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Dalle barricate ai quarti di finale 

di Andrea Munari
Dalle barricate ai quarti di finale 

Menichini schiera una Reggiana offensiva ma è costretto in difesa: il muro regge 96 minuti

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INVIATO A CASTELLAMMARE . La Reggiana è ai quarti di finale e questa, dopo la sfida del Romeo Menti è davvero l’unica cosa che conta, perché la formazione di Leonardo Menichini ha giocato una partita tutta chiusa nella propria metà campo, senza quel coraggio che le si chiedeva alla vigilia di andare ad attaccare gli avversari che, si sapeva, sarebbero andati in difficoltà.

Lo 0 a 0 però premia i granata chepossono continuarea inseguire un traguardo che solo pochi mesi fa sembrava lontanissimo.

L’undici scelto dal tecnico Leonardo Menichini sembrava voler dimostrare subito agli avversari che la Reggiana era scesa in Campania per giocare, fin da subito, la gara a viso aperto, cercando di fare gol.

Sbaffo, Marchi, Cesarini e Carlini, tutti in campo insieme dal primo minuto di gioco per aggredire la partita e gli avversari che, già nella gara di andata, hanno palesato evidenti difficoltà nel momento in cui sono costretti a fronteggiare una squadra che non pensa solamente a difendersi. Una scelta coraggiosa del tecnico granata, ma anche una scelta per dimostrare che la Reggiana non è scesa sul campo del Romeo Menti per fare da comparsa.

Impressione però subito contraddetta da quanto visto sul terreno di gioco perché è stata la Juve Stabia ad aggredire la Reggiana e la partita fin dal primo minuto, costringendo gli uomini di mister Menichini sulla difensiva.

Chi invece non riesce ad essere del match è Luca Ghiringhelli, che non ha recuperato dopo il duro colpo subito martedì mattina durante l’ultimo allenamento di rifinitura prima della partenza per la Campania.

Una partita che ha rispettato il copione atteso alla vigilia del match, con la Juve Stabia che è scesa sul campo carica a pallettoni e trascinata dall’entusiasmo del proprio pubblico ha provato subito a premere sull’acceleratore per schiacciare la Reggiana nella propria metà campo.

I granata, come spesso è accaduto negli ultimi mesi hanno avuto bisogno di alcuni minuti per assestarsi.

Nonostante i molti uomini offensivi in campo la Reggiana è scesa sul terreno di gioco timorosa, non riuscendo a contrastare le avanzate della Juve Stabia che, con il passare dei minuti della prima frazione di gioco, è cresciuta costantemente facendo abbassare ilbaricentro di Trevisan e compagni.

La Reggiana ha invece faticato ad imbastire trame offensive, affidandosi solamente a lanci lunghi alla ricerca di Marchi, controllato bene dalla coppia centrale delle “vespe”.

I padroni di casa hanno avuto fin da subito ben chiaro come mettere in difficoltà la Reggiana, con rapidi cambi di gioco per consentire l’uno contro uno sugli esterni, mentre Cesarini e Carlini, i due che nella gara di andata avevano letteralmente fatto a fette la difesa della Juve Stabia sono stati costretti ad agire molto lontani dall’area di rigore.

Nella ripresa non il copione del match è rimasto invariato, perchè la Juve Stabia ha attaccato con ancora più veemenza e, la Reggiana, si è chiusa in trincea senza riuscire mettere la testa fuori dalla propria metà campo anche se, non appena la squadra ha avuto il coraggio e la lucidità di fare tre passaggi consecutivi è riuscita a rendersi pericolosa.

Negli ultimi minuti la Reggiana ha pensato esclusivamente a difendersi con il tecnico Leonardo Menichini che ha deciso di togliere dal campo Ettore Marchi, l’unico riferimento offensivo della squadra, inserendo al suo posto Dario Maltese per infoltire e aumentare la qualità del proprio centrocampo.

Il muro della Reggiana ha retto fino al 96’ e adesso la Reggiana deve solamente attendere l’avversario che uscirà dall’urna di oggi per continuare la corsa verso la possibile promozione.

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