Nobili, da Vetto alle Bermuda per un bis d’oro
di Luca Tondelli
Il grinder di New Zealand sfida Oracle il team con cui nel 2013 vinse il trofeo
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VETTO. Alla sua quinta campagna di America’s Cup, il grinder e tecnico vettese Gilberto Nobili – che tra l’altro nell’ultima edizione la coppa l’ha vinta a bordo di Oracle – si accinge ad affrontare le finali della massima competizione velica mondiale nel ruolo di sfidante, dopo essersi nel frattempo messo in tasca la Louis Vuitton Cup, ovvero il trofeo riservato ai challenger.
Un traguardo importante, raggiunto dopo che Emirates New Zealand, il consorzio neozelandese di cui Gilberto fa parte (per quanto riguarda il sailing team ma in questa edizione soprattutto per la parte tecnica di rilevazione e lettura dei dati importantissimi durante la navigazione), ha battuto l’imbarcazione svedese Artemis aggiudicandosi la finale della Vuitton Cup e soprattutto la possibilità di giocarsi l’America’s Cup contro il defender Oracle, in pratica la ripetizione dell’ultima finale, in cui Nobili a questo punto avrà il ruolo dell’ex. Lo scafo statunitense deve difendere il trofeo vinto nell’ultima edizione, in cui appunto il velista vettese era a bordo di questa imbarcazione, mentre i neozelandesi punteranno a riappropriarsi del titolo. Si preannuncia un match di altissimo livello tra due consorzi che erano i maggiormente accreditati fin dall’inizio.
E quest’anno, con i nuovi, velocissimi catamarani che si alzano sull’acqua raggiungendo velocità quasi da motoscafo, lo spettacolo è assicurato, anche con qualche rischio però, visto che proprio New Zealand pochi giorni fa è stata vittima di una “scuffia”, un ribaltamento dopo aver infilato le prue sott’acqua, sotto un’onda, viste le forti condizioni di vento.
Una edizione della coppa decisamente innovativa, anche se qualcuno rimpiange i vecchi match race con imbarcazioni monoscafo, sicuramente più lente ma forse più “romantiche”.
Nobili tra l’altro ha vissuto in prima persona tutta questa straordinaria evoluzione: classe 1974, Gilberto ha iniziato a prendere contatto con le imbarcazioni non con la vela, ma con la canoa, proprio sul fiume Enza.
Poi l’interesse per la vela, fino ad essere contattato da Luna Rossa ed entrare a far parte dell’equipaggio italiano la prima volta nel 2003. Da allora, ancora campagne con l’imbarcazione della famiglia Bertelli, poi l’approdo ad Oracle, dove è stato tra i protagonisti dell’incredibile finale di Coppa America del 2013, che ha visto vincere Oracle all’ultima regata sancendo con il punteggio di 9 a 8 finale una rimonta incredibile proprio contro New Zealand (che si era portata inizialmente in vantaggio per 8 a 1).
Nobili in quello storico successo aveva svolto un ruolo determinante: oltre ad essere grinder a bordo durante le regate, grazie alle sue competenze tecnologiche e informatiche era stato sviluppatore dei software da utilizzare per avere informazioni utili a bordo, durante la regata, in tempo reale, con l’allestimento dei portatili di cui ogni membro dell’equipaggio era dotato. Un doppio ruolo unico, che lo ha reso noto nell’ambiente e lo ha portato ad essere contattato proprio da Team New Zealand, con cui sta disputando la sua quinta campagna di America’s Cup complessiva, quasi un record. Ora l’appuntamento per la prima regata di finale tra Oracle e New Zealand è per sabato, 17 giugno. Ad alzare il più antico trofeo sportivo del mondo sarà la barca che vincerà per prima 7 regate. In Italia le regate, che si celebrano nelle acque delle Bermuda, sono trasmesse in diretta tv su Mediaset Premium.
Un traguardo importante, raggiunto dopo che Emirates New Zealand, il consorzio neozelandese di cui Gilberto fa parte (per quanto riguarda il sailing team ma in questa edizione soprattutto per la parte tecnica di rilevazione e lettura dei dati importantissimi durante la navigazione), ha battuto l’imbarcazione svedese Artemis aggiudicandosi la finale della Vuitton Cup e soprattutto la possibilità di giocarsi l’America’s Cup contro il defender Oracle, in pratica la ripetizione dell’ultima finale, in cui Nobili a questo punto avrà il ruolo dell’ex. Lo scafo statunitense deve difendere il trofeo vinto nell’ultima edizione, in cui appunto il velista vettese era a bordo di questa imbarcazione, mentre i neozelandesi punteranno a riappropriarsi del titolo. Si preannuncia un match di altissimo livello tra due consorzi che erano i maggiormente accreditati fin dall’inizio.
E quest’anno, con i nuovi, velocissimi catamarani che si alzano sull’acqua raggiungendo velocità quasi da motoscafo, lo spettacolo è assicurato, anche con qualche rischio però, visto che proprio New Zealand pochi giorni fa è stata vittima di una “scuffia”, un ribaltamento dopo aver infilato le prue sott’acqua, sotto un’onda, viste le forti condizioni di vento.
Una edizione della coppa decisamente innovativa, anche se qualcuno rimpiange i vecchi match race con imbarcazioni monoscafo, sicuramente più lente ma forse più “romantiche”.
Nobili tra l’altro ha vissuto in prima persona tutta questa straordinaria evoluzione: classe 1974, Gilberto ha iniziato a prendere contatto con le imbarcazioni non con la vela, ma con la canoa, proprio sul fiume Enza.
Poi l’interesse per la vela, fino ad essere contattato da Luna Rossa ed entrare a far parte dell’equipaggio italiano la prima volta nel 2003. Da allora, ancora campagne con l’imbarcazione della famiglia Bertelli, poi l’approdo ad Oracle, dove è stato tra i protagonisti dell’incredibile finale di Coppa America del 2013, che ha visto vincere Oracle all’ultima regata sancendo con il punteggio di 9 a 8 finale una rimonta incredibile proprio contro New Zealand (che si era portata inizialmente in vantaggio per 8 a 1).
Nobili in quello storico successo aveva svolto un ruolo determinante: oltre ad essere grinder a bordo durante le regate, grazie alle sue competenze tecnologiche e informatiche era stato sviluppatore dei software da utilizzare per avere informazioni utili a bordo, durante la regata, in tempo reale, con l’allestimento dei portatili di cui ogni membro dell’equipaggio era dotato. Un doppio ruolo unico, che lo ha reso noto nell’ambiente e lo ha portato ad essere contattato proprio da Team New Zealand, con cui sta disputando la sua quinta campagna di America’s Cup complessiva, quasi un record. Ora l’appuntamento per la prima regata di finale tra Oracle e New Zealand è per sabato, 17 giugno. Ad alzare il più antico trofeo sportivo del mondo sarà la barca che vincerà per prima 7 regate. In Italia le regate, che si celebrano nelle acque delle Bermuda, sono trasmesse in diretta tv su Mediaset Premium.
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