Cesarini-Guidone e la Regia ora sogna
I granata vincono 2 a 1 a Livorno e vedono la Final Four
INVIATO A LIVORNO. Come già avvenuto in occasione degli ottavi di finale, la partita giocata ieri è stata solamente il primo tempo della doppia gara contro il Livorno, ma la Reggiana vista sul terreno dell’Armando Picchi è apparsa una formazione completamente diversa rispetto a quella che, solamente poche settimane fa, faticava in campionato.
L’aria dei playoff ha giovato a Cesarini e compagni che, come si dice in gergo, hanno tirato fuori gli “occhi della tigre”, ritrovando quel piglio che sembrava perso e che, le sfide ad eliminazione diretta, ha riacceso. Perché questa Reggiana adesso fa davvero paura a tutte le avversarie.
I giocatori sul campo lottano tutti per uno stesso obiettivo, mettendo sul terreno di gioco tutte le energie di cui dispongono, senza mai tirarsi indietro. E il risultato è quello visto fino ad oggi in queste settimane di playoff, una formazione compatta in fase difensiva e in grado di far male in attacco, perché i giocatori di qualità in rosa ci sono.
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La Reggiana è scesa in campo con i cerotti, ma il nuovo spirito che sta animando questa squadra dal derby di Parma in poi ha permesso alla squadra di sopperire a molte assenze importanti.
Assenze come quella di Trevisan che alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca e, al fianco di Sabotic in difesa è stato schierato Erik Panizzi, avendo così due elementi classe ’94 al centro del reparto arretrato.
Oppure Ghiringhelli, che pur di essere in campo nella sfida di ieri ha giocato sul dolore fino al triplice fischio del direttore di gara.
In queste sfide, quando il caldo e la fatica di un’intera stagione iniziano a farsi sentire sulle gambe, è la voglia di andare oltre alle difficoltà che può fare la differenza e, questa Reggiana, in questo momento, ha voglia da vendere, perché quell’obiettivo chiamato Final Four di Firenze, che solamente qualche mese fa sembrava solamente un lontano miraggio, adesso è davvero vicino.
Adesso che si è sulla giostra, nessuno ha voglia di scendere e, è stato proprio con questo spirito che la Reggiana è scesa sul campo dell’Armando Picchi, contro un Livorno che al termine della stagione regolare è stata la miglior difesa di tutti i campionati professionistici italiani ma, si sapeva, che sarebbe potuta andare in difficoltà contro una squadra dinamica e con grande corsa.
Proprio per questo motivo Leonardo Menichini ha dato spazio a tutti gli uomini offensivi a propria disposizione, come avvenuto la scorsa settimana a Castellammare di Stabia, ma con un avvio di gara decisamente diverso.
Com’era prevedibile il Livorno, spinto dal grande tifo dei propri tifosi ha provato a premere subito sull’acceleratore per mettere alle corde la Reggiana, ma i granata in questa occasione hanno avuto la forza di ribattere alla squadra di casa, rendendosi sempre pericolosa, con Cesarini, Carlini e Sbaffo, i granata con più qualità in campo, che hanno sempre messo in difficoltà la difesa statica della formazione amaranto.
Dai piedi di Cesarini e Carlini sono arrivati infatti il rigore e il cross per Guidone per il doppio vantaggio della Reggiana del primo tempo.
Nella ripresa però la Reggiana ha abbassato troppo il proprio baricentro lasciando spazio alle avanzate del Livorno e, solo sporadicamente, provando a ribattere nonostante le evidenti difficoltà della difesa livornese.
Protagonista nel secondo tempo anche il portiere granata Simone Perilli, di nuovo titolare per la squalifica di Narduzzo, dopo essere stato accantonato per scelta tecnica in occasione degli ottavi di finale, si è fatto subito trovare pronto a Livorno.
Dopo alcune incertezze iniziali, il portierone granata ha infatti salvato la propria porta dopo appena 2’ di gioco della ripresa, per poi ripetersi nei minuti finali su una punizione di Galli. Il triplice fischio, dopo gli ultimi minuti chiusi nella propria area di rigore, ha dato il via alla festa dei giocatori in campo e dei quasi mille tifosi sugli spalti.
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