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CALCIO / SECONDA CATEGORIA 

Il Cadelbosco riparte dal mister Ferrari: «Rivogliamo la Prima»

di Luca Cavazzoni
Il Cadelbosco riparte dal mister Ferrari: «Rivogliamo la Prima»

CADELBOSCO SOPRA. Il Cadelbosco, dopo la retrocessione, sta preparandosi per la prossima annata in Seconda categoria. Si riparte dalla conferma di mister Giovanni Ferrari, mentre Arturo Borghi lascia...

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CADELBOSCO SOPRA. Il Cadelbosco, dopo la retrocessione, sta preparandosi per la prossima annata in Seconda categoria. Si riparte dalla conferma di mister Giovanni Ferrari, mentre Arturo Borghi lascia da dimissionario l’incarico di direttore sportivo. Fabrizio Rinaldi sarà il nuovo preparatore atletico, mentre Moris Castronuovo è il nuovo preparatore dei portieri. Inoltre, c’è il ritorno in società di Antonio Criscuolo come team manager.
«Ho tanta stima nel Cadelbosco – ribadisce il mister Ferrari – e capisco che è anche reciproca nei miei confronti. Fossi arrivato prima ci saremmo potuti salvare, di punti con la mia gestione ne abbiamo raccolti. Tanto lavoro era stato fatto, purtroppo non è stato concluso. Sono ancora amareggiato, non volevo che il Cadelbosco retrocedesse. Ora avevo altre proposte, ho deciso di rimettermi in discussione in un campionato che poche volte ho frequentato. La Seconda è un terno al lotto: è difficile trovare giocatori che sposino la mia determinazione e la mia richiesta di sacrificio. Ai tempi di Gattatico, per me Cadelbosco era una meta importante. Ecco perché ho deciso di non scappare, accettando di rimanere ancora prima dei tempi che ci eravamo presi per pensarci. Le intenzioni della società sono chiare, c’è entusiasmo e voglia: tenteremo la risalita immediata in Prima e ci proveremo tutti insieme, per il paese. No ai litigi del passato, l’unica cosa che ho chiesto è quella di concentrarci esclusivamente sul campo e sul calcio». L’ex ds. «Nessuna polemica – afferma Arturo Borghi – ho solamente deciso di farmi da parte. È normale routine, dovuta alla stanchezza e al desiderio di staccare la spina. Dovessero avere bisogno per sistemare qualcosa sanno dove trovarmi, ma non mi sentivo di portare ancora avanti un impegno a tempo pieno. D’altronde mi conosco, mi butto a capofitto oppure ne resto fuori. È stata una bella esperienza, putroppo finita male. Abbiamo tentato l’impossibile, ora c’è da ripartire da zero. E per farlo, è giusto che ci siano figure con più grinta ed entusiasmo».

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