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Pillon e l’Alessandria «Macché favoriti ora siamo tutti pari»

di Luigi Cocconcelli
Pillon e l’Alessandria «Macché favoriti ora siamo tutti pari»

REGGIO EMILIA. Situazione paradossale alla Reggiana. Mercoledì prossimo si gioca la semifinale play-off ed invece di calcio giocato si deve parlare di quel che succede a livello societario, tra...

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REGGIO EMILIA. Situazione paradossale alla Reggiana. Mercoledì prossimo si gioca la semifinale play-off ed invece di calcio giocato si deve parlare di quel che succede a livello societario, tra licenziamenti in tronco, neppure motivati sino in fondo, dimissioni, costi da ridurre. Dall’esterno come si vive una situazione del genere? Risposta a Bepi Pillon, allenatore dell’Alessandria, prossima avversaria dei granata.

«Guardi, è difficile dare giudizi se non conosci le ragioni, le motivazioni, la scelta della tempistica, quel che posso dire è che quando ti avvicini a certi impegni tutto quel che non fa parte del campo a giocatori e tecnici scivola via, non credo abbia influenza».

La formula di questi play off al tecnico dei grigi non va giù...

«Già una promozione sola su 28 mi pare un assurdità, poi sarebbe meglio mantenere le teste di serie, non vedo perché 2 seconde, come è capitato a noi e Lecce, debbano affrontarsi nei quarti e poi, e la faccenda riguarda anche la Reggiana, non è giusto che una finalista abbia 24 ore di riposo in più. Si giocasse la finale a distanza di una settimana niente da dire, ma disputare la semifinale al mercoledì, magari con supplementari e rigori, e la finale il sabato mi pare un vantaggio non giusto concesso all’altra finalista».

La Reggiana la conosce, l’ha studiata?

«So che è una squadra valida, pensavo sin dall’inizio che potesse centrare play-off e fare strada, se ha eliminato il Livorno, che è molto forte, vuol dire che è in salute, ha in Menichini un tecnico esperto, bravo ed avvezzo a gestire certe situazioni, ha ottime individualità, ma quel che conta è l’insieme di squadra, il collettivo, mi pare abbia trovato coesione di gruppo, grande entusiasmo e determinazione».

Partite secche si decidono tatticamente, tecnicamente o su altri fattori?

«Sono partite a se, noi a Lecce abbiamo disputato una grande partita, meritavamo di andare anche sul 2-0, al ritorno, a casa nostra abbiamo sofferto, fatto molta fatica. Direi che conterà molto l’emotività, la condizione fisica».

Su questo versante come è messa l’Alessandria?

«Bene, ho a disposizione l’intera rosa, non abbiamo acciacchi, debbo solo fare le scelte migliori n base a quel che mi diranno gli ultimi allenamenti».

Mica facile scegliere con quel po’ po’ di attaccanti che si ritrova…

«Beh, le ho già fatte e le farò senza problemi, ho avuto grande disponibilità, chi va in panchina sa che può essere utile anche entrando a lavori in corso, mi pare che alla Reggiana la musica sia la stessa».

Il fatto che 3 semifinaliste provengano dallo stesso girone è casuale o che lettura dobbiamo darne?

«Casuale forse, ma sta a significare che quello era decisamente il girone più forte, con maggiori valori e qualità, del resto lo si diceva anche ad agosto, ma con un sorteggio diverso forse a Firenze ci potrebbe tranquillamente essere il Lecce».

Se le si dice che voi e Parma apparite le favorite, sulla carta siete le meglio attrezzate , lei che risponde?

“Grazie, ma a questo punto per me abbiamo tutte e 4 un 25% di possibilità di salire, i valori , la qualità delle rose sono importanti ma vanno dimostrate in campo e poi non è che Reggiana e Pordenone non siano squadre importanti, in più i friulani hanno dalla loro di aver meno pressione psicologica”.

La storia dice che l’ Alessandria manca dalla serie b dal 1975, quando retrocesse perdendo uno spareggio proprio con la Reggiana, può avere un significato?

«Che è ora di riscrivere un’altra storia, scherzi a parte, vanno in campo giocatori che all’epoca manco erano nati, io poi non credo alla scaramanzia».



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