La Reggiana ha in mano il proprio destino
In un Città de Tricolore vestito a festa i granata vogliono conquistare l’accesso alle Final Four
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REGGIO EMILIA. È arrivato il momento il cui a parlare sarà solamente il campo. Domani alle ore 18.30 i granata ospitano all’interno del proprio stadio il Livorno già sconfitto in trasferta nella gara di andata e che rappresenta l’ultimo ostacolo prima di poter festeggiare l’accesso alla Final Four di Firenze, per inseguire il sogno serie B.
Un sogno che solamente pochi mesi fa sembrava impossibile da raggiungere e che, adesso, sembra davvero alla portata della formazione granata che, dal momento in cui sono iniziati i playoff, ha subito una vera e propria metamorfosi.
La squadra abulica degli ultimi mesi di campionato ha lasciato spazio ad una vera e propria macchina da guerra che dalla metà di maggio in avanti non ha lasciato alcuno scampo agli avversari conquistando degli ottimi risultati.
Inoltre la truppa di Leonardo Menichini ha dimostrato una crescita costante in queste partite e, non tanto per una preparazione atletica specifica, perché a questo punto della stagione, tutte le squadre sentono la fatica di un campionato lungo, ma la Reggiana è arrivata all’appuntamento decisivo della stagione con grande entusiasmo e, con una convinzione nei propri mezzi che è costantemente aumentata, fino ad arrivare ad uscire indenni da un campo insidioso come quello di Castellammare di Stabia e, a fare l’impresa quattro giorni fa a Livorno, superando la squadra con la miglior difesa di tutti i campionati professionistici italiani.
Adesso è il momento di tornare in campo e completare l’opera iniziata mercoledì in Toscana, perché il Livorno arriverà a Reggio Emilia con la voglia e la rabbia di provare a ribaltare il risultato, ma la Reggiana ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per fare male alla formazione labronica che, inevitabilmente, oggi sarà costretta a lasciare grandi spazi agli attaccanti granata.
E proprio in questi spazi elementi come Cesarini, Carlini e Sbaffo dovranno far male.
Sono probabilmente loro i giocatori da cui dipendono i destini della Reggiana. Sono loro gli elementi con il tasso tecnico più alto della squadra e che, con una singola giocata, possono cambiare l’intero andamento della partita.
Loro e quell’Ettore Marchi da cui oggi il tecnico granata non può prescindere, perché nonostante la stagione sfortunata del numero 9 della Reggiana queste sono le sfide per cui un giocatore con le sue qualità vive, in cui la voglia di riscatto per non essere riuscito a dare alla causa quello che tutti i tifosi si aspettavano da lui può sopperire alla condizione atletica che, per tutti, non è al massimo.
Con il “bomber da trasferta” Marco Guidone che potrà essere fondamentale a gara in corso, quando gli ospiti si lanceranno all’arrembaggio alla ricerca del gol, il numero 27 può essere letale, magari riuscendo proprio nell’ultima sfida casalinga quel gol che al Città del Tricolore ancora gli manca dall’inizio della stagione.
Perché questa partita, comunque finirà, sarà l’ultima gara della Reggiana all’interno del proprio stadio, ma la speranza di tutti è quella poi di spostarsi in massa a Firenze per continuare a sostenere Cesarini e compagni.
Il Città del Tricolore oggi però deve tornare a fare la differenza. Deve tornare ad essere quel fortino inespugnabile che ha fatto le fortune della Reggiana nella prima parte della stagione, per sostenere la squadra quando, durante il corso del match, si troverà in difficoltà.
Perché le difficoltà ci saranno, lo sanno i giocatori, lo sa lo staff tecnico e lo sanno i tifosi.
Il Livorno non arriverà a Reggio Emilia per fare la vittima sacrificale, ma vorrà vendere cara la pelle, affidandosi all’esperienza dei proprio giocatori che fino all’anno scorso militavano in serie B.
In questo momento però la Reggiana sembra una squadra ben consapevole di quelli che sono i propri obiettivi e che ha intenzione di raggiungerli ad ogni costo, lasciando da parte tutto quello che non riguarda il terreno di gioco. I granata si sono compattati, hanno fatto “quadrato” e uniti stanno provando ad inseguire quello che ormai è un obiettivo davvero alla portata di mano: la Final Four di Firenze.
E una volta in terra toscana, tutto potrà accadere. Per poter andare nel capoluogo toscano serve però l’ultimo sforzo. Il traguardo è vicino ma serve percorrere gli ultimi metri per raggiungerlo perché, adesso, nessuno vuole più fermarsi.
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