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«La Reggiana è forte e può stupire tutti» 

di Luigi Cocconcelli
«La Reggiana è forte e può stupire tutti» 

Il tecnico Gianmarco Remondina era allo stadio a Livorno

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REGGIO EMILIA. Negli ultimi anni il suo nome è stato spesso accostato alla panchina della Reggiana, anche se non si è mai concretizzato nulla, ma Gianmarco Remondina quando riesce non perde occasione di andare a vedere la squadra di cui ha indossato la maglia da giocatore e, così ha fatto anche mercoledì, con il tecnico presente sugli spalti dello stadio livornese. Dopo aver visto la partita Remondina non ha dubbi. Lamentele labroniche per la direzione arbitrale a parte, mercoledì sera a Livorno ha vinto la squadra che più lo ha meritato.
Innanzitutto chiariamo una circostanza: che cosa ci faceva Remondina in tribuna all’Ardenza?
«Mi tengo aggiornato, sono in attesa di una chiamata dopo la parentesi negativa di Pistoia, vado in giro a vedere partite, anche e soprattutto del campionato Primavera perché è vero che le squadre le costruiscono i direttori sportivi, ma un allenatore i giocatori li deve conoscere, specie i più giovani, quelli che si affacciano alla ribalta del calcio professionistico».
Tornando alla sfida di mercoledì sera. Che partita ha visto Remondina?
«È stata una gara combattuta ed equilibrata, come è giusto che sia a questo punto della stagione. La Reggiana però mi è parsa più squadra, ha fatto le giocate migliori, costruendo forse qualche occasione in più per andare in gol rispetto al Livorno. I granata hanno saputo difendersi quando dovevano, contrattaccando non appena gliene si presentava l’opportunità. Penso che al di là dei singoli episodi la vittoria sia assolutamente meritata».
Cosa le è piaciuto di più della Reggiana?
«L’organizzazione, la capacità di sapersi difendere senza soffrire più di tanto negli ultimi venti minuti. La squadra mi è sembrata molto solida nonostante defezioni importanti nel reparto arretrato, poi tecnicamente ha elementi che sono di assoluto valore».
Il Livorno lo cosce meglio, lo ha affrontato anche in campionato, è più o meno quello visto l’altra sera o si attendeva di più?
«Senza Vantaggiato e Cellini perde buona parte del proprio potenziale offensivo, Murillo Maritato e Calil non valgono i titolari. Solitamente la fase difensiva gli riesce meglio, ha concesso qualcosa in più del previsto, ma è una squadra esperta, con dei valori e non credo sia già fuori dai giochi».
Adesso al ritorno la Reggiana ha 2 risultati su 3, forse sono le situazioni più complicate da gestire, provare a difendere il vantaggio o cercare di vincere, lei che farebbe?
«Quello che penso farà Menichini, preparare una partita accorta, attenta, ma provando a fare male, magari sfruttando gli spazi che il Livorno inevitabilmente finirà per concedere. Impostare una partita solo speculativa è un rischio, a venti minuti dalla fine puoi finire per farti prendere dall’ansia o dal timore».
Un consiglio?
«Quello di non commettere l’errore di considerare il turno già passato. Il Livorno resta un cliente pericoloso ed i precedenti di Frosinone e Perugia insegnano che i risultati si possono ribaltare anche in trasferta, certo il pubblico di Reggio potrà dare una grossa mano alla propria squadra».
La favorita resta la vincente di Alessandria e Lecce?
«Può darsi, sulla carte Alessandria e Parma sembrano avere i valori maggiori, ma si gioca in gare secche, a fine stagione e tutto può succedere. Non darei per battute neppure Reggiana o Pordenone».
Che ricordi ha Remondina del suo passato da giocatore alla Reggiana?
«Giocavamo al Mirabello, in C, partiti per vincere siamo stati in lotta ma classificati subito alle spalle di chi poi è salito in B, ricordo soprattutto due derby, quello vinto al Tardini ed uno pareggiato in casa con il Modena con Nico Facciolo capace di parare ben 2 calci di rigore».
Da allenatore mai stato vicino alla Reggiana?
«Ci sono stati abboccamenti, contatti, ma poi alla fine la dirigenza ha finito per fare altre scelte».

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