mercato americano
La D-League sarà più ricca Atleti statunitensi più cari
REGGIO EMILIA. Una rivoluzione negli Usa con tante conseguenze per il basket europeo. Dalla prossima stagione diventerà molto più difficile per i club europei firmare atleti statunitensi di fascia...
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Una rivoluzione negli Usa con tante conseguenze per il basket europeo. Dalla prossima stagione diventerà molto più difficile per i club europei firmare atleti statunitensi di fascia media o bassa, e soprattutto i giovani promettenti esclusi dalla Nba. Il motivo? Un forte cambiamento nei contratti della Nba D-League, la lega di sviluppo formata da società affiliate alle franchigie Nba. Sino ad oggi questo campionato aveva dei salari molto bassi e tanti elementi di buon livello preferivano un contratto ben più corposo all’estero rispetto alle poche chance di una chiamata dal piano di sopra. La D-League prevedeva due soli tipi di contratto, da 26mila dollari e da 19mila dollari, e una diaria giornaliera di 40 dollari. Cifre che anche una società solida di A2, o degli altri secondi campionati continentali, poteva tranquillamente garantire, riuscendo così a ingaggiare elementi di valore, soprattutto giovani freschi di università. Tante squadre, in serie A e non solo, hanno pescato benissimo in questo modo. Ora arriva una piccola rivoluzione. I nuovi contratti D-League saranno adeguati verso l’alto, nella fascia fra i 50mila e i 75mila dollari, oltre il doppio rispetto a prima; inoltre le squadre NBA, oltre ai canonici 15 giocatori, potranno tesserare 3 elementi da dividere con la loro formazione satellite, pagati con i ben più elevati canoni Nba. Il salto è molto ampio. Con questi salari molti atleti statunitensi preferiranno rimanere nel loro paese e giocarsi la possibilità del salto verso l’alto, rassicurati dalla nuova retribuzione. Le conseguenze? Un forte calo del livello degli americani esordienti o di “basso prezzo” che arriveranno in Italia e in Europa. Il rischio è di dover pescare fra chi è rimasto escluso dalla D-League per mere questioni qualitative, o di dover alzare parecchio le offerte economiche. Potrebbero diventar ancora più di moda i giocatori coi passaporti “cotonou” e gli europei, in particolare il ricchissimo mondo slavo. Il discorso vale ovviamente per chi deve fare economia e cerca debuttanti, una formazione di Eurolega o di alta Eurocup punterebbe comunque su elementi di altro tipo e altro costo, ma l’ondata si sentirà ovunque. Senza contare che molte stelle europee di oggi sono arrivate in Europa come promesse a salari bassissimi. Kyle Hines, vincitore di tre Euroleghe, debuttò in A2 a Veroli quando anche Reggio disputava quel campionato. Non diversa la strada di un indimenticato ex reggiano, Terrell McIntyre, o di altri protagonisti del dominio di Siena come Shaun Stonerook, Romaine Sato e David Moss. (a.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
