Torna a lanciarsi dopo aver perso un rene
di Alessandro Zelioli
Oggi a Sestola il campione montecchiese di Down Hill difenderà i colori della nazionale
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MONTECCHIO. Simone Medici difenderà domenica i colori della Nazionale italiana di Down Hill. Il 22enne cicilista montecchiese, infatti, torna in Nazionale dopo tre anni di stop e lo fa nel modo migliore: la kermesse continentale, infatti, si disputerà a Sestola in gara secca. Una occasione per l’atleta della Alessi di Modena, di misurarsi con i migliori rider europei che praticano la disciplina spettacolare che li vede gettarsi a capofitto dalle cime delle montagne e, in circa 3 minuti, giocarsi a capofitto il tutto per tutto. Medici, torna in Nazionale dalla porta principale. La gara di Simone Medici, vedrà al via oltre un centinaio di rider in rappresentanza di tutta Europa. L’inizio è fissato per le 14, anche se i Senior partiranno per ultimi. La discesa della pista che misura poco meno di tre chilometri per un tempo di circa 2 minuti e mezzo che porteranno i concorrenti a velocità massima di 60/70 chilometri all’ora nei punti più veloci. Il prossimo impegno di Medici dopo gli Europei, sarà con la terza gara del campionato nazionale a Pila in Valle d’aosta il 18 giugno, prima degli italiani Assoluti, di Luglio.
«Non nascondo che il percorso di Sestola mi soddisfa. Quando mi sono cimentato, sono sempre stato a ridosso dei migliori. Ma non faccio proclami perché in una gara secca come questa, non si fanno conti. Si va a tutta birra cercando il miglior tempo. Il resto non conta».
Chi deve temere nella categoria Uomini Elite?
«Non ho ancora la starting list definitiva, ma almeno in Italia ci sono un paio di rider da tenere in grande considerazione».
Sta cercando di focalizzare le attenzioni sui colleghi?
«No, non ho di questi problemi. Chi mi conosce sa che io gareggio sempre senza fare conti. Vado a tutta e poi, vinca il migliore».
Una carriera, la sua, funestata anche da un grave infortunio.
«Nel 2014, quando ero in testa al campionato italiano, ci rimisi un rene che mi costò un lungo stop ed, ovviamente, il titolo. Ero nel giro della Nazionale juniores da un annetto e avevo fatto bene, nel circuito di Coppa del Mondo, in Norvegia, Austria e in Val di Sole. Ma non mi sono fermato e non mi sono abbattuto. Sono ripartito ancora più carico di prima. E con un rene in meno».
Come arriva a questo Europeo?
«Ho iniziato a lavorare ed ho meno tempo per allenarmi. Ma in inverno, ho fatto tutte le mie cose nel modo giusto. Ho lavorato molto sull’aspetto mentale. Una cosa che è quasi più importante dell’aspetto fisico in gare di questo tipo».
«Non nascondo che il percorso di Sestola mi soddisfa. Quando mi sono cimentato, sono sempre stato a ridosso dei migliori. Ma non faccio proclami perché in una gara secca come questa, non si fanno conti. Si va a tutta birra cercando il miglior tempo. Il resto non conta».
Chi deve temere nella categoria Uomini Elite?
«Non ho ancora la starting list definitiva, ma almeno in Italia ci sono un paio di rider da tenere in grande considerazione».
Sta cercando di focalizzare le attenzioni sui colleghi?
«No, non ho di questi problemi. Chi mi conosce sa che io gareggio sempre senza fare conti. Vado a tutta e poi, vinca il migliore».
Una carriera, la sua, funestata anche da un grave infortunio.
«Nel 2014, quando ero in testa al campionato italiano, ci rimisi un rene che mi costò un lungo stop ed, ovviamente, il titolo. Ero nel giro della Nazionale juniores da un annetto e avevo fatto bene, nel circuito di Coppa del Mondo, in Norvegia, Austria e in Val di Sole. Ma non mi sono fermato e non mi sono abbattuto. Sono ripartito ancora più carico di prima. E con un rene in meno».
Come arriva a questo Europeo?
«Ho iniziato a lavorare ed ho meno tempo per allenarmi. Ma in inverno, ho fatto tutte le mie cose nel modo giusto. Ho lavorato molto sull’aspetto mentale. Una cosa che è quasi più importante dell’aspetto fisico in gare di questo tipo».
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