Frosini e Menetti a caccia di stranieri
Ds e coach alla Summer League di Las Vegas per valutare i nuovi innesti
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REGGIO EMILIA. Si gioca ancora d’attesa in casa Grissin Bon. La prossima svolta sarà probabilmente la Summer League di Las Vegas, a cui prenderanno parte Frosini e Menetti per visionare giocatori, imbastire contatti con agenti assortiti e arrivare alla definizione dei cinque stranieri biancorossi.
Rispetto all’anno scorso la scelta è più delicata: la formazione 2016/17 era impostata sul nucleo italiano e gli stranieri erano tasselli di contorno. Quest’anno non sarà così. Senza contare che gli atleti ingaggiati in avvio non si sono rivelati particolarmente adatti, costringendo a diversi cambi in corso d’opera.
I 5 elementi stranieri verranno individuati in base alle caratteristiche degli italiani e proprio su questo fronte c’è ancora qualche incertezza. L’ossatura è ben definita, con Della Valle e Cervi come riferimento, il giovanissimo duo Mussini-Candi in regia e il promettente De Vico a dare tiro ed energia, rimane però spazio per altro elemento, un’ala che possa giocare da 3 e da 4, garantire difesa e possibilmente tiro da fuori.
Con il doppio impegno ci saranno più minuti e più sforzi, una panchina lunga può tornare più che utile. Non è un “obbligo”, Reggio potrebbe anche andare avanti con questi 5 italiani puntando maggiormente sugli stranieri, ma un tentativo verrà fatto, possibilmente prima di Las Vegas, così da partire con le idee chiare. Sfumato Alibegovic, il profilo ideale rimane quello di Brian Sacchetti, che però ha molto mercato e costi conseguenti. È libero anche l’ex Avellino Zerini, esperto e con buon tiro; si parla però di un lungo che difficilmente può giocare da esterno, e come effetto a cascata si rischierebbe di mangiare minuti a De Vico. Sono opzioni più economiche gli ex Cremona Gaspardo e Mian, che non creerebbero certo problemi di equilibrio portando comunque esperienza e profondità. Gaspardo è il classico “3 e mezzo”, Mian un esterno che però potrebbe essere “compensato” puntando su un’ala piccola straniera di buona struttura fisica.
In un’annata in cui l’attenzione al budget è comprensibilmente prioritaria, molto dipenderà dalle pieghe che prenderà il mercato degli italiani. Si sta muovendo in questo senso Pesaro, che ricostruirà di nuovo da capo e ha inserito i primi tasselli italiani: sono il play ex Sassari Monaldi e il reggianissimo centro Andrea Ancellotti, 212 centimetri, cresciuto in Pallacanestro Reggiana e diventato con gli anni un discreto lungo difensivo anche in A2. (adr.ar.)
Rispetto all’anno scorso la scelta è più delicata: la formazione 2016/17 era impostata sul nucleo italiano e gli stranieri erano tasselli di contorno. Quest’anno non sarà così. Senza contare che gli atleti ingaggiati in avvio non si sono rivelati particolarmente adatti, costringendo a diversi cambi in corso d’opera.
I 5 elementi stranieri verranno individuati in base alle caratteristiche degli italiani e proprio su questo fronte c’è ancora qualche incertezza. L’ossatura è ben definita, con Della Valle e Cervi come riferimento, il giovanissimo duo Mussini-Candi in regia e il promettente De Vico a dare tiro ed energia, rimane però spazio per altro elemento, un’ala che possa giocare da 3 e da 4, garantire difesa e possibilmente tiro da fuori.
Con il doppio impegno ci saranno più minuti e più sforzi, una panchina lunga può tornare più che utile. Non è un “obbligo”, Reggio potrebbe anche andare avanti con questi 5 italiani puntando maggiormente sugli stranieri, ma un tentativo verrà fatto, possibilmente prima di Las Vegas, così da partire con le idee chiare. Sfumato Alibegovic, il profilo ideale rimane quello di Brian Sacchetti, che però ha molto mercato e costi conseguenti. È libero anche l’ex Avellino Zerini, esperto e con buon tiro; si parla però di un lungo che difficilmente può giocare da esterno, e come effetto a cascata si rischierebbe di mangiare minuti a De Vico. Sono opzioni più economiche gli ex Cremona Gaspardo e Mian, che non creerebbero certo problemi di equilibrio portando comunque esperienza e profondità. Gaspardo è il classico “3 e mezzo”, Mian un esterno che però potrebbe essere “compensato” puntando su un’ala piccola straniera di buona struttura fisica.
In un’annata in cui l’attenzione al budget è comprensibilmente prioritaria, molto dipenderà dalle pieghe che prenderà il mercato degli italiani. Si sta muovendo in questo senso Pesaro, che ricostruirà di nuovo da capo e ha inserito i primi tasselli italiani: sono il play ex Sassari Monaldi e il reggianissimo centro Andrea Ancellotti, 212 centimetri, cresciuto in Pallacanestro Reggiana e diventato con gli anni un discreto lungo difensivo anche in A2. (adr.ar.)
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