Novellara e Casalgrande tricolori
di Riccardo Bellelli
Giovanili: esaltanti imprese da scudetto sia della squadra della Bassa sia della Padana
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NOVELLARA. I ragazzi di Novellara non potevano celebrare meglio il cinquantenario della società: il titolo italiano Under 18 Elite resterà nella storia e fa sognare tutto il paese, tanto che pure il sindaco Elena Carletti ha seguito la squadra nelle Final Four di Udine.
A guidare la giovane compagine Andrea Liguabue, figura di riferimento da anni a Novellara che ha chiuso un ciclo iniziato con questi atleti 3 anni fa, lasciando un segno indelebile.
Vittoria che fa ancora più scalpore se si considera che dopo la prima parte, al campionato Elite partecipano anche formazioni del campionato di Eccellenza (dove ci sono le giovanili delle principali società di serie A). Per arrivare alla fase finale i reggiani hanno dovuto superare la temibile Fortitudo e nella due giorni di Udine avevano davanti Sassari, Casalpusterlengo e il Leoncino Mestre che è la giovanile della Reyer finalista in A1.
Andrea Ligabue racconta così la Final Four: «In semifinale contro Casalpusterlengo siamo partiti con qualche difficoltà, 19-10, poi abbiamo rimesso a posto le cose e nella seconda parte abbiamo fatto il sorpasso per poi controllare nell’ultimo quarto. In finale contro Mestre è stata una battaglia. Loro hanno pressato tutto il tempo molto alto per poi schierarsi a zona 3-2. Nonostante la loro intensità che era stata vincente contro Sassari, siamo riusciti a stare davanti fin dall’inizio con un vantaggio tra 1 e 6 punti, poi alcuni nostri errori sono stati puniti e nel finale ce li siamo trovati attaccati. Un ultimo quarto davvero al cardiopalma ma alla fine credo che la nostra vittoria sia stata meritata». Cos’ha provato a fine gara? «E’ stato stupendo e il fatto di aver battuto squadre che venivano dal campionato superiore amplifica ancora di più il valore di quello che i ragazzi hanno fatto. Il mio primo pensiero a fine gara è stato per i miei genitori che non ci sono più. Sarebbero stati orgogliosi di me». Da cosa nasce questa impresa? «Quando ho lasciato lo scorso anno la prima squadra, ho chiesto di poter tenere questi ragazzi per chiudere il ciclo. Li ho allenati per 3 anni. Penso che questo li abbia aiutati molto e li abbia fatti crescere rapidamente preparandoli alle squadre di Eccellenza che poi abbiamo incontrato».
A guidare la giovane compagine Andrea Liguabue, figura di riferimento da anni a Novellara che ha chiuso un ciclo iniziato con questi atleti 3 anni fa, lasciando un segno indelebile.
Vittoria che fa ancora più scalpore se si considera che dopo la prima parte, al campionato Elite partecipano anche formazioni del campionato di Eccellenza (dove ci sono le giovanili delle principali società di serie A). Per arrivare alla fase finale i reggiani hanno dovuto superare la temibile Fortitudo e nella due giorni di Udine avevano davanti Sassari, Casalpusterlengo e il Leoncino Mestre che è la giovanile della Reyer finalista in A1.
Andrea Ligabue racconta così la Final Four: «In semifinale contro Casalpusterlengo siamo partiti con qualche difficoltà, 19-10, poi abbiamo rimesso a posto le cose e nella seconda parte abbiamo fatto il sorpasso per poi controllare nell’ultimo quarto. In finale contro Mestre è stata una battaglia. Loro hanno pressato tutto il tempo molto alto per poi schierarsi a zona 3-2. Nonostante la loro intensità che era stata vincente contro Sassari, siamo riusciti a stare davanti fin dall’inizio con un vantaggio tra 1 e 6 punti, poi alcuni nostri errori sono stati puniti e nel finale ce li siamo trovati attaccati. Un ultimo quarto davvero al cardiopalma ma alla fine credo che la nostra vittoria sia stata meritata». Cos’ha provato a fine gara? «E’ stato stupendo e il fatto di aver battuto squadre che venivano dal campionato superiore amplifica ancora di più il valore di quello che i ragazzi hanno fatto. Il mio primo pensiero a fine gara è stato per i miei genitori che non ci sono più. Sarebbero stati orgogliosi di me». Da cosa nasce questa impresa? «Quando ho lasciato lo scorso anno la prima squadra, ho chiesto di poter tenere questi ragazzi per chiudere il ciclo. Li ho allenati per 3 anni. Penso che questo li abbia aiutati molto e li abbia fatti crescere rapidamente preparandoli alle squadre di Eccellenza che poi abbiamo incontrato».
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