Gazzetta di Reggio

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Kung Fu a mani nude, bene Papa 

di Ginevra Del Bene Errico
Kung Fu a mani nude, bene Papa 

Il ventitreenne reggiano è arrivato quinto agli Europei svoltisi in Georgia

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REGGIO EMILIA. E’ reggiano l’atleta che ha partecipato agli Europei di Kung Fu Wushu a Tbilisi (Georgia), arrivando quinto nella competizione internazionale per quanto riguarda la disciplina a mani nude, primo assoluto nei piazzamenti italiani. Si tratta di Emanuele Papa, classe 1994, astro nascente della disciplina orientale, entrato a far parte del gruppo della Nazionale Italiana già da febbraio quando ha disputato i campionati italiani guadagnando l’oro sia per la disciplina a mani nude, sia per quella con la spada.

Che esperienza è stata quella a Tbilisi?

«Era la prima volta che affrontavo un circuito così grande – racconta il campione italiano – A dir la verità mi sentivo un po’ intimidito, dovevo affrontare atleti che fanno questa disciplina per lavoro e per me il quinto posto nella mano nuda è un grande risultato. I miei avversari erano tutti russi e ucraini, atleti che si allenano anche 6 ore al giorno come unica professione, mentre noi in Italia non abbiamo le stesse possibilità, non ci sono molti soldi e noi azzurri ci siamo dovuti pagare la trasferta. Sono abbastanza soddisfatto anche del nono posto nella spada che non è la mia specialità».

Com’è stata organizzata la competizione?

«Siamo partiti il 13 maggio da Reggio e la competizione è durata una settimana. Ogni giorno le gare cominciavano alle 9 di mattina e finivano alle 18. Le partecipanti erano 29 nazioni con oltre 700 atleti che si sono dovuti affrontare in 7 giorni per arrivare poi a quei due minuti scarsi della finale, il momento clou per ognuno di noi».

Qual è stato il suo percorso sportivo?

«Ho cominciato a praticare kung fu wushu all’età di 8 anni a Carpi. Ho cambiato poi diverse palestre, ma sempre seguendo il mio maestro Enrico Lazzerini, fino ad arrivare alla Shodan Reggio Emilia».

Il suo percorso però non si è limitato all’Italia…

«L’estate scorsa poi sono andato un mese in Cina per approfondire il mio ramo, quello degli stili tradizionali del nord. In realtà sono già 3 anni che vado in Cina per l’Università, studio lì Antropologia, quindi ho deciso di approfittarne anche per crescere dal punto di vista sportivo rafforzando il mio rapporto con questo paese meraviglioso. A fine luglio tornerò là per continuare il mio percorso accademico e di crescita sportiva».



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