Tosi, nuovo diesse della vecchia squadra
di Primo Bertani
«Si riparte da Menichini e l’ossatura sarà quella che ha raggiunto un risultato straordinario con la semifinale playoff»
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REGGIO EMILIA. Una giravolta completa, a significare che occorre cambiare registro negli equilibri economici e finanziari. Mike Piazza ama le macchine e stavolta invece del nuovo (Andrea Grammatica) ha preferito l’usato sicuro (Doriano Tosi). Si riparte da Leonardo Menichini, Michele Malpeli (un fedelissimo del Brescello) e dallo zoccolo duro della squadra di quest’anno, con un occhio in più ai costi, senza tagliare con l’accetta, come qualcuno ipotizzava, ma cercando di ottimizzare.
Doriano Tosi si presenta in formissima, nonostante i suoi 64 anni. Il personaggio è quello noto, proverbiale il suo aplomb, un dirigente che ha sempre i sorrisi contati, ma esperienza da vendere. E soprattutto quello dei rischi calcolati, questo è un tasto che può aver fatto presa su Mike Piazza, oltre allo stipendio, decisamente di medio-basso livello (35.000 euro). Contratto di due anni, a meno non si trova neanche uno store manager.
«Finalmente sono alla Reggiana» attacca presentandosi alla stampa, quasi a voler giustificare i trascorsi con Brescello, Modena e Parma. «Sono 30 anni che lavoro in questa provincia, pensavo che per vestire i colori granata i treni fossero passati tutti. Invece eccomi qua, è stato apprezzato il mio lavoro, la mia professionalità, la mia onestà. Siamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, parlerò con Menichini per discutere il da farsi».
Che Doriano Tosi non sia un direttore sportivo “di primo pelo” lo si capisce anche quando replica a chi gli imputa di essere da troppo tempo lontano dal “giro”.
«Io troppo lontano da anni dal calcio che conta? Nel calcio di oggi ci sono ds esperti e ds giovani. Non è che se conosci 1.500 giocatori invece di 2.000 sei meno in gamba, l’importante è che siano bravi quelli che prendi» aggiunge con tanta scioltezza, citando poi un esempio che non mancherà di far discutere. «Guardate Giorgio Perinetti (il diesse del Venezia, neopromosso in serie B ma anche ex di Roma, Napoli, Juve e Palermo, ndr), non aveva alcuna esperienza di Lega Pro ma ha vinto al primo colpo».
Poi la conferma più attesa dai tifosi: «Cesarini? Faremo di tutto per tenerlo a Reggio, è un simbolo. Il portiere? Narduzzo ha fatto bene, questo mi consola». Certo, il mercato è solo agli inizi e le novità potranno arrivare ma sempre senza dimenticare l’equilibrio finanziario.
«Il budget? Non dobbiamo ridurre tutti i costi, ma ottimizzarli. La prima squadra avrà le sue giuste risorse, si risparmierà su altre voci. La proprietà vuole un livello di organico soddisfacente - precisa Tosi - la domenica dobbiamo anche cercare di vincere e il campionato senza Venezia e Parma può anche diventare interessante per noi».
Uno dei nodi da sciogliere è quello che riguarda la delusione Marchi che dopo un anno senza gloria vorrebbe andarsene e rivendica una buonuscita. «Se uno non ha fatto bene non è giusto che lo si debba tagliare, c’è il mercato e valuteremo tutte le componenti» dice sibillino Tosi.
E a proposito di tagli, per il ritiro si ipotizza una formula votata al risparmio, una settimana a Villa Minozzo, dopo il 16 luglio. In sala, in piedi, assiste alla conferenza stampa il figlio di Doriano Tosi, Marcello. Sarà lui a proseguire il lavoro al Lentigione, è un predestinato, anche come qualificato commentatore di una trasmissione televisiva dedicata al Parma. «La mira è la serie B dice Tosi - però occorre creare una base solida, ogni stagione va migliorata e così per due-tre anni. Le improvvisazioni sono pericolose».
Doriano Tosi si presenta in formissima, nonostante i suoi 64 anni. Il personaggio è quello noto, proverbiale il suo aplomb, un dirigente che ha sempre i sorrisi contati, ma esperienza da vendere. E soprattutto quello dei rischi calcolati, questo è un tasto che può aver fatto presa su Mike Piazza, oltre allo stipendio, decisamente di medio-basso livello (35.000 euro). Contratto di due anni, a meno non si trova neanche uno store manager.
«Finalmente sono alla Reggiana» attacca presentandosi alla stampa, quasi a voler giustificare i trascorsi con Brescello, Modena e Parma. «Sono 30 anni che lavoro in questa provincia, pensavo che per vestire i colori granata i treni fossero passati tutti. Invece eccomi qua, è stato apprezzato il mio lavoro, la mia professionalità, la mia onestà. Siamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, parlerò con Menichini per discutere il da farsi».
Che Doriano Tosi non sia un direttore sportivo “di primo pelo” lo si capisce anche quando replica a chi gli imputa di essere da troppo tempo lontano dal “giro”.
«Io troppo lontano da anni dal calcio che conta? Nel calcio di oggi ci sono ds esperti e ds giovani. Non è che se conosci 1.500 giocatori invece di 2.000 sei meno in gamba, l’importante è che siano bravi quelli che prendi» aggiunge con tanta scioltezza, citando poi un esempio che non mancherà di far discutere. «Guardate Giorgio Perinetti (il diesse del Venezia, neopromosso in serie B ma anche ex di Roma, Napoli, Juve e Palermo, ndr), non aveva alcuna esperienza di Lega Pro ma ha vinto al primo colpo».
Poi la conferma più attesa dai tifosi: «Cesarini? Faremo di tutto per tenerlo a Reggio, è un simbolo. Il portiere? Narduzzo ha fatto bene, questo mi consola». Certo, il mercato è solo agli inizi e le novità potranno arrivare ma sempre senza dimenticare l’equilibrio finanziario.
«Il budget? Non dobbiamo ridurre tutti i costi, ma ottimizzarli. La prima squadra avrà le sue giuste risorse, si risparmierà su altre voci. La proprietà vuole un livello di organico soddisfacente - precisa Tosi - la domenica dobbiamo anche cercare di vincere e il campionato senza Venezia e Parma può anche diventare interessante per noi».
Uno dei nodi da sciogliere è quello che riguarda la delusione Marchi che dopo un anno senza gloria vorrebbe andarsene e rivendica una buonuscita. «Se uno non ha fatto bene non è giusto che lo si debba tagliare, c’è il mercato e valuteremo tutte le componenti» dice sibillino Tosi.
E a proposito di tagli, per il ritiro si ipotizza una formula votata al risparmio, una settimana a Villa Minozzo, dopo il 16 luglio. In sala, in piedi, assiste alla conferenza stampa il figlio di Doriano Tosi, Marcello. Sarà lui a proseguire il lavoro al Lentigione, è un predestinato, anche come qualificato commentatore di una trasmissione televisiva dedicata al Parma. «La mira è la serie B dice Tosi - però occorre creare una base solida, ogni stagione va migliorata e così per due-tre anni. Le improvvisazioni sono pericolose».
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