Continuano a cadere teste gli “epurati” dagli avvocati
Ieri è stato il turno dell’addetto stampa Nicola Bonafini e molti altri sono a rischio Al termine della stagione si andrebbe poi a stravolgere tutta la gestione sportiva
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REGGIO EMILIA. Sembra proprio non avere fine la rivoluzione iniziata dal presidente Mike Piazza all’interno della società granata. Dopo i tagli degli scorsi giorni della storica segretaria Monica Torreggiani, da 33 anni all’interno del club, della responsabile della biglietteria Barbara Caramaschi e del responsabile del settore giovanile Sergio Mezzina, ieri è arrivato quello anche dell’addetto stampa Nicola Bonafini, arrivato in granata proprio all’inizio di questa stagione. E la lunga lista delle teste cadute potrebbe non essere ancora finita perché, sono a forte rischio anche tutti i membri che compongono l’area tecnica del club, ovvero il direttore sportivo Andrea Grammatica, che ha plasmato la squadra che in questo momento sta ancora lottando per essere promossa in serie B, il team manager Michele Malpeli, il responsabile scouting Alberto Bertolini e il segretario Sportivo Salvatore Conti. Tutti elementi arrivati all’inizio dell’anno in granata e, ai quali pare che la società abbia detto che se volessero dimettersi nessuno ai piani alti si opporrebbe.
La sensazione però è che, quanto meno per queste figure, si voglia aspettare la fine della stagione prima di prendere delle decisioni definitive. Anche se in alcuni casi la società si è sentita rispondere “picche” nel momento in cui ha chiesto ai dipendenti, che sono ancora legati al club da un contratto pluriennale, di presentare le proprie dimissioni.
Decisioni che dovrebbero riguardare anche i due amministratori delegati Maurizio Franzone, arrivato a Reggio proprio come uomo di fiducia di Mike Piazza al quale il patron aveva affidato la completa gestione del club e Guido Tamelli, uomo di fiducia del vice presidente Stefano Compagni all’interno della società granata fin dalla scorsa stagione. Entrambi, così come la parte tecnica, potrebbero rimanere in carica a termine fino alla fine della Final Four di Firenze prima di fare le valige.
Una rivoluzione totale che ha pochi eguali nella storia del club granata e che potrebbe portare scompiglio ed incertezza proprio nel momento decisivo della stagione, ovvero quando la squadra ha ancora la possibilità di conquistare sul campo quella tanto sperata promozione in serie B.
L’evolversi delle diverse situazioni di tutti i dipendenti della Reggiana che negli ultimi giorni, dopo aver lavorato un anno intero al meglio per il club si sono sentiti dire in cinque minuti «Siete licenziati, grazie e arrivederci», sembra comunque non avere un facile epilogo. Da una parte coloro che sono ancora in sede alla società stanno facendo la conta su chi sarà il prossimo a finire sotto il machete di Alberto Calì, il consulente assunto dai coniugi Piazza per far “cadere le teste” e, soprattutto, perché dopo l’intervento lunedì dei carabinieri - chiamati dal marito di Monica Torreggiani - perché la società non voleva restituire alla storica segretaria granata il cellulare, che lei utilizzava, in accordo con il club anche per le chiamate personali, sono intenzionati a rivolgersi agli avvocati per far valere i propri diritti. Tutti i dipendenti lasciati a casa, infatti, era infatti legati alla società granata da contratti, chi a tempo determinato chi a tempo indeterminato, come la Torreggiani.
Contratti stracciati senza preavviso e i lavoratori costretti a lasciare immediatamente la sede granata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La sensazione però è che, quanto meno per queste figure, si voglia aspettare la fine della stagione prima di prendere delle decisioni definitive. Anche se in alcuni casi la società si è sentita rispondere “picche” nel momento in cui ha chiesto ai dipendenti, che sono ancora legati al club da un contratto pluriennale, di presentare le proprie dimissioni.
Decisioni che dovrebbero riguardare anche i due amministratori delegati Maurizio Franzone, arrivato a Reggio proprio come uomo di fiducia di Mike Piazza al quale il patron aveva affidato la completa gestione del club e Guido Tamelli, uomo di fiducia del vice presidente Stefano Compagni all’interno della società granata fin dalla scorsa stagione. Entrambi, così come la parte tecnica, potrebbero rimanere in carica a termine fino alla fine della Final Four di Firenze prima di fare le valige.
Una rivoluzione totale che ha pochi eguali nella storia del club granata e che potrebbe portare scompiglio ed incertezza proprio nel momento decisivo della stagione, ovvero quando la squadra ha ancora la possibilità di conquistare sul campo quella tanto sperata promozione in serie B.
L’evolversi delle diverse situazioni di tutti i dipendenti della Reggiana che negli ultimi giorni, dopo aver lavorato un anno intero al meglio per il club si sono sentiti dire in cinque minuti «Siete licenziati, grazie e arrivederci», sembra comunque non avere un facile epilogo. Da una parte coloro che sono ancora in sede alla società stanno facendo la conta su chi sarà il prossimo a finire sotto il machete di Alberto Calì, il consulente assunto dai coniugi Piazza per far “cadere le teste” e, soprattutto, perché dopo l’intervento lunedì dei carabinieri - chiamati dal marito di Monica Torreggiani - perché la società non voleva restituire alla storica segretaria granata il cellulare, che lei utilizzava, in accordo con il club anche per le chiamate personali, sono intenzionati a rivolgersi agli avvocati per far valere i propri diritti. Tutti i dipendenti lasciati a casa, infatti, era infatti legati alla società granata da contratti, chi a tempo determinato chi a tempo indeterminato, come la Torreggiani.
Contratti stracciati senza preavviso e i lavoratori costretti a lasciare immediatamente la sede granata.
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