Doping, stop di 30 giorni alla Bardiani
di Luigi Vinceti
Ciclismo, la squadra di Reverberi salterà il Giro dell’Austria ma non il Tour
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CAVRIAGO. «È un regolamento ingiusto, l’ho già detto al Giro d’Italia, laddove prevede che, per l’errore di qualcuno, debba pagare tutta la squadra. Accettiamo quindi a denti stretti la sospensione del nostro team, decisa ora alla Commissione Disciplinare dell’Uci, dalle competizioni internazionali per un mese. Meno male che ci toglie solo una kermesse, saltiamo il Giro d’Austria».
E’ amaro, ma ormai privo di rabbia, il commento di Bruno Reverberi che guida la squadra ciclistica Bardiani-Csf. Ha avuto il tempo di digerire quella che considera una beffa e che gli è già costata la disputa della “gara rosa” con due uomini in meno rispetto agli altri team per una sanzione che è stata notificata proprio alla vigilia della partenza. Il caso è quello che esplose alla vigilia della prima tappa del Giro d’Italia quando venne reso noto che due corridori del GreenTeam di Cavriago erano stati trovati positivi al Doping.
E ieri l’annuncio che l’Unione Ciclistica ha attuato il dettato dell’articolo 7.12.1 del Regolamento Antidoping in seguito alla positività di Stefano Pirazzi e Nicola Ruffoni. «Come facciamo noi a sapere – disse il primo giorno – cosa fanno i nostri atleti a casa loro, dove sono stati appunto pizzicati. Non vedo però perché ne debbano patire anche i compagni innocenti». Oggi aggiunge: «Potevano imporre un fermo più breve». La sospensione dalle gare internazionali varrà dal 14 giugno al 14 luglio e, fortunatamente, non potrà impedire la presenza dei corridori della Bardiani al Campionato Italiano (è gara nazionale e non internazionale) che si corre in quel lasso di tempo. Né a negare ai ragazzi di Reverberi di misurarsi nel successivo Tour de France. La società ha fatto sapere di non voler ricorrere in appello al tribunale sportivo di Losanna. Ha inoltre ricordato che la punizione colpisce anche chi non ha colpe e ribadito gli impegni assunti con gli sponsor a dispetto delle azioni scellerate attuate da «individui sciagurati e dissennati».
E’ amaro, ma ormai privo di rabbia, il commento di Bruno Reverberi che guida la squadra ciclistica Bardiani-Csf. Ha avuto il tempo di digerire quella che considera una beffa e che gli è già costata la disputa della “gara rosa” con due uomini in meno rispetto agli altri team per una sanzione che è stata notificata proprio alla vigilia della partenza. Il caso è quello che esplose alla vigilia della prima tappa del Giro d’Italia quando venne reso noto che due corridori del GreenTeam di Cavriago erano stati trovati positivi al Doping.
E ieri l’annuncio che l’Unione Ciclistica ha attuato il dettato dell’articolo 7.12.1 del Regolamento Antidoping in seguito alla positività di Stefano Pirazzi e Nicola Ruffoni. «Come facciamo noi a sapere – disse il primo giorno – cosa fanno i nostri atleti a casa loro, dove sono stati appunto pizzicati. Non vedo però perché ne debbano patire anche i compagni innocenti». Oggi aggiunge: «Potevano imporre un fermo più breve». La sospensione dalle gare internazionali varrà dal 14 giugno al 14 luglio e, fortunatamente, non potrà impedire la presenza dei corridori della Bardiani al Campionato Italiano (è gara nazionale e non internazionale) che si corre in quel lasso di tempo. Né a negare ai ragazzi di Reverberi di misurarsi nel successivo Tour de France. La società ha fatto sapere di non voler ricorrere in appello al tribunale sportivo di Losanna. Ha inoltre ricordato che la punizione colpisce anche chi non ha colpe e ribadito gli impegni assunti con gli sponsor a dispetto delle azioni scellerate attuate da «individui sciagurati e dissennati».
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