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Michele Castagnetti dal Montecchio alla serie A con la Spal 

di Giuseppe Orlandini
 Michele Castagnetti dal Montecchio alla serie A con la Spal 

Il centrocampista biancoceleste è nato e cresciuto qui «Gli allenatori a cui devo di più? Remondina e Torresani»

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MONTECCHIO. Tra gli “ eroi” dello storico ritorno in serie A della Spal c’è anche un reggiano doc, montecchiese di nascita e bibbianese d’adozione.
Stiamo parlando del centrocampista Michele Castagnetti che abbiamo incontrato in questi giorni - in “libera uscita” dopo il trionfo della promozione dei biancocelesti - alla gelateria paterna, nel centro di Montecchio .
Michele , ci racconti in breve la tua carriera dai dilettanti ai professionisti ?
«Sono partito da lontano, giocavo nella juniores provinciale del Montecchio con tutti gli amici e la domenica venivo convocato con la prima squadra in prima categoria dove esordii e feci una manciata di partite. Poi passai al Bibbiano: tesserato per la juniores regionale fui quasi subito aggregato alla prima squadra e giocai tutto l’anno con loro. Da li mi prese il Mantova in primavera, poi tre anni ai Crociati Noceto con la vittoria del campionato di serie D e due anni della vecchia C2. Si fece avanti la Feralpisalò dove passai due anni bellissimi in C1. Sei mesi a Cosenza e un anno e mezzo a Carrara con mister Remondina e il suo secondo Andrea Tedeschi con cui avevo giocato a Bibbiano ed ero stato allenato anche a Salò».
Poi la Spal,due anni incredibili con il doppio salto dalla lega pro unica alla serie A Quali sono i mister che ricordi con più piacere ?
«Ne cito due: il mister che ho avuto per tre anni a Noceto, Torresani, un grande uomo prima che un ottimo allenatore, e Remondina che con Tedeschi ho avuto per quasi quattro anni».
La famiglia ti ha incoraggiato o ostacolato nella tua passione per il calcio ?
« La mia famiglia mi ha sempre sostenuto e incoraggiato. Mia sorella e mio padre non si sono mai persi una partita, cosi come mia madre che però soffre un pò più lo stadio. Sono sempre stati presenti allo stadio i miei amici di Montecchio e negli ultimi anni anche la mia fidanzata. Diciamo che sono stati fatti sacrifici anche da parte loro per incoraggiarmi».
Gli studi universitari li hai conclusi ?
«No,la mia carriera universitaria è durata poco, ho fatto solo un anno di lingue e culture europee ma quando il calcio è diventato un lavoro faticavo a far coincidere le due cose».
C’è qualche centrocampista del passato o del presente a cui ti ispiri o che hai come “ esempio” da imitare ?
«Mi piacciono molto Miguel Veloso del genova e Biglia della Lazio».
C’è stata una vittoria o un momento del campionato in cui avete capito che si poteva tagliare il traguardo della A ?
«Nessuno se l’aspettava a inizio anno, eravamo partiti per una salvezza tranquilla, poi a fine girone di andata ci siamo trovati a ridosso dei primi posti. Nel girone di ritorno abbiamo avuto un cammino regolarissimo ma il 2 – 0 col Novara è stato decisivo. Venivamo da due sconfitte in quattro giorni e quella partita era quasi una finale. Da lì di partite ne abbiamo sbagliate davvero poche».
Sarà ancora spallino il futuro prossimo di Michele Castagnetti ?
«La speranza è quella di rimanere in biancoazzurro, ho ancora un anno di contratto e mi vedrò con la società per discutere del futuro».
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