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Dopo la promozione la fuga dei giocatori FalkGalileo da rifare 

Dopo la promozione la fuga dei giocatori FalkGalileo da rifare 

La paradossale estate della prima squadra biancoazzurra Dopo il passaggio di categoria, la smobilitazione  

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REGGIO EMILIA. Cosa succede alla Falk Galileo? Se lo chiedono da qualche settimana tutti coloro che hanno vissuto e seguito l’ultimo campionato della squadra di prima categoria. Un campionato finito con un quasi inatteso passaggio in Promozione. Ma ora la squadra che aveva raggiunto la finale di Coppa Emilia e un lusinghiero quarto posto in campionato, quella squadra non esiste più. Sciolta al sole di questa estate torrida, smembrata pezzo per pezzo senza troppi perché: qualche giocatore non riconfermato, gli altri protagonisti dell’ultima stagione spinti quasi ad andarsene dal silenzio assordante della società. Della squadra che dovrebbe disputare il campionato di promozione 2017-2018, sette undicesimi sono già altrove. Un paradosso, una clamorosa eccezione al detto inossidabile secondo cui “squadra che vince non si cambia”. Ma com’è potuto succedere?

Si comincia in agosto, con la preparazione atletica. E poi via: tre allenamenti a settimana, tutte le domeniche impegnate, si va al campo anche al mercoledì sera, per la Coppa. A volte capita che sforzi e sacrifici vengano ripagati e a fine anno si festeggi la promozione. A quel punto, galvanizzata, la squadra si dimentica della fatica e pensa solo a quando potrà, finalmente, riallacciarsi le scarpette. Non è il caso della Falkgalileo. E non solo perché è stata promossa senza aver vinto nulla. Nonostante si sia guadagnato l’accesso in Promozione, infatti, il gruppo guidato da mister Massimiliano Cavatorti si è sfaldato. I giocatori – senza neanche festeggiare – se ne sono andati un po’ alla volta, perché non riconfermati o insoddisfatti, e adesso c’è chi giura di aver visto Cesare Vitale (che per la prima volta in carriera non sarà allenatore ma dirigente sportivo) andare a bussare alle porte delle altre società per raccogliere chi ancora non ha trovato casa.

E se di eccezione non si può parlare (troppo estesa è la storia del calcio) nessuno negherà si tratti di un caso. Soprattutto perché chiunque passi dai campi di via Luthuli non può non affezionarsi alla società di Massimo Tirabassi e dei fratelli Anzio e Alberto Arati.

Ma andiamo per gradi. L’avventura della squadra inizia nell’agosto del 2016. Prima di dare inizio alla preparazione atletica, la società parla ai ragazzi: “Siete una squadra costruita per arrivare ai playoff”. Nessuno nomina la promozione, nessuno fissa obiettivi difficilmente raggiungibili. Questo anche se la retrocessione in Prima categoria, con cui si è conclusa la stagione 2015/2016, brucia ancora. D’altra parte se alla Falkgalileo si sta bene è anche per il clima rilassato, da grande famiglia, che non cambia nemmeno nelle fasi delicate del campionato.

Il gruppo inizia con il piede giusto, poi si arena. È marzo, sulle gambe dei giocatori iniziano a pesare le partite infrasettimanali della Coppa Emilia. E sarà proprio quell’impegno inaspettato, inizialmente persino un po’ trascurato, a dare poi la soddisfazione più grande.

Comunque la squadra di mister Cavatorti riesce a realizzare il desiderio espresso dalla società e, a fine campionato, è quarta. Dovrebbe giocare i playoff ma nel frattempo ha conquistato il pass per la finale di Coppa Emilia contro l’Igea Marina, e così può saltare gli spareggi. Quando la squadra romagnola blinda il primo posto nel suo girone, assicurandosi l’accesso in Promozione, nessuno, alla Falkgalileo, riesce a credere a quanto stia succedendo. Teoricamente, con l’Igea già promossa, l’esito della finale non ha più importanza (e per fortuna, visto che la partita finirà con un 4-1 per i romagnoli). Ma la società non vuole sbilanciarsi e, per scaramanzia, decide di festeggiare solo dopo i ripescaggi.

Intanto le settimane passano. In stand by non solo i festeggiamenti, ma anche i colloqui con i giocatori. È solo quando il passaggio nella categoria superiore diventa ufficiale (e Vitale ha già preso il posto lasciato libero da Remo Dall’Aglio, ora nuovo dirigente sportivo della Castelnovese-Meletolese), che i telefoni diventano roventi. Le notizie che rimbalzano di cellulare in cellulare, però, non sono affatto positive: tanti giocatori (giovani, ma anche d’esperienza, con parecchi anni di Promozione alle spalle) non vengono riconfermati, altri vengono invogliati ad andarsene. La forza della squadra, ossia il gruppo, improvvisamente scompare. E inizia la diaspora: Simone Costa (difensore) e Alan Bagalà (centrocampista) giocheranno nel San Faustino; Riccardo Bellotti (portiere) nel Ganaceto; Jacopo Faroni (centrocampista) nella Flos Frugi; Luca Zinani (difensore), Andrea Attolini (centrocampista) e il capitano Davide Fornaciari (difensore) nella Castelnovese-Meletolese.

Per ora, in direzione contraria, solo il portiere Fabio Branchetti, che dice addio all’Arcetana.



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