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IL CASO

Us Reggio Emilia, avvocati in campo

Linda Pigozzi
Us Reggio Emilia, avvocati in campo

Un gruppo di genitori di atleti della storica società di basket impugna l’esito della votazione per una presunta irregolarità. Il consigliere Bartolini: «C’è il rischio che la società esca dall’orbita della Fip»

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REGGIO EMILIA. Con una lettera inviata a inizio settimana l’avvocato reggiano Alessandro Pellegrini ha impugnato l’esito delle votazioni dell’assemblea dell’Us Reggio Emilia (le storiche Arti Grafiche). Il club cestistico cittadino, che festeggia quest’anno il cinquantennale dalla fondazione, ha votato lo scorso weekend per il rinnovo del consiglio direttivo che prevede sei eletti, fra i quali nominare il presidente e il dirigente responsabile.

A essere eletti i candidati Andrea Neri, Giovanni Beltrami, Alessandro Bonincontro, Filippo Gaddi e Silvio Davolio. Dei 238 soci aventi diritto di voto, hanno espresso le proprie preferenze in 89. Un dato, questo, che ha spinto un gruppo di genitori di atleti della società a rivolgersi all’avvocato Pellegrini per una presunta irregolarità. Lo statuto societario – sostengono i genitori – prevederebbe infatti che alla prima convocazione sia necessario che votino almeno la metà dei soci.

«Abbiamo proceduto a impugnare l’assemblea per una palese violazione dello statuto» commenta l’avvocato Pellegrini. Ricevuta la comunicazione il presidente uscente Paolo Neri, fra i fondatori della società, replica: «Si vedrà se è veramente da annullare quanto deliberato dall’assemblea. Stiamo procedendo a verificare se ciò che abbiamo fatto è realmente contro lo statuto», spiega.

Dietro la battaglia legale ci sarebbero però altre questioni. «Dietro c’è molto di più – non si nasconde Helmut Bartolini, tecnico del club e fra i candidati all’elezione per il consiglio direttivo –. In ballo c’è l’orientamento che la società deve prendere in futuro. Un fattore che ritengo troppo importante per la sopravvivenza del club».

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«Nel libro “Il Capitale Umano” del presidente Paolo Neri, e durante la presentazione del testo il 6 maggio scorso, sono state affrontate diverse questioni – spiega Bartolini – fra cui quella relativa alle tessere Fip degli allenatori che, secondo Neri, andrebbero in contrasto con i principi cardine della società, cioè la non commercializzazione degli atleti e dei tecnici. A mio avviso, una società senza tecnici federali non è pensabile oggi. Il club non deve uscire dalla federazione. Non mi dilungo sulle ragioni, ma allontanarsi dalla federazione è anacronistico e controproducente, sotto ogni aspetto. Allontanarsi dalla Fip potrebbe mettere a repentaglio il futuro della società. Per questo vorrei che, nel momento in cui s’arrivasse a una nuova elezione del consiglio, i votanti avessero chiaro il concetto».

Sulla questione che in casa Arti Grafiche si sta discutendo non vuole intervenire il presidente uscente Paolo Neri che si limita a specificare: «Vedremo come venir fuori da questi problemi».
 

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