Il Carpi manca il miracolo In serie A va il Benevento
Nella finale di ritorno dei playoff decide la prodezza di Puscas nel primo tempo Castori archivia un anno doc, congedo amaro per Lasagna che va all’Udinese
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BENEVENTO. Fra una matricola assoluta, forte di una presenza di pubblico (15.000 sugli spalti anche ieri sera) già all’altezza del massimo campionato, ed una società alla seconda possibile serie A in tre anni, però alle prese con una tifoseria imparagonabile con i rivali, gli Dei del calcio non hanno avuto dubbi, sancendo con l’1-0 di Puscas l’arrivo nell’Olimpo del Benevento, che era al primo anno fra i cadetti ed è la quarta campana ad arrivare in A dopo Napoli, Avellino e Salernitana. Per Marco Baroni, timoniere dei giallorossi, è la serata della consacrazione; per gli emiliani che Castori ha saputo riportare alle soglie della massima serie quella finita ieri rimane comunque un’annata estremamente positiva, anche se da oggi i biancorossi non potranno più fruire dell’estro e della classe di Kevin Lasagna, mantovano di Portiolo che riesce comunque a guadagnarsi la massima serie grazie all’accordo con l’Udinese di Gigi Delneri.
La finale per l’accesso alla serie A metteva di fronte due squadre che nei primi 90’ del loro confronto avevano concluso senza reti, gratificando quindi le speranze e le ambizioni dei campani che ieri sera hanno potuto sfruttare la loro migliore posizione di classifica, quinta, a conclusione della stagione rispetto ai modenesi, settimi. I carpigiani erano accolti da un «Vigorito» stracolmo, nel quale l’esecuzione da parte della banda e del coro cittadino dell’Inno di Mameli rendeva ancor più elevata la pressione nei confronti dei giallorossi, che subito portavano il match su ritmi agonisticamente molto elevati, nonostante fosse invece il Carpi in condizioni di svantaggio. Nelle file emiliane Kevin Lasagna partiva dalla panchina e Castori sceglieva il modulo a una punta, affidandosi a Mbakogu. Il Benevento lasciava davanti il solo Ceravolo. La prima occasione al 18’, con Mbakogu che concludeva a lato dalla porta di Cragno. Al 25’ era Lucioni a impegnare Belec mentre al 32’ arrivava il gol: dopo un miracolo 2’ prima Belec doveva capitolare sulla bordata di destro del campano. Nella ripresa Castori tentava la carta Lasagna ma era il Benevento a sfiorare davvero con Viola il 2-0, la palla colpiva in pieno il palo.
La nuova serie A. Atalanta, Benevento, Bologna, Cagliari, Chievo, Crotone, Fiorentina, Genoa, Hellas Verona, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Roma, Sampdoria, Sassuolo, Spal, Torino, Udinese.
La finale per l’accesso alla serie A metteva di fronte due squadre che nei primi 90’ del loro confronto avevano concluso senza reti, gratificando quindi le speranze e le ambizioni dei campani che ieri sera hanno potuto sfruttare la loro migliore posizione di classifica, quinta, a conclusione della stagione rispetto ai modenesi, settimi. I carpigiani erano accolti da un «Vigorito» stracolmo, nel quale l’esecuzione da parte della banda e del coro cittadino dell’Inno di Mameli rendeva ancor più elevata la pressione nei confronti dei giallorossi, che subito portavano il match su ritmi agonisticamente molto elevati, nonostante fosse invece il Carpi in condizioni di svantaggio. Nelle file emiliane Kevin Lasagna partiva dalla panchina e Castori sceglieva il modulo a una punta, affidandosi a Mbakogu. Il Benevento lasciava davanti il solo Ceravolo. La prima occasione al 18’, con Mbakogu che concludeva a lato dalla porta di Cragno. Al 25’ era Lucioni a impegnare Belec mentre al 32’ arrivava il gol: dopo un miracolo 2’ prima Belec doveva capitolare sulla bordata di destro del campano. Nella ripresa Castori tentava la carta Lasagna ma era il Benevento a sfiorare davvero con Viola il 2-0, la palla colpiva in pieno il palo.
La nuova serie A. Atalanta, Benevento, Bologna, Cagliari, Chievo, Crotone, Fiorentina, Genoa, Hellas Verona, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Roma, Sampdoria, Sassuolo, Spal, Torino, Udinese.
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