Donnarumma, è tregua «Spiraglio per il rinnovo»
L’ad del Milan Fassone: «Non ci serve l’elemosina, Gigio può ancora ripensarci» Real Madrid e Juventus alla finestra, Perin e Neto le alternative principali
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MILANO. C'è «qualche piccolo spiraglio» che si riapra il discorso fra il Milan e Gianluigi Donnarumma per il rinnovo di contratto e intanto il club avverte che non basteranno 20 milioni di euro per accaparrarselo. Dopo il naufragio della trattativa e lo scambio di accuse a mezzo stampa fra i dirigenti rossoneri e l'agente Mino Raiola, è il momento della tregua, necessaria a evitare che il giocatore sia svenduto o a gestire una sua eventuale permanenza in rossonero.
Mentre le contestazioni hanno inseguito il portiere del 'gran rifiutò fino in Polonia con la pioggia di dollari finti («Come il suo amore», spiega Roman Sidorowicz, uno dei tifosi polacchi che hanno viaggiato da Varsavia a Cracovia per contestarlo) al debutto nell'Europeo Under 21, le parti stanno lavorando a una soluzione soddisfacente per tutti, all'insegna del buon senso. «I canali sono aperti, magari la vita ci riserva qualche sorpresa» ha spiegato l'ad rossonero Marco Fassone, condannando le minacce ricevute dal ragazzo e ribadendo che a suo dire «Gigio ha un po’ subito la decisione di business presa da Raiola, attentissimo soprattutto a massimizzare i ricavi dal trasferimento del giocatore». Contro Raiola si è schierata ancora la Curva Sud («Donnarumma può ancora rifarsi ma solo estromettendo dai suoi affari di chi lo ha spinto a farsi del male, rovinandogli l'immagine») e la linea dura raccolto consensi anche fra i tifosi meno accesi, che la società spera di veder tradotti in maggiori abbonamenti. Ora come ora, però, «il rapporto di forza è sbilanciato completamente a favore del giocatore», assicura un esperto di diritto sportivo come l'avvocato Mattia Grassani, secondo cui se Donnarumma restasse al Milan con un solo anno di contratto si profilerebbe «un anno difficile, di particolari tensioni».
La società vuole un portiere titolare con la testa libera da pensieri legati al contratto, e l'entourage del giocatore è pronto a impugnare ogni comportamento percepito come mobbing. Più che Donnarumma in panchina, in tribuna o con la Primavera del Milan, è realistico immaginare una cessione entro la fine di agosto, con o senza rinnovo. Sono alla finestra Real Madrid e Juventus, le principali candidate nella corsa al portiere. «Raiola ha lasciato qualche piccolo spiraglio, saremmo felici se Donnarumma ci ripensasse. Le possibilità sono poche ma mai dire mai fino all'ultimo» ha ammesso Fassone, aprendo allo stesso tempo alla cessione, senza sconti: «Non ci serve l'elemosina di qualcuno che ci porta 20 milioni, Gigio vale molto di più. Rimane qui e andrà via l'anno prossimo a zero, se qualcuno lo vuole deve fare un'offerta che corrisponde al valore del giocatore».
Intanto il ds rossonero Massimiliano Mirabelli continua a valutare soluzioni alternative. Ha fra le mani una discreta lista di nomi, con in testa Mattia Perin e il brasiliano Neto della Juventus. Per il ds del Genoa, Mario Donatelli, «potrebbe chiudersi già questa settimana per Perin, a meno di passi indietro clamorosi nel caso Donnarumma».
Mentre le contestazioni hanno inseguito il portiere del 'gran rifiutò fino in Polonia con la pioggia di dollari finti («Come il suo amore», spiega Roman Sidorowicz, uno dei tifosi polacchi che hanno viaggiato da Varsavia a Cracovia per contestarlo) al debutto nell'Europeo Under 21, le parti stanno lavorando a una soluzione soddisfacente per tutti, all'insegna del buon senso. «I canali sono aperti, magari la vita ci riserva qualche sorpresa» ha spiegato l'ad rossonero Marco Fassone, condannando le minacce ricevute dal ragazzo e ribadendo che a suo dire «Gigio ha un po’ subito la decisione di business presa da Raiola, attentissimo soprattutto a massimizzare i ricavi dal trasferimento del giocatore». Contro Raiola si è schierata ancora la Curva Sud («Donnarumma può ancora rifarsi ma solo estromettendo dai suoi affari di chi lo ha spinto a farsi del male, rovinandogli l'immagine») e la linea dura raccolto consensi anche fra i tifosi meno accesi, che la società spera di veder tradotti in maggiori abbonamenti. Ora come ora, però, «il rapporto di forza è sbilanciato completamente a favore del giocatore», assicura un esperto di diritto sportivo come l'avvocato Mattia Grassani, secondo cui se Donnarumma restasse al Milan con un solo anno di contratto si profilerebbe «un anno difficile, di particolari tensioni».
La società vuole un portiere titolare con la testa libera da pensieri legati al contratto, e l'entourage del giocatore è pronto a impugnare ogni comportamento percepito come mobbing. Più che Donnarumma in panchina, in tribuna o con la Primavera del Milan, è realistico immaginare una cessione entro la fine di agosto, con o senza rinnovo. Sono alla finestra Real Madrid e Juventus, le principali candidate nella corsa al portiere. «Raiola ha lasciato qualche piccolo spiraglio, saremmo felici se Donnarumma ci ripensasse. Le possibilità sono poche ma mai dire mai fino all'ultimo» ha ammesso Fassone, aprendo allo stesso tempo alla cessione, senza sconti: «Non ci serve l'elemosina di qualcuno che ci porta 20 milioni, Gigio vale molto di più. Rimane qui e andrà via l'anno prossimo a zero, se qualcuno lo vuole deve fare un'offerta che corrisponde al valore del giocatore».
Intanto il ds rossonero Massimiliano Mirabelli continua a valutare soluzioni alternative. Ha fra le mani una discreta lista di nomi, con in testa Mattia Perin e il brasiliano Neto della Juventus. Per il ds del Genoa, Mario Donatelli, «potrebbe chiudersi già questa settimana per Perin, a meno di passi indietro clamorosi nel caso Donnarumma».
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