Cervarezza è la bestia nera del Leguigno
di Mara Bianchini
I campioni in carica vincono grazie alla rete del bomber Giacomo Mammetti, capocannoniere nella scorsa stagione
2 MINUTI DI LETTURA
LEGUIGNO. Buona la prima per i campioni in carica del Cervarezza che ancora una volta si impongono sul Leguigno confermandosi la “bestia nera” della formazione di Rino Incerti.
E ancora una volta è lui l’anima del Cervarezza: Giacomo Mammetti. Quel giocatore agile, veloce con una visione a trecentosessanta gradi della partita. Quel giocatore che prima attacca, poi rientra per difendere e gioca per la sua squadra.
Lo stesso giocatore che lo scorso anno ha alzato la coppa del miglior capocannoniere e che quest’anno dovrà sudare visto i risultati delle altre partite.
Ma non è mai stato solo perché dietro ha avuto un gruppo che ha giocato per lui. Il Cervarezza ha infatti fatto un buon primo tempo dove nella prima mezz’ora è riuscito a dare un bel filo da torcere al Leguigno, nel quale ha creato e si è fatto pericoloso per poi cedere la regia agli avversari.
Dalla mezz’ora in poi è stato infatti il Leguigno a prendere in mano il pallino del gioco e a cercare in ogni modo il pareggio.
Un pari che se fosse arrivato non avrebbe fatto gridare allo scandalo nessuno.
Sta però il fatto che nonostante la buona prestazione, nonostante le azioni e nonostante il rigore non concesso a Malpeli nella ripresa il Leguigno non è riuscito a fare quel gol che avrebbe potuto cambiare l’esito della partita. Partendo con la cronaca la prima vera occasione è quella della rete del vantaggio al 7’. Mammetti viene servito da Rossi e con un bel sinistro mette alle spalle di Della Corte. La partita si fa in salita per il Leguigno che accusa il colpo e solo al 17’ cerca di ribattere con un tiro di Morani, servito da Spadacini, che termina di molto oltre la traversa.
A onor di cronaca fino alla fine della prima trance non accade granché se non che il Leguigno ruba sempre più centimetri al Cervarezza fino ad impossessarsi delle redini del gioco. La ripresa inizia nello stesso modo del primo tempo con il Cervarezza che al 2’ va vicino al raddoppio con Mammetti che di testa, su cross di Rinaldi, manda a lato del palo. A questo punto il Leguigno si impone ma senza grossa fortuna e gli errori davanti a Calderoni si susseguono. Ottimale la spinta sulla fascia di Lleshaj che la difesa del Cervarezza non è riuscita a fermare. Molte le azioni che sono partite dal centrocampista che però non hanno trovato gloria sui piedi di Morani, Spadacini o Ghirelli. Sul finale le parole volano e per fortuna anche le scuse.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
E ancora una volta è lui l’anima del Cervarezza: Giacomo Mammetti. Quel giocatore agile, veloce con una visione a trecentosessanta gradi della partita. Quel giocatore che prima attacca, poi rientra per difendere e gioca per la sua squadra.
Lo stesso giocatore che lo scorso anno ha alzato la coppa del miglior capocannoniere e che quest’anno dovrà sudare visto i risultati delle altre partite.
Ma non è mai stato solo perché dietro ha avuto un gruppo che ha giocato per lui. Il Cervarezza ha infatti fatto un buon primo tempo dove nella prima mezz’ora è riuscito a dare un bel filo da torcere al Leguigno, nel quale ha creato e si è fatto pericoloso per poi cedere la regia agli avversari.
Dalla mezz’ora in poi è stato infatti il Leguigno a prendere in mano il pallino del gioco e a cercare in ogni modo il pareggio.
Un pari che se fosse arrivato non avrebbe fatto gridare allo scandalo nessuno.
Sta però il fatto che nonostante la buona prestazione, nonostante le azioni e nonostante il rigore non concesso a Malpeli nella ripresa il Leguigno non è riuscito a fare quel gol che avrebbe potuto cambiare l’esito della partita. Partendo con la cronaca la prima vera occasione è quella della rete del vantaggio al 7’. Mammetti viene servito da Rossi e con un bel sinistro mette alle spalle di Della Corte. La partita si fa in salita per il Leguigno che accusa il colpo e solo al 17’ cerca di ribattere con un tiro di Morani, servito da Spadacini, che termina di molto oltre la traversa.
A onor di cronaca fino alla fine della prima trance non accade granché se non che il Leguigno ruba sempre più centimetri al Cervarezza fino ad impossessarsi delle redini del gioco. La ripresa inizia nello stesso modo del primo tempo con il Cervarezza che al 2’ va vicino al raddoppio con Mammetti che di testa, su cross di Rinaldi, manda a lato del palo. A questo punto il Leguigno si impone ma senza grossa fortuna e gli errori davanti a Calderoni si susseguono. Ottimale la spinta sulla fascia di Lleshaj che la difesa del Cervarezza non è riuscita a fermare. Molte le azioni che sono partite dal centrocampista che però non hanno trovato gloria sui piedi di Morani, Spadacini o Ghirelli. Sul finale le parole volano e per fortuna anche le scuse.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
