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«I granata possono battere i “grigi”» 

«I granata possono battere i “grigi”» 

Tanti doppi ex vedono nell’entusiasmo dei reggiani l’arma decisiva del match

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REGGIO EMILIA. Oggi sul campo da gioco dello stadio Artemio Franchi di Firenze prenderà il via la semifinale tra Reggiana e Alessandria, con tantissimi ex interessati alla sfida. Si perché la strada che collega Alessandria e Reggio Emilia è stata davvero molto battuta in entrambe le direzioni, con ex giocatori granata che hanno poi allenato o giocato anche in terra piemontese. L’ultimo in ordine di tempo è stato Angelo Gregucci, che ad Alessandria ha allenato nella scorsa stagione e, in granata, è invece rimasto per quattro stagioni da calciatore e aver svolto anche il ruolo di allenatore. Gregucci però adesso è in Russia insieme a Roberto Mancini e non riuscirà ad assistere al match. Prima di lui sulla panchina dei “grigi” si era seduto un altro indimenticato ex granata: Beppe Scienza: «L’Alessandria ha una rosa fortissima - ha sottolineato l’ex centrocampista granata - ma ero certo che chi tra Reggiana e Feralpisalò avesse superato il primo turno sarebbe arrivato lontano. I “grigi” sono i favoriti, ma con la Regia bisogna stare molto attenti». Giuseppe Accardi ha vinto in entrambe le squadre, ad Alessandria il campionato di C2 e a Reggio conquistò la serie A: «Sono assolutamente convinto che questa sia la vera finale - esordisce Accardi - perché ritengo che siano le due formazioni più complete tra le quattro rimaste in lotta per la serie B. È una partita da categoria superiore e vorrei vederle entrambe in cadetteria. Certamente l’Alessandria ha fatto investimenti importantissimi e aveva il chiaro obiettivo di vincere subito. La Reggiana invece ha molto entusiasmo e un gruppo unito con tanta voglia di sacrificarsi uno per l’altro. È una sfida da tripla». Chi invece ha allenato entrambe le formazioni nel corso della sua carriera è Luciano Foschi, che quest’anno ha ancora affrontato l’Alessandria in campionato con il suo Renate: «I “grigi” sono molto forti e costruiti per vincere. Hanno buttato via il campionato e non avrebbero mai pensato di dover giocare questo tipo di partite. La Reggiana invece arriva all’appuntamento con la consapevolezza che ce la possono fare perché temevano di uscire al primo turno. Chi sbaglia meno va in finale. L’Alessandria è forte, la Reggiana gioca meglio». (a.mun)

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