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«Mi sposai grazie a quella salvezza» 

«Mi sposai grazie a quella salvezza» 

La vittoria evitò la ripetizione del match nel giorno scelto per le nozze di Memo

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REGGIO EMILIA. Il calcio di oggi non lo emoziona più come prima, anche se al mattino al bar non manca mai di dare una rapida letta ai quotidiani sportivi. Quando gli parli della sfida tra Reggiana e Alessandria, però, Maurizio Memo si illumina e si lascia andare ai ricordi di quella giornata che fu trionfale per i colori granata. «Quella data è ancora ben impressa nella mia memoria - ricorda l’ex numero uno della Reggiana- è stato un’insieme di emozioni indescrivibili. C’erano la paura e l’attesa per un appuntamento chiave della nostra stagione, perché volevamo a tutti i costi la salvezza. Si giocava a San Siro, uno stadio splendido e io ero talmente emozionato che, al momento dell’ingresso in campo, non mi sono nemmeno accorto dei 20.000 tifosi sugli spalti. Prima della festa finale però ci fu la grande delusione per il mio errore, che rischiò di condizionare l’intera partita». Reggiana avanti uno a zero, momentaneo pareggio dell’Alessandria proprio a causa di un errore del portiere granata e poi, Passalacqua che si inventò il gol del definitivo 2 a 1: «Giocai quella partita non al meglio facendo delle infiltrazioni alla schiena. Volevo esserci e il mio errore rischiò di mandare all’aria la vittoria, sul finale di gara però mi riscattai con una parata salva risultato e, al triplice fischio iniziò la nostra festa». Una giornata piena di ricordi e di aneddoti quel 26 giugno del 1975: «C’è una storia particolare legata a quella partita - prosegue Memo - Giocavamo di mercoledì e, in caso di pareggio non ci sarebbero stati i supplementari ed eventualmente i rigori, ma avremmo dovuto rigiocare la partita la domenica successiva. L’unico problema è che quella che oggi è mia moglie aveva preso un impegno per quella data: aveva fissato il nostro matrimonio. Fortunatamente il gol di Passalacqua evitò di farmi scegliere tra sposarmi e giocare». Dopo quella vittoria contro l’Alessandria per Maurizio Memo arrivò il Foggia e con i pugliesi la promozione in A: «Proprio domenica scorsa ero a Riccione con i miei ex compagni del Foggia - ricorda l’ex portiere - e chiacchierando tra di noi mi hanno fatto notare che un po’ di merito di quella salvezza è anche loro. Fu infatti la nostra vittoria per 3 a 0 proprio contro il Foggia, unita al pareggio dell’Alessandria, che ci permise di arrivare in perfetta parità con i “grigi”, sia come punti che come differenza reti». E proprio da quella sfida di San Siro la carriera di Memo decollò: «Senza quella vittoria probabilmente non sarei poi andato a Foggia e non avrei vinto lo scudetto. Quella data non la dimenticherò mai, perché proprio da lì è partita con slancio la mia carriera che mi ha permesso poi di fare il percorso che ho fatto. Anche se ora il calcio lo seguo molto poco sono rimasto molto affezionato alla maglia granata». (a.mun)

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