria e mi auguro che il collega Chezzi rientri in pista presto. Non si possono perdere persone come lui. Come non si devono perdere persone come Amadei che hanno sempre fatto un calcio serio».
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