Leonardo Menichini
«Abbiamo ancora dei difetti, ma adesso c’è lo spirito giusto»
di Cristiana Filippini
REGGIO EMILIA. Leonardo Menichini arriva in sala stampa e, per scaricare l'adrenalina, inizia la sua analisi del match con la battuta fatta ai suoi giocatori.«Ho chiesto – spiega il mister per...
3 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Leonardo Menichini arriva in sala stampa e, per scaricare l'adrenalina, inizia la sua analisi del match con la battuta fatta ai suoi giocatori.
«Ho chiesto – spiega il mister per giustificare quel pessimo inizio di partita – se avevano prenotato le ferie... Battute a parte, hanno dimostrato ancora una volta di avere degli attributi importanti. Una squadra che si trova sotto per 2-0 , riesce a riprendere la partita, a centrare la qualificazione e ad entrare nelle prime quattro, merita davvero tutti i miei complimenti».
Come spiega quel primo tempo sotto tono?
«Abbiamo ancora dei difetti, lo dimostrano i due gol subiti su palla inattiva. In quel momento rischiavamo di vanificare tutto quello che di buono avevamo fatto all’andata».
Si aspettava questa reazione del Livorno?
«Hanno fatto veramente una grande partita. Erano venuti per giocarsi il tutto per tutto e l'hanno fatto anche bene. Recuperare un 2-0 significa che questa squadra da Parma in poi ha dimostrato di avere fiducia nei proprio mezzi e spirito di squadra. I ragazzi devono sapere che non è finita fino a quando l'arbitro non fischia e questo l'hanno capito».
Cosa ha detto tra il primo e secondo tempo per rivoltare la partita come un calzino?
«Ho cercato di far capire che nonostante fossimo sotto per 2-0, bastava un gol per andare ai supplementari e continuare a coltivare questo sogno. Il gol è arrivato, abbiamo cambiato la posizione di qualche uomo, ho tolto Ghringhelli che si era fatto male e ho inserito Maltese che tra l'altro è entrato molto bene in partita. Dovevamo rischiare qualcosa alzando il baricentro, altrimenti saremmo andati a casa».
Prendere il secondo gol a un minuto dal riposo poteva affondarvi.
«Quel gol poteva diventare una montagna impossibile da scalare, invece ci siamo riusciti e adesso questi ragazzi si godono il viaggio a Firenze, al resto ci penseremo».
Ha iniziato con il 4-3-3 con Ghiringhelli alto.
«Lo so che non vi piace – interrompe la domanda il mister granata – ma Ghiringhelli è un giocatore duttile che ha gamba e che può giocare ovunque. E io devo guardare a quelli che sono gli equilibri della squadra. Spanò è un altro giocatore duttile che può fare sia il centrale che l'esterno di difesa».
Metterlo esterno all'inizio è stata un'esigenza, mentre adesso crede che quello sia il suo ruolo?
«Io punto sui giocatori che stanno bene e in questo momento Spanò sta bene. E in questo momento della stagione ci vuole gente che corre e che ha resistenza».
Cosa ha detto all'arbitro per meritarsi l'espulsione?
«Stavo richiamando i miei giocatori per una situazione di gioco ed ero effettivamente fuori dall'area tecnica».
Narduzzo o Perilli: per quanto ci ha pensato?
«Sono due portieri bravi ed entrambi avrebbero meritato di giocare per questa partita, ma ho scelto Narduzzo perchè mi sembrava più adatto».
Dopo Reggiana-Forlì si chiedeva la sua testa, ora sembra ben saldo sulla panchina granata...
«E' un problema che lascio alla società. Io cerco solo di fare al meglio il mio mestiere con applicazione, cercando di trasmettere alla squadra quelli che sono i miei principi».
«Ho chiesto – spiega il mister per giustificare quel pessimo inizio di partita – se avevano prenotato le ferie... Battute a parte, hanno dimostrato ancora una volta di avere degli attributi importanti. Una squadra che si trova sotto per 2-0 , riesce a riprendere la partita, a centrare la qualificazione e ad entrare nelle prime quattro, merita davvero tutti i miei complimenti».
Come spiega quel primo tempo sotto tono?
«Abbiamo ancora dei difetti, lo dimostrano i due gol subiti su palla inattiva. In quel momento rischiavamo di vanificare tutto quello che di buono avevamo fatto all’andata».
Si aspettava questa reazione del Livorno?
«Hanno fatto veramente una grande partita. Erano venuti per giocarsi il tutto per tutto e l'hanno fatto anche bene. Recuperare un 2-0 significa che questa squadra da Parma in poi ha dimostrato di avere fiducia nei proprio mezzi e spirito di squadra. I ragazzi devono sapere che non è finita fino a quando l'arbitro non fischia e questo l'hanno capito».
Cosa ha detto tra il primo e secondo tempo per rivoltare la partita come un calzino?
«Ho cercato di far capire che nonostante fossimo sotto per 2-0, bastava un gol per andare ai supplementari e continuare a coltivare questo sogno. Il gol è arrivato, abbiamo cambiato la posizione di qualche uomo, ho tolto Ghringhelli che si era fatto male e ho inserito Maltese che tra l'altro è entrato molto bene in partita. Dovevamo rischiare qualcosa alzando il baricentro, altrimenti saremmo andati a casa».
Prendere il secondo gol a un minuto dal riposo poteva affondarvi.
«Quel gol poteva diventare una montagna impossibile da scalare, invece ci siamo riusciti e adesso questi ragazzi si godono il viaggio a Firenze, al resto ci penseremo».
Ha iniziato con il 4-3-3 con Ghiringhelli alto.
«Lo so che non vi piace – interrompe la domanda il mister granata – ma Ghiringhelli è un giocatore duttile che ha gamba e che può giocare ovunque. E io devo guardare a quelli che sono gli equilibri della squadra. Spanò è un altro giocatore duttile che può fare sia il centrale che l'esterno di difesa».
Metterlo esterno all'inizio è stata un'esigenza, mentre adesso crede che quello sia il suo ruolo?
«Io punto sui giocatori che stanno bene e in questo momento Spanò sta bene. E in questo momento della stagione ci vuole gente che corre e che ha resistenza».
Cosa ha detto all'arbitro per meritarsi l'espulsione?
«Stavo richiamando i miei giocatori per una situazione di gioco ed ero effettivamente fuori dall'area tecnica».
Narduzzo o Perilli: per quanto ci ha pensato?
«Sono due portieri bravi ed entrambi avrebbero meritato di giocare per questa partita, ma ho scelto Narduzzo perchè mi sembrava più adatto».
Dopo Reggiana-Forlì si chiedeva la sua testa, ora sembra ben saldo sulla panchina granata...
«E' un problema che lascio alla società. Io cerco solo di fare al meglio il mio mestiere con applicazione, cercando di trasmettere alla squadra quelli che sono i miei principi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
