Gioia Guidone per il primo gol segnato in casa
di Luigi Cocconcelli
BigDrive si è sbloccato tra le mura amiche all’ultima occasione disponibile
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REGGIO EMILIA. Marco Guidone si è sbloccato davanti ai propri tifosi nel momento decisivo della stagione, perchè il numero 27 granata, ha realizzato contro il Livorno il gol del definitivo 2 a 2 che è valso la qualificazione alla Final Four«Sono contentissimo di essermi sbloccato in casa. Quando Carlini mi ha servito il pallone ho solo pensato di tenerla bassa e calciare». La Reggiana in questo momento della stagione è una squadra diversa rispetto a quella che aveva chiuso il campionato «Ci siamo uniti - ha sottolineato il bomber granata - abbiamo trovato la giusta compattezza di quadra e, adesso, anche chi sta fuori partecipa con entusiasmo, mentre prima qualcuno era imbronciato».
Dopo un brutto primo tempo la squadra si è completamente trasformata nella ripresa «Non volevamo chiudere in quel modo davanti ai nostri tifosi - ha proseguito Marco Guidone - e i nostri tifosi ci hanno spinto a dare il massimo per ribaltare il risultato come abbiamo fatto. Abbiamo reagito nel migliore dei modi e sentivamo il loro incitamento dietro alle nostre spalle e ci hanno spinto a conquistare questo pareggio che vale la qualificazione alla Final Four di Firenze. Adesso vogliamo continuare ad inseguire questo sogno e provare a vincere per noi e per questa città che ci sta sostenendo fin dall’inizio del campionato in un modo incredibile». Guidone in gol, Spanò salva il risultato e tutta la squadra ha fatto bene «Non c’è un migliore oggi - ha concluso il bomber - è stata tutta la squadra a giocare al meglio e con questo spirito possiamo andare molto lontano».
Non solo il rigore conquistato per il 2-1 di Cesarini. Per Alessandro Spanò anche un salvataggio provvidenziale a metà ripresa. «Mi sono trovato lì e ho cercato di coprire bene la porta, mi è andata anche bene» ammette il capitano non ufficiale della Reggiana, che poi passa a spiegare il brutto primo tempo: «Credo che in questi playoff sia ammissibile un po’ di tensione iniziale, come ha fatto il Livorno all’andata. Bisogna valutare il complesso di entrambe le partite e noi abbiamo il merito di essere usciti bene nella ripresa e questo credo sia il punto di partenza per ricominciare sulla strada giusta». Nella ripresa la Reggiana è cambiata «Eravamo consapevoli di non doverci far prendere dall’ansia per segnare un gol – commenta il difensore granata – e l’abbiamo fatto tenendo maggiormente il possesso di palla. Siamo cresciuti, mentre il Livorno l’abbiamo sfiancato. Potevamo anche segnare il gol della vittoria, a un certo punto. Cambio tattico? Non direi, credo sia una questione di testa». Spanò passa poi a commentare il suo “nuovo” ruolo di terzino: «L’ho sempre detto, mi adatterò sempre al meglio dove mi mette il mister. E’ chiaro, non è la stessa cosa di giocare in mezzo – ammette candidamente – però mi sto adattando. Il rigore conquistato? Carlini mi ha lanciato e vedendo l’uomo che arrivava ho toccato palla perché mi buttasse giù. Per quanto riguarda il prossimo avversario dei playoff, l’Alessandria, non mi esprimo. Dobbiamo concentrarci su di noi. Vogliamo goderci assieme ai tifosi queste gioie».
Roberto Tegoni
Dopo un brutto primo tempo la squadra si è completamente trasformata nella ripresa «Non volevamo chiudere in quel modo davanti ai nostri tifosi - ha proseguito Marco Guidone - e i nostri tifosi ci hanno spinto a dare il massimo per ribaltare il risultato come abbiamo fatto. Abbiamo reagito nel migliore dei modi e sentivamo il loro incitamento dietro alle nostre spalle e ci hanno spinto a conquistare questo pareggio che vale la qualificazione alla Final Four di Firenze. Adesso vogliamo continuare ad inseguire questo sogno e provare a vincere per noi e per questa città che ci sta sostenendo fin dall’inizio del campionato in un modo incredibile». Guidone in gol, Spanò salva il risultato e tutta la squadra ha fatto bene «Non c’è un migliore oggi - ha concluso il bomber - è stata tutta la squadra a giocare al meglio e con questo spirito possiamo andare molto lontano».
Non solo il rigore conquistato per il 2-1 di Cesarini. Per Alessandro Spanò anche un salvataggio provvidenziale a metà ripresa. «Mi sono trovato lì e ho cercato di coprire bene la porta, mi è andata anche bene» ammette il capitano non ufficiale della Reggiana, che poi passa a spiegare il brutto primo tempo: «Credo che in questi playoff sia ammissibile un po’ di tensione iniziale, come ha fatto il Livorno all’andata. Bisogna valutare il complesso di entrambe le partite e noi abbiamo il merito di essere usciti bene nella ripresa e questo credo sia il punto di partenza per ricominciare sulla strada giusta». Nella ripresa la Reggiana è cambiata «Eravamo consapevoli di non doverci far prendere dall’ansia per segnare un gol – commenta il difensore granata – e l’abbiamo fatto tenendo maggiormente il possesso di palla. Siamo cresciuti, mentre il Livorno l’abbiamo sfiancato. Potevamo anche segnare il gol della vittoria, a un certo punto. Cambio tattico? Non direi, credo sia una questione di testa». Spanò passa poi a commentare il suo “nuovo” ruolo di terzino: «L’ho sempre detto, mi adatterò sempre al meglio dove mi mette il mister. E’ chiaro, non è la stessa cosa di giocare in mezzo – ammette candidamente – però mi sto adattando. Il rigore conquistato? Carlini mi ha lanciato e vedendo l’uomo che arrivava ho toccato palla perché mi buttasse giù. Per quanto riguarda il prossimo avversario dei playoff, l’Alessandria, non mi esprimo. Dobbiamo concentrarci su di noi. Vogliamo goderci assieme ai tifosi queste gioie».
Roberto Tegoni
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