Inter, la carica di Spalletti «Da oggi si fa a modo mio»
Presentato il tecnico nerazzurro: «La più bella “bega” che mi potesse capitare Gli elementi di qualità ci sono, sul mercato non possiamo sbagliare nulla»
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MILANO. «Ora sono io l'allenatore dell'Inter e si fa a modo mio». Luciano Spalletti sale in cattedra nel giorno della sua presentazione ufficiale. Una conferenza stampa-fiume di un'ora e mezza in cui disegna la sua Inter. Fa subito capire di non temere questa sfida che pure ha messo in ginocchio tanti autorevoli colleghi: «L'Inter una bega? Non credo e se lo fosse sarebbe la più bella bega che mi potesse capitare». Idee chiare raccontate con passione: l'Inter non vince da troppo tempo e bisognerà cambiare molto, si deve tornare a ragionare come una squadra, dimostrare attaccamento alla maglia. I singoli non sono determinanti, lo è il gruppo. Perisic? Non è un solo giocatore a essere decisivo per vincere un titolo. Icardi farà il capitano. Per il resto, Spalletti non fa altri nomi, lui vuole ricostituire uno spogliatoio forte, consapevole delle lacerazioni della passata stagione.
Come sempre, esuberante e torrenziale, al tecnico toscano non fa difetto l'eloquio: «Non sono migliore degli altri ma sono differente. Ce ne erano tanti in corsa per l'Inter ma non me ne frega niente, ora ci sono io e qui ci sto comodo». «Mettiamo subito in chiaro - aggiunge - che è qualche anno che non vinciamo niente. Quindi o facciamo qualcosa di diverso o continuiamo con questi risultati. Un calciatore non può determinare la vittoria di un titolo. Ci sono elementi forti nella nostra squadra, ma devono entrare in un meccanismo di gruppo». Il collettivo e gli obiettivi della squadra come priorità, si deve centrare la Champions, arrivare almeno fra le prime quattro. E si ispira a Helenio Herrera: «Chi non dà tutto non dà niente». Questa volta vuole unire e non dividere e sulla sua strada non c'è un altro Francesco Totti, l'uomo che lo ha allontanato da Roma. La sfida che attende Spalletti all'Inter per quanto «eccitante» è molto difficile. Il gap con la Juve, però, non è incolmabile. «Dobbiamo avere rispetto per i bianconeri, bersaglio di cattiverie gratuite - dice Spalletti - ma non ne dobbiamo avere timore. Arriveremo fino in fondo per vedere chi è più bravo». Ad ascoltarlo, nelle prime due file della sala stampa di Appiano Gentile, tutti i dirigenti dell'Inter, compreso Steven Zhang. Non c'è Walter Sabatini ma i contatti con il coordinatore tecnico di Suning saranno continui. C'è una squadra da rifondare. «L'idea - spiega Spalletti - è quella di riuscire a rendere la squadra più forte, anche se non sarà facile. Gli acquisti non vanno sbagliati. Stiamo lavorando, stiamo sentendo l'umore dei nostri calciatori».
Come sempre, esuberante e torrenziale, al tecnico toscano non fa difetto l'eloquio: «Non sono migliore degli altri ma sono differente. Ce ne erano tanti in corsa per l'Inter ma non me ne frega niente, ora ci sono io e qui ci sto comodo». «Mettiamo subito in chiaro - aggiunge - che è qualche anno che non vinciamo niente. Quindi o facciamo qualcosa di diverso o continuiamo con questi risultati. Un calciatore non può determinare la vittoria di un titolo. Ci sono elementi forti nella nostra squadra, ma devono entrare in un meccanismo di gruppo». Il collettivo e gli obiettivi della squadra come priorità, si deve centrare la Champions, arrivare almeno fra le prime quattro. E si ispira a Helenio Herrera: «Chi non dà tutto non dà niente». Questa volta vuole unire e non dividere e sulla sua strada non c'è un altro Francesco Totti, l'uomo che lo ha allontanato da Roma. La sfida che attende Spalletti all'Inter per quanto «eccitante» è molto difficile. Il gap con la Juve, però, non è incolmabile. «Dobbiamo avere rispetto per i bianconeri, bersaglio di cattiverie gratuite - dice Spalletti - ma non ne dobbiamo avere timore. Arriveremo fino in fondo per vedere chi è più bravo». Ad ascoltarlo, nelle prime due file della sala stampa di Appiano Gentile, tutti i dirigenti dell'Inter, compreso Steven Zhang. Non c'è Walter Sabatini ma i contatti con il coordinatore tecnico di Suning saranno continui. C'è una squadra da rifondare. «L'idea - spiega Spalletti - è quella di riuscire a rendere la squadra più forte, anche se non sarà facile. Gli acquisti non vanno sbagliati. Stiamo lavorando, stiamo sentendo l'umore dei nostri calciatori».
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